Viganella, il paese dove il sole si riflette in uno specchio

Si trova nel Verbano-Cusio-Ossola il paese che, da novembre a febbraio, vive nella penombra. Ma da qualche tempo un enorme specchio rotante ha portato i raggi del sole fra le strade di Viganella, altro che Olafur Eliasson… Il racconto in prima persona dell’artista Silvia Camporesi.

Silvia Camporesi, Viganella, frame da video
Silvia Camporesi, Viganella, frame da video

Avevo visto una piccolissima immagine di Viganella, tanti anni fa, sulla rubrica della Settimana enigmisticaStrano, ma vero”. Era l’istantanea di un gruppo di donne e uomini quasi tutti anziani, gli abitanti del paese, con addosso giacche invernali e occhiali da sole fuori moda, radunati al centro della piccola piazza: guardavano tutti nella stessa direzione. Era il 17 dicembre 2006 e l’allora sindaco Franco Midali, con la collaborazione dell’amico architetto Giacomo Bonzani, stava inaugurando il risultato di una grandiosa idea: uno specchio di quaranta metri quadrati che, posto sulla montagna alle spalle del paese, riportava la luce in piazza. Sì perché, dall’11 novembre al 2 febbraio di ogni anno, Viganella è al buio, il sole è confinato alle spalle della montagna che gli sta davanti e per 83 giorni si trova a vivere in uno stato di perenne penombra.
Franco Midali, di mestiere ferroviere, è un sognatore, un visionario, ed è convinto che esista un modo affinché il paese possa godere di un po’ di luce anche durante quei giorni freddi. Così, dopo anni di studi e di confronti con l’architetto Bonzani, riesce a portare a termine il suo maestoso progetto: con 99.900 euro fa trasportare in elicottero lo specchio del peso di undici quintali. Una volta installato nella posizione decisa, lo specchio ruota regolarmente, per garantire che la luce riflessa si trovi sempre nelle stesse zone del paese, e la sera si corica in orizzontale, come andasse a dormire, così pioggia e vento ne puliscono la superficie. È una macchina perfetta e funziona meravigliosamente.

VIGANELLA, IL SOLE, LO SPECCHIO

Lo scorso anno con un paio di amici sono partita alla volta della valle Antrona (il nome non è affatto casuale), era fine gennaio, la settimana prima che il sole tornasse a splendere in paese. Quando siamo arrivati il sole riflesso era lì, faceva brillare le pietre della piazza di Viganella e gli occhi di un gatto grigio. Un signore ci ha chiesto da dove venivamo ed è andato a chiamare Midali. L’ex sindaco ci ha accolto con raro entusiasmo, raccontandoci ogni dettaglio dell’impresa, mostrandoci gli articoli dei giornali, i bozzetti del progetto, rispondendo alle nostre domande.
C’è un fascio di luce che illumina il portale della chiesa, noto uno strano specchietto rotondo preso da un vecchio motorino, attaccato in cima all’edificio, ne chiedo il significato. Midali va a prendere le chiavi della chiesa e ci mostra il miracolo del miracolo, un incastro di riflessi che conduce al centro dell’altare: il sole si riflette nello specchio, il sole riflesso si riflette sullo specchietto posto sopra alla chiesa, il riflesso del riflesso arriva sull’altare dove giace il crocifisso e si posa sul costato insanguinato del Cristo. Midali ha quasi le lacrime agli occhi quando ci fa vedere queste scatole cinesi di rimbalzi luminosi e io penso che nemmeno Olafur Eliasson avrebbe potuto creare qualcosa di così poetico.

Silvia Camporesi e il sole riflesso a Viganella
Silvia Camporesi e il sole riflesso a Viganella

LO SPECCHIO E LA MONTAGNA

La mattina seguente partiamo in camminata, scalando il monte, per arrivare nei pressi dello specchio e vederlo da vicino. Midali ci ha spiegato per filo e per segno come fare ad arrivare, girando a sinistra dopo un albero tagliato, a destra dopo una baita, attraversando un bosco fitto. Ma ci perdiamo tre volte e lo chiamiamo al telefono dal centro della montagna, lui ci riporta sulla via e ci racconta di quando una turista giapponese rimase bloccata in mezzo al monte per un giorno intero e tutto il paese andò a cercarla.
Dopo due ore abbondanti di camminata finalmente lo vediamo, è lì di spalle, silenzioso, che fa il suo lavoro. Ogni tanto, a cadenza regolare, un piccolo ronzio testimonia i suoi micromovimenti. Dall’alto il paese è davvero minuscolo, il fascio di luce sembra disegnato perfettamente sui contorni della piazza.
Lanciamo il drone che ci mostra la faccia dello specchio perché è impossibile arrivarvi davanti, il terreno è ripidissimo e chiunque ci provasse si ritroverebbe a rotolare a valle.
Fra poco sarà il 2 febbraio, il ritorno del sole verrà celebrato in paese con una sontuosa festa e quel giorno lo specchio verrà spento, fino al prossimo novembre.

‒ Silvia Camporesi

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AutoreSilvia Camporesi
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Silvia Camporesi
Silvia Camporesi (nata a Forlì nel 1973), laureata in filosofia, vive a Forlì. Attraverso i linguaggi della fotografia e del video costruisce racconti che traggono spunto dal mito, dalla letteratura, dalle religioni e dalla vita reale. Negli ultimi anni la sua ricerca è dedicata al paesaggio italiano.