A Parma clamoroso furto d’arte: rubati tre capolavori di gran valore firmati Renoir, Cézanne e Matisse

Stiamo parlando di “Les Poissons” di Pierre-Auguste Renoir, della “Natura morta con ciliegie” di Paul Cézanne e dell' “Odissea sulla terrazza” di Henri Matisse, tutti conservati alla Fondazione Magnani Rocca, per un valore complessivo di diversi milioni di euro

Risale a qualche giorno fa il furto dei tre dipinti custoditi alla Fondazione Magnani Rocca di Mamiano di Traversetolo, nel Parmense. Secondo quanto riportato dal TgR Rai Emilia-Romagna – e confermato dall’Ansa – una banda si sarebbe introdotta nella cosiddetta “Villa dei Capolavori” di Luigi Magnani, riuscendo a sottrarre le opere. Sul caso naturalmente indagano i Carabinieri.

Paul Cezanne Natura morta con ciliegie, (1890) Matita e acquerello su carta bianca , cm 38 x 49
Paul Cezanne Natura morta con ciliegie, (1890) Matita e acquerello su carta bianca , cm 38 x 49

Rubati i quadri di Renoir, Cézanne e Matisse alla Fondazione Magnani Rocca a Parma

Realizzato nel 1917, Les Poissons appartiene alla fase tarda della produzione di Pierre-Auguste Renoir (Limoges, 1841 – Cagnes sur Mer, 1919) e testimonia la piena maturità dell’artista. L’opera rappresenta una presenza particolarmente significativa nel panorama museale italiano, dove i lavori del maestro impressionista sono relativamente rari in collezioni permanenti. Accanto a questo, la Natura morta con ciliegie di Paul Cézanne e Odissea sulla terrazza di Henri Matisse, testimonianza della sua sensibilità cromatica e compositiva, rendono il furto ancora più grave per il patrimonio artistico. Nella Villa era esposto anche Paysage de Cagnes-sur-Mer , altro dipinto di Renoir, caratterizzato da contorni sfumati e da una stesura pittorica rapida e stratificata, capace di restituire la ricchezza della vegetazione della costa mediterranea.

Il quadro "Les Poissons" di Pierre - August Renoir alla Fondazione Magnani Rocca, a Parma
Il quadro “Les Poissons” di Pierre – August Renoir alla Fondazione Magnani Rocca, a Parma

La collezione della Fondazione Magnani Rocca

La raccolta della Fondazione comprende capolavori che spaziano dal Rinascimento all’età contemporanea: da Gentile da Fabriano, Filippo Lippi e Tiziano, fino a Peter Paul Rubens e Antoon van Dyck, per arrivare a Claude Monet, Paul Cézanne, Giorgio de Chirico, Giorgio Morandi e Alberto Burri.
Completano il percorso sculture di Antonio Canova e Lorenzo Bartolini, oltre al celebre dipinto La famiglia dell’infante don Luis di Francisco Goya. La Villa conserva l’atmosfera di una residenza privata grazie agli arredi storici, mobili Impero e oggetti rimasti nella loro collocazione originaria, contribuendo all’identità del museo.

La storia della Fondazione Magnani Rocca a Parma

La Fondazione Magnani Rocca nasce nel 1977 per volontà di Luigi Magnani, con il sostegno della banca Crédit Agricole Italia, con l’obiettivo di promuovere attività culturali in ambito artistico, musicale e letterario.
Riconosciuta nel 1978, la Fondazione prende forma nella Villa di Mamiano, aperta al pubblico nel 1990. I lavori di restauro e l’allestimento museale sono stati portati avanti garantendo la conservazione delle opere e la possibilità di ospitare mostre temporanee di alto livello, come quella dedicata al Simbolismo italiano (visibile sino al 28 giugno 2026).

Artribune è anche su Whatsapp. È sufficiente cliccare qui per iscriversi al canale ed essere sempre aggiornati

Redazione

Redazione

Artribune è una piattaforma di contenuti e servizi dedicata all’arte e alla cultura contemporanea, nata nel 2011 grazie all’esperienza decennale nel campo dell’editoria, del giornalismo e delle nuove tecnologie.

Scopri di più