Anna De Castro Barbosa propone a Milano una mostra più da attraversare più che da osservare 

Con installazioni che alterano e moltiplicano i punti di vista, Anna De Castro Barbosa crea un percorso in cui nulla si rivela completamente ed ogni prospettiva genera nuove possibilità di interpretazione. Da French Place fino al 28 giugno

Soglie, interferenze e viste parziali caratterizzano la mostra di Anna Castro Barbosa da FRENCH PLACE a Milano. IL QUIPROQUO nasce durante la residenza dell’artista presso la galleria e si articola su ciò che si mostra e ciò che rimane celato, il percorso espositivo viene così trasformato in un’esperienza percettiva instabile.

Anna Castro Barbosa, Il Quiproquo, French Place, Milano, Installation View, Ph Francesco Paleari
Anna Castro Barbosa, Il Quiproquo, French Place, Milano, Installation View, Ph Francesco Paleari

Il paravento come schermo

La dimensione narrativa tradizionale viene evitata al fine di costruire una relazione diretta tra spazio, oggetti e presenza dello spettatore. Il percorso del visitatore attraverso l’ambiente è guidato da paraventi, superfici metalliche e ventagli. Le opere funzionano come membrane o filtri visivi, creando continue oscillazioni tra vicinanza e distanza. Elemento centrale della mostra è, infatti, il paravento, utilizzato da De Castro Barbosa come struttura ambigua: separa ed allo stesso tempo invita ad attraversare.
L’artista lavora con acciaio, superfici sterili di plexiglass e strumenti medici. Materiali che vengono privati della loro funzione originaria per essere trasformati in oggetti dall’identità incerta nella sospensione tra protezione e vulnerabilità. Il visitatore è costretto a cambiare continuamente posizione per cogliere dettagli e aperture. Nessuna visione è definitiva ma rimane sempre parziale, temporanea, continuamente disturbata da riflessi e schermature.

Lo spazio come scenografia

La costruzione dello spazio è il punto di forza della mostra. Grazie ai divisori, vengono creati percorsi obliqui, punti ciechi ed aperture prospettiche differenti. Lo spettatore arriva addirittura a specchiarsi riflesso sulle opere, entrando così involontariamente in quel sistema visivo che ha costruito l’artista. È questo lo sviluppo più interessante de “IL QUIPROQUO”: non la singola opera, ma la relazione che si crea tra corpi, oggetti e architettura. Lo spazio espositivo smette di essere un contenitore neutro e diventa una struttura attiva, teatrale. Si sviluppa una coreografia nella quale i visitatori diventano comparse nella costruzione delle infinite combinazioni. Il titolo “quiproquo” riguarda proprio il modo stesso in cui percepiamo ciò che abbiamo davanti. La mostra ruota attorno al tema del “misunderstanding”: le opere sembrano sempre sul punto di rivelarsi senza mai farlo in modo definitivo. Lo spettatore non riesce mai a possedere interamente ciò che osserva a causa del continuo slittamento tra riconoscimento ed ambiguità, vicinanza e repulsione.

Una ricerca tra desiderio e controllo

Nata a Montpellier nel 1995, Anna De Castro Barbosa vive e lavora tra Parigi e Aubervilliers. Dopo gli studi alla Sorbona e alle Beaux-Arts di Nantes, ha sviluppato una pratica che intreccia scultura e installazione con una forte attenzione alla dimensione sensoriale dei materiali.
La mostra da FRENCH PLACE conferma una ricerca già riconoscibile, incentrata sul rapporto tra corpo, desiderio e alterità. Attraverso materiali che trattengono e al tempo stesso respingono il contatto, De Castro Barbosa costruisce opere-soglia, sospese tra seduzione e resistenza, invitando lo spettatore a confrontarsi con uno spazio fragile e irrisolto, dove intimità e distanza continuano a ridefinirsi reciprocamente.

Manuela Distefano

Milano // Fino al 28 giugno 2026
Anna Castro Barbosa. Il Quiproquo
FRENCH PLACE, Via Carlo Goldoni 64
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