Stefano Collicelli Cagol è il nuovo direttore del Centro Pecci di Prato

La nomina è arrivata dal Consiglio di Amministrazione della Fondazione per le Arti Contemporanee in Toscana a due mesi dalla fine dei rapporti con l’ex direttrice Cristiana Perrella.

Stefano Collicelli Cagol ph Alessandro Cantarini
Stefano Collicelli Cagol ph Alessandro Cantarini

Sarà Stefano Collicelli Cagol a diventare direttore del Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci di Prato. Si conclude così il flame di polemiche e dissapori che ha travolto il museo toscano negli ultimi due mesi, dopo la brusca rottura dei rapporti tra il Consiglio di Amministrazione presieduto da Lorenzo Bini Smaghi e l’ex direttrice Cristiana Perrella. Collicelli Cagol prenderà la guida del museo dal 10 gennaio 2022 con un mandato di tre anni, come da nomina del Consiglio di Amministrazione della Fondazione per le Arti Contemporanee in Toscana. La scelta del candidato è stata realizzata da una commissione apposita, composta da Bruno Corà, Sarah Cosulich (che con Cagol ha collaborato lungamente e che in una fase è stata anche immaginata come nuova direttrice, prima di accettare l’incarico alla Pinacoteca Agnelli di Torino), Guido Guerzoni e Lorenzo Sassoli de Bianchi.

Stefano Collicelli Cagol ph Alessandro Cantarini
Stefano Collicelli Cagol ph Alessandro Cantarini

STEFANO COLLICELLI CAGOL

Stefano Collicelli Cagol, padovano classe 1978, è storico delle esposizioni, e ha conseguito un dottorato nel dipartimento Curating Contemporary Art del Royal College of Art di Londra nel 2014. Dal 2015 al 2017 è stato curatore del Trondheim kunstmuseum dell’omonima città norvegese, per poi diventare curatore de La Quadriennale di Roma dal 2018 al 2020, oltre che co-curatore della mostra Quadriennale d’arte 2020 FUORI al Palazzo delle Esposizioni di Roma. Ha insegnato Exhibition and Display al Master di II Livello ‘Design for Arts’ del Politecnico di Torino e pubblicato saggi in cataloghi e riviste, ed è ora curatore del centro espositivo di arte contemporanea BY ART MATTERS di Hangzhou, in Cina. “Accolgo con grande felicità”, ha dichiarato il neo direttore, “la notizia della mia nomina alla Direzione del Centro Pecci di Prato, un’istituzione che si è sempre distinta per la ricerca multidisciplinare e ha contribuito negli anni alla crescita del dibattito sui diversi linguaggi artistici. L’impegno è di continuare a fare crescere il Centro Pecci, come laboratorio del contemporaneo, facendone emergere l’unicità attraverso lo sviluppo delle sue grandi potenzialità”.

Centro per l'arte contemporanea Luigi Pecci, @Michela Osteri
Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci, ph Michela Osteri

IL CASO PERRELLA AL PECCI

Il Centro Pecci aveva comunicato la decisione di revocare l’incarico a Cristiana Perrella (Roma, 1965), a capo del museo dal 2018, con un annuncio molto secco, lo scorso 8 ottobre: “Il Consiglio di Amministrazione della Fondazione per le Arti Contemporanee in Toscana […] ha deciso di revocare l’incarico di Direttore Generale della Fondazione a Cristiana Perrella, in linea con quanto previsto dal contratto siglato da entrambe le parti il 16 febbraio 2021. Il Consiglio ringrazia la Dott.ssa Perrella per il suo impegno e il lavoro svolto in questi anni alla direzione del Centro Pecci e le fa i migliori auguri per la sua futura attività professionale”. Perrella era stata raggiunta dall’annuncio senza preavviso, mentre si trovava in viaggio per conto del museo. Il presidente del CdA Lorenzo Bini Smaghi aveva dichiarato l’esistenza di un gentlemen agreement secondo cui Perrella si sarebbe dovuta dimettere allo scadere del primo anno del secondo mandato, cioè ad aprile 2022. L’ex direttrice ha sostenuto invece che, contrariamente a ogni possibile accordo informale circa un suo abbandono della carica prima della scadenza contrattuale, il CdA avrebbe iniziato la ricerca di un nuovo direttore già durante la scorsa estate e a sua insaputa, danneggiando così l’immagine sua e del museo, e che il licenziamento in tronco sarebbe arrivato nel momento in cui questo stato di cose era stato da lei contestato. Secondo il direttore del Museo del Novecento di Firenze Sergio Risaliti, il Consiglio si aspettava dalla direzione di Perrella la manifestazione di un carattere più “manageriale”, pur non essendo chiaro in cosa consistesse questa richiesta e in che modo andasse applicata senza danneggiare l’aspetto curatoriale e territoriale. Alla presa di posizione del CdA erano seguite due petizioni che chiedevano di restituire l’incarico a Perrella, senza successo: la commissione ad hoc per la nuova nomina era stata annunciata poco dopo. Non resta che attendere gennaio per scoprire se Collicelli Cagol riuscirà a imprimere l’impronta manageriale che il CdA del Museo si aspetta.

– Giulia Giaume

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Giulia Giaume
Amante della cultura in ogni sua forma, è divoratrice di libri, spettacoli, mostre e balletti. Laureata in Lettere Moderne, con una tesi sul Furioso, e in Scienze Storiche, indirizzo di Storia Contemporanea, ha frequentato l'VIII edizione del master di giornalismo Walter Tobagi. Collabora con diverse riviste su temi culturali, diritti civili e tutto ciò che è manifestazione della cultura umana, semplicemente perché non può farne a meno.