A Venezia apre per la prima volta al pubblico Palazzo Vendramin Grimani dopo due anni di restauro

Il centro di Venezia si arricchisce di un nuovo punto di riferimento culturale, voluto dalla Fondazione dell’Albero d’Oro, attiva dal 2019 per volontà di un gruppo di imprenditori e professionisti francesi e veneziani

Patrick Tourneboeuf, Palazzo Vendramin Grimani, 2021, courtesy l'artista e Fondazione dell'Albero d'Oro
Patrick Tourneboeuf, Palazzo Vendramin Grimani, 2021, courtesy l'artista e Fondazione dell'Albero d'Oro

Dopo la recente notizia del restauro di Palazzo Manfrin, che ospiterà la Anish Kapoor Foundation, la Fondazione dell’Albero d’Oro annuncia l’inedita apertura al pubblico di un altro tesoro di Venezia, Palazzo Vendramin Grimani, che si appresta a diventare un nuovo punto di riferimento culturale della città. Un’apertura che giunge al termine di due anni di lavori per riportare in auge l’antico edificio e che racconterà ai visitatori la storia delle famiglie nobili che lo hanno abitato per secoli, guidandolo in un percorso tra i dipinti delle collezioni della famiglia Grimani dell’Albero d’Oro, oltre a opere provenienti da importanti collezioni private e alle fotografie inedite – appositamente commissionate – di Patrick Tourneboeuf, che raccontano l’evoluzione del palazzo prima e dopo i lavori. 

PALAZZO VENDRAMIN GRIMANI A VENEZIA

Palazzo Vendramin Grimani apre in occasione delle celebrazioni per i 1600 anni dalla nascita di Venezia, mettendo a disposizione del pubblico un eclettico percorso espositivo che ha come punto di partenza un nucleo di dipinti di cui fanno parte Ritratto di Andrea Contarini di Domenico Tintoretto, Imeneo di Sebastiano Ricci e Ritratto di Maria Dolfin di Francesco Montemezzano. Del percorso di visita farà parte un insieme di opere sia antiche – arazzi, dipinti, arredi e altri oggetti – sia contemporanee – come gli acquerelli del pittore francese Yvan Salomone (Saint-Malo, 1957) – in prestito da collezioni private internazionali, italiane e veneziane. L’androne al piano terra ospiterà, infine, il progetto fotografico Invisibilia dell’artista veneziano Ugo Carmeni, composto da una rilettura in termini macroscopici di alcuni piccoli elementi formali di rilievo posti a decorazione della facciata cinquecentesca di Palazzo Vendramin Grimani, individuati e ripresi durante i lavori di restauro.

Patrick Tourneboeuf, Palazzo Vendramin Grimani, 2021, courtesy l'artista e Fondazione dell'Albero d'Oro
Patrick Tourneboeuf, Palazzo Vendramin Grimani, 2021, courtesy l’artista e Fondazione dell’Albero d’Oro

LA FONDAZIONE DELL’ALBERO D’ORO

La Fondazione dell’Albero d’Oro, che ha reso possibile il restauro e la restituzione del palazzo alla città, prende il nome dal ramo dei Grimani dell’Albero d’Oro, che animò per secoli il palazzo e diede alla Repubblica un doge, Pietro (dal 1741 al 1752), personaggio illuminato e di vasta cultura. La Fondazione si propone, attraverso un futuro progetto espositivo e un’accurata ricerca tuttora in corso, di ricomporre buona parte delle collezioni d’arte disperse, appartenute a questo doge e alla sua famiglia.

LA MISSIONE DI PALAZZO VENDRAMIN GRIMANI

Palazzo Vendramin Grimani sarà animato da una programmazione culturale che lo renderà un dinamico spazio di ricerca e di scambio aperto sul mondo. Non mancheranno borse di studio, premi, progetti multidisciplinari, ma anche residenze, workshop, incontri, concerti e eventi di varia natura. “La missione è quella di restituire a palazzo Vendramin Grimani la sua vocazione di luogo d’incontro, scambio e creazione, riannodando i legami storico-artistici esistenti tra Venezia e il resto del mondo”, spiegano gli organizzatori. “Particolare attenzione sarà rivolta al contributo e all’influenza degli stranieri in città e alla risonanza culturale di Venezia nel mondo. Tra gli obiettivi principali della Fondazione vi sono la promozione e la valorizzazione del patrimonio storico e culturale veneziano attraverso l’avvio di un articolato programma di studi, ricerche, progetti pluridisciplinari – in campo storico artistico ed educativo –, scambi e di fattiva collaborazione con le prestigiose istituzioni, pubbliche e private, presenti in città”. È già possibile prenotare online la propria visita guidata scegliendo tra le diverse fasce orarie (gratuita dal 24 maggio al 6 giugno 2021). Dal 7 giugno 2021, invece, il palazzo resterà aperto al pubblico sempre su prenotazione e con visita guidata dal giovedì alla domenica, salvo variazioni dovute alle normative anti-Covid.

– Giulia Ronchi 

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Giulia Ronchi
Giulia Ronchi è nata a Pesaro nel 1991. È laureata in Scienze dei Beni Culturali all’Università Cattolica di Milano e in Visual Cultures e Pratiche curatoriali presso l’Accademia di Brera. È stata tra i fondatori del gruppo curatoriale OUT44, organizzando mostre e workshop con artisti emergenti del panorama milanese. Ha curato il progetto Dissuasori Mobili, presso il festival di video arte “XXXFuoriFestival” di Pesaro. Ha collaborato con le riviste Exibart e Artslife, recensendo mostre e intervistando personalità di spicco dell’arte. Ha collaborato con le testate femminili Elle, Elle Decor, Marie Claire e il maschile Esquire scrivendo di arte, cultura, lifestyle, femminismo e storie di donne.