Casa Vuota a Roma. Un nuovo spazio espositivo e home gallery al quartiere Quadraro

Un appartamento trasformato in spazio per l’arte contemporanea: nasce a Roma Casa Vuota, da un’idea di Francesco Paolo del Re e Sabino de Nichilo

Pierluca Cetera, Gli Ospiti, 2013-2017
Pierluca Cetera, Gli Ospiti, 2013-2017

Il film Ferro 3 – La casa vuota del regista sud-coreano Kim Ki-duk racconta la storia del giovane Tae-suk, ragazzo senza fissa dimora che ha l’abitudine di introdursi nelle case occasionalmente disabitate per starci fino al ritorno dei proprietari. Durante il periodo in cui vive nell’appartamento Tae-suk considera la casa come se fosse sua: lava i panni sporchi, ripara gli oggetti rotti, indossa gli abiti dei proprietari. È un film magico in cui più che il racconto dell’usurpazione trova spazio la leggerezza e l’incanto con cui le case vuote si riaffacciano alla vita, investite di un’identità temporanea che segna una parentesi nella vita dell’appartamento. Casa Vuota, il nuovo spazio espositivo che inaugurerà il 6 maggio al Quadraro, periferia sud di Roma da decenni in promessa di gentrificazione, sembra custodire la stessa magia del film. Un ambiente domestico che si prepara ad accogliere temporaneamente mostre d’arte contemporanea senza tradire la sua identità. “Niente pareti bianche o spazi asettici”, racconta Francesco Paolo del Re, curatore del progetto insieme a Sabino de Nichilo, “ma uno luogo sospeso, consumato, che si vanta della sua storia e delle sue cicatrici”. L’idea della sospensione è uno dei punti cardine da cui muove il progetto. “Nulla di definitivo o conclusivo”, continua del Re, “ma una fase della vita dell’appartamento che conserva ancora forti tracce degli inquilini che lo hanno abitato dagli anni 50 fino a pochi mesi fa”. Una sorta di passaggio generazionale che va di pari passo con l’evoluzione del quartiere Quadraro. Da borgata di periferia lontana dai percorsi turistici tradizionali a quartiere in forte espansione in cui l’arte ha svolto un ruolo predominante. Qui sorge M.U.R.o, museo a cielo aperto dedicato alla Street Art pienamente integrato nel territorio, ma anche realtà come Off1c1na, Studio 54 e Spazio Y, luoghi di integrazione e di sperimentazione che hanno richiamato un buon numero di artisti a lavorare nel quartiere attratti dai prezzi degli affitti più bassi rispetto ad altre zone di Roma. Un quartiere con una storia significativa alle spalle, fatta di resistenza – come dimenticare il famoso Rastrellamento del Quadraro operato dai tedeschi nel 1944 ai danni della popolazione del quartiere – ma anche di senso di appartenenza e di comunità profondissimo.

GLI OSPITI DI PIERLUCA CETERA

Il primo progetto espositivo ospitato da Casa Vuota ruota intorno ad una riflessione sulla pittura operata da Pierluca Cetera, artista pugliese alla sua prima personale romana. In mostra “Gli Ospiti”, ciclo pittorico realizzato da Cetera dal 2013 al 2017 che è esposto per la prima volta in maniera organica a Casa Vuota. Le stanze ormai disabitate dell’appartamento si popolano di personaggi comuni, di ospiti, appunto, pronti ad occupare lo spazio per il tempo della mostra. Colti nudi o mentre si stanno svestendo, gli uomini e le donne di Cetera si trovano perfettamente a loro agio nell’intimità della casa. Proprio come nel film Ferro 3 – La casa vuota, gli Ospiti di Pierluca Cetera si muovono liberamente tra gli ambienti, comportandosi davvero come se fosse casa loro.

 

– Mariacristina Ferraioli

 

Gli Ospiti di Pierluca Cetera

a cura di Francesco Paolo Del Re e Sabino de Nichilo

dal 6 maggio al 30 giugno 2017

Casa Vuota

via Maia 12, int. 4A – Roma

 

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Mariacristina Ferraioli
Mariacristina Ferraioli è giornalista, curatrice e critico d’arte. Dopo la laurea in Lettere Moderne con indirizzo Storia dell’Arte, si è trasferita a Parigi per seguire corsi di letteratura, filosofia e storia dell’arte presso la Sorbonne (Paris I e Paris 3). Ha conseguito il Master in Organizzazione e Comunicazione delle Arti Visive presso l’Accademia di Belle Arti di Brera. Ha vinto la Residenza per Curatori della Dena Foundation for Contemporary Art presso il Centre International d’Accueil et d’Echanges des Récollets di Parigi. Ha lavorato al Centre Pompidou collaborando alla realizzazione della mostra “Traces du Sacré” e ha pubblicato un testo critico sul catalogo della mostra. Ha coordinato l’ufficio Master dell’Accademia di Belle Arti di Brera e ha curato mostre sia in Italia che all’estero. Redattrice di Artribune, collabora stabilmente con Cosmopolitan Italia, Marie Claire Maison, Le Quotidien de l'Art. Ha conseguito un dottorato in Comunicazione e mercati: Economia, Marketing e Creatività presso l’Università Iulm di Milano, è docente a contratto presso diverse istituzioni e fa parte del team curatoriale di ArtLine, progetto d’arte pubblica del Comune di Milano nel parco di CityLife.