Il fallimento secondo 7 artisti contemporanei in mostra a Roma 

L’idea di fallire nei propri obiettivi è ancora oggi poco accettata dalla società. Ma siamo sicuri che solo gli esseri umani falliscano? Un gruppo di giovani artisti ha provato a rispondere

Siamo cresciuti al grido di “sbagliando s’impara”, eppure il concetto di fallimento è ancora lungi dall’essere accettato nella società contemporanea: una società dalle aspettative alte, che difficilmente tollera chi perde, chi sbaglia, chi ha tempi e bisogni diversi. Ma il fallimento è esclusivamente umano? E cosa succede al concetto di fallimento quando lo si osserva da una prospettiva diversa da quella antropocentrica? A partire da questa riflessione prende spunto la mostra collettiva WTF – We Tolerate Failure, in mostra presso Spazio in Situ a Roma. Un’indagine sul fallimento e sulle sue mutevoli sfaccettature, umane e non. 

 Sette artisti interpretano il fallimento a Roma 

Dal 2016, Spazio in Situ – un artist-run space nel quartiere di Tor Bella Monaca a Roma – si impegna nella ricerca e nella valorizzazione di giovani artisti emergenti. Composto da 11 studi e un’area espositiva, negli anni la realtà romana è stata teatro di diverse esposizioni di artisti italiani e stranieri, favorendo un dialogo aperto e fertile sui temi più stringenti del contemporaneo. Riunendo le opere di sette artisti emergenti – Meital Katz-Minerbo, Cristina Lavosi, Luca Miranda, Primeira Desordem (progetto multidisciplinare dei portoghesi Hugo Gomes e João Marques) Francesco Penci, Enea Toldo e Fabien Zocco – la rassegna applica il concetto di fallimento ai diversi tipi di intelligenza: animale, vegetale, artificiale e umana.  

Il fallimento in mostra a Roma da Spazio in Situ 

E se si provasse a pensare all’intelligenza come appannaggio non esclusivamente umano, ma di tutti i sistemi (naturali e artificiali) che popolano l’ecosistema con la loro complessità? Questa la sfida degli artisti, che attraverso diversi media – videoarte, scultura, pittura e persino CGI – rimodulano il proprio pensiero sulla base delle diverse forme di esistenza prese in esame, immaginando nuovi scenari ipotetici e spiazzanti. È il caso, ad esempio, dell’installazione di  Cristina Lavosi, A horse is a horse of course, of course (2020), la prima ad accogliere il visitatore nello spazio espositivo. Si tratta di un video di sei minuti che riflette sulla condizione dei cavalli (qui sostituito all’omonimo attrezzo ginnico) utilizzati dalla polizia come meri strumenti, completamente privati del loro istinto animale. Affronta invece l’intelligenza artificiale Grand Theft Smiles (2023-24) di Luca Miranda, realizzata con il celebre videogioco. Riflettendo sulla cultura del successo e della “positività tossica”, l’artista ha indagato l’eventuale presenza della medesima tendenza nei mondi virtuali.  

Laura Cocciolillo 

Roma//Fino al 1 aprile 2024
WTF – we tolerate failure

Spazio In Situ
Via S. Biagio Platani 7
www.spazioinsitu.it

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Laura Cocciolillo

Laura Cocciolillo

Laura Cocciolillo (Roma, 1997), consegue la laurea triennale in Studi Storico-Artistici presso la Sapienza di Roma. Si trasferisce poi a Venezia, dove consegue la laurea magistrale in Storia delle Arti, curriculum in Arte Contemporanea. Specializzata in arte e nuove tecnologie…

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