Un grande libro sulla Galleria Russo: la galleria d’arte più antica d’Italia

Un corposo volume intitolato “La chiusura del cerchio” ripercorre più di un secolo della storia della galleria, anche attraverso il legame con Giorgio de Chirico

Antonio Ligabue, Il re della foresta, 1959 Una delle opere esposte nella personale di Ligabue alla Barcaccia, 1961
Antonio Ligabue, Il re della foresta, 1959 Una delle opere esposte nella personale di Ligabue alla Barcaccia, 1961

Più di 400 pagine di volume festeggiano i 124 anni della Galleria Russo. La chiusura del cerchio. Oltre un secolo di storia della Galleria Russo di Francesca Romana Morelli, libro pubblicato da Maretti Editore raccoglie documenti, lettere inedite, fotografie storiche e soprattutto rende omaggio al rapporto proficuo tra il grande genio della Metafisica Giorgio de Chirico e la galleria d’arte moderna più antica d’Italia. Il momento delicato del conflitto tra Russia e Ucraina aveva fatto pensare in un primo momento a Fabrizio Russo, attuale direttore della galleria, di annullare la presentazione. Poi Russo ha deciso di seguire il principio secondo cui “larte e la cultura vanno oltre” e non devono mai fermarsi, né soccombere alla paura e alle meschinità di cui l’essere umano è capace. 

Le Gallerie Russo aperte in Italia dai protagonisti della famiglia
Le Gallerie Russo aperte in Italia dai protagonisti della famiglia

I RUSSO, LA NASCITA DELLA GALLERIA  

Le uniche aziende ancora attive a Roma, come più di un centinaio di anni fa, sono Bulgari e Pasquale Addeo, ossia la futura Galleria Russo. Solo più tardi compariranno anche i grandi antiquari Apolloni, Lampronti, Di Castro. L’invenzione vera e propria dei Russo è stato il mercato dellarte diffuso, come suggerisce Scarlett Matassi: “In etologia, si definiscono opportunisti gli animali che sono in grado di cogliere le occasioni propizie che si presentano in natura, i Russo sono stati grandi opportunisti in questo senso”.
Il vero capostipite è Pasquale Addeo, bisnonno di Fabrizio Russo, che viene mandato a Roma per studiare legge ma capisce che vuole intraprendere un’altra strada. Decide di aprire una piccola bottega antiquaria in via Margutta, creando importanti sodalizi come quello col direttore della Galleria Borghese. Fabrizio Russo racconta: “Pasquale Addeo aveva 4 figli, 3 erano donne. Elsa si innamorò di Franco Russo, figlio di un tale Salvatore che possedeva un pastificio. Salvatore era uno scapestrato, giocava i suoi soldi a carte o li spendeva per andare a donne. Ciò nonostante, Pasquale Addeo intuì che Franco, dotato di fisico prestante, intelligenza e prontezza, aveva tutte le potenzialità per divenire un ottimo imprenditore. Prima confermò il matrimonio con sua figlia e poi lo portò a lavorare con sé nel negozio di antiquariato”. 

LA GALLERIA RUSSO E IL MERCATO DIFFUSO  

La prima galleria viene aperta in via del Babuino 75. È chiamata “Il budello” perché è lunga e stretta: vi si vendono arredi, sedie di cuoio seicentesche, ceramiche. Addeo vende quadri di Tiziano, dell’Ottocento, poi dei Macchiaioli – si innamora infatti dell’arte moderna, grazie alla visita allo studio di Fattori. Organizza tre importanti aste tra il 1914 e il 1938, poi manda il genero Franco a Milano a lavorare a fianco di Gioachino Cosma, titolare della Galleria Dedalo. Lì il genero vende artisti russi come Sciltian, Dudreville, Antonio Mancini. Franco è il più internazionale dei Russo, viaggia moltissimo e organizza un’asta in Argentina; dopo di lui sono i fratelli Antonio ed Ettore a continuare l’impresa.
I Russo con scaltrezza riescono a cavalcare l’onda del benessere che si andava diffondendo in Italia, aprono La Barcaccia poi numerose gallerie nei centri termali. Quella di Montecatini Terme viene inaugurata proprio allo scopo di ospitare mostre di Giorgio de Chirico e di attrarre persone abbienti, in riposo dagli impegni lavorativi. Nel 1966 il padre di Fabrizio, Salvatore, prende in mano la gestione della galleria, mentre è nel 1984 che il testimone passa a Fabrizio Russo, attuale direttore. Per quanto riguarda il rapporto professionale e di amicizia con de Chirico, risale al 1954 il primo contratto. Il pittore doveva consegnare ogni mese alla galleria 10 quadri e 40 acquerelli: un accordo che si ruppe quando la signora de Chirico scoprì il marito con la sua musa ispiratrice in una casa al mare. I Russo erano al corrente di questa liaison, perciò Isabella de Chirico fece pressioni per porre fine al legame con la famiglia di galleristi. Nella realtà lo scambio continuò di sottobanco… 

– Giorgia Basili 

https://galleriarusso.com 

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Giorgia Basili
Giorgia Basili (Roma, 1992) è laureata in Scienze dei Beni Culturali con una tesi sulla Satira della Pittura di Salvator Rosa, che si snoda su un triplice interesse: letterario, artistico e iconologico. Si è spe-cializzata in Storia dell'Arte alla Sapienza con una tesi di Critica d'arte sul cinema di Pier Paolo Pasolini, letto attraverso la lente warburghiana della Pathosformel. Collabora con diverse riviste di settore prediligendo tematiche quali l’arte urbana e il teatro, la cultu-ra e l’arte contemporanea nelle sue molteplici sfaccettature e derive mediali. Affascinata dall’innesto del visivo con la letteratura, di tea-tro e mitologia, si dedica alla scrittura di poesie per esprimere la propria sensibilità e il proprio pensiero estetico-critico su ciò che la circonda.