Mostre e musei che riaprono in Sardegna e Sicilia. Guida in aggiornamento dei primi spazi aperti

Con l’allentamento del lockdown, comincia la prima graduale riapertura dei musei. Tra accessi contingentati, prenotazioni online, percorsi differenziati di ingresso e uscita ecco i primi spazi che aprono in Sicilia e in Sardegna

È iniziata la fase 2 in tutta Italia, e come gli esercizi commerciali, anche i musei riaprono, nel rispetto di tutte le norme ministeriali che abbiamo ricordato anche noi in questo articolo. Vediamo le prime aperture e diamo un’anticipazione di quelle più prossime in Sardegna e in Sicilia, quest’ultima regione dove riaprono musei e parchi archeologici, con ingresso gratuito per una settimana, fino a domenica 7 giugno.

-Claudia Giraud

1. IL REGNO SEGRETO. SARDEGNA-PIEMONTE: UNA VISIONE POSTCOLONIALE – MAN NUORO

MAN ©ferrando vetroblu

Riapre finalmente il MAN di Nuoro con la mostra inedita Il regno segreto. Sardegna-Piemonte: una visione postcoloniale, curata da Luca Scarlini, in programma fino al 15 novembre 2020. “Dopo settimane di assenza, siamo felici di poter tornare a ospitare i visitatori offrendo loro una mostra completamente inedita che riporta alla luce le vivaci relazioni artistico-culturali intercorse tra Sardegna e Piemonte dal 1720 agli anni Sessanta del Novecento”, dichiara Luigi Fassi, direttore Museo MAN. “Una rassegna strategica per il percorso di ricerca sul territorio condotto dal MAN e per l’identità culturale della Sardegna. La mostra raccoglie infatti prestigiosi prestiti provenienti da autorevoli istituzioni nazionali e vanta la preziosa collaborazione della Fondazione Sardegna Film Commission della Regione Sardegna. Il MAN torna finalmente accessibile dopo accurate procedure di igienizzazione degli spazi, che ripetute nel tempo garantiranno la massima sicurezza dei visitatori. Bentornati al MAN!

MAN Museo d’Arte Provincia di Nuoro, via Sebastiano Satta 27, Nuoro
www.museoman.it

2. MUSEO NIVOLA ORANI

Museo Nivola, fonte profilo FB del museo

Anche il Museo Nivola riapre al pubblico. Ad aspettare i visitatori, la collezione permanente, che racconta l’arte e la vita dello scultore Costantino Nivola, e la mostra Valeria Cherchi. Anatomia del Silenzio, a cura di Antonella Camarda e Giangavino Pazzola, un’esplorazione visiva del delicato tema dei sequestri di persona in Sardegna.

Museo Nivola, via Gonare 2, Orani (Nu)
www.museonivola.it

3. MUSEO STAZIONE DELL’ARTE ULASSAI

Museo Stazione dell’Arte di Ulassai_Ph. Arasolè Studio

Dopo 10 settimane di chiusura, in cui la Fondazione dedicata a Maria Lai ha attivato una programmazione culturale alternativa sui propri canali multimediali, anche il Museo di arte contemporanea di Ulassai riprende la programmazione espositiva con la mostra Maria Lai. Lente sul mondo. Inaugurata lo scorso dicembre, in occasione della conclusione delle celebrazioni del centenario della nascita dell’artista, la mostra, nata dalla collaborazione con l’Istituto Italiano di Cultura di Parigi e il sostegno della Regione Autonoma della Sardegna, del Comune di Ulassai e della Fondazione di Sardegna, sarà nuovamente fruibile al pubblico in tutta sicurezza. Gli ampi spazi all’aperto che accolgono il museo, caratterizzati dal verde di un grande parco in cui sono posizionate diverse installazioni realizzate da Maria Lai, come Fiabe intrecciate. Omaggio a Gramsci(2007) e il Telaio del vento (2007), renderanno semplice il distanziamento tra le persone. A corollario della visita al Museo Stazione dell’Arte il pubblico potrà inoltre scoprire in piena libertà e autonomia anche la nuova segnaletica e la guida, firmata dal suo direttore Davide Mariani, del Museo a cielo aperto Maria Lai composto da oltre dieci opere e interventi ambientali realizzati non solo da Maria Lai, ma anche da altri grandi artisti come Costantino Nivola, Guido Strazza, Luigi Veronesi e Marcello Maloberti.

Museo Stazione dell’Arte, Ex Stazione ferroviaria, Ulassai (Nu)

4. CENTRI COMUNALI D’ARTE CAGLIARI

Centri d’arte comunali Cagliari

Dopo quasi tre mesi di chiusura, causa Covid 19, l’Assessorato alla Cultura del Comune di Cagliari ha dato il via libera per la riapertura dei suoi centri d’arte. Ghetto, Castello, EXMA e Lazzaretto riaprono dunque ma in un mutato contesto che riguarda le modalità di accesso e di visita, in linea con le vigenti norme che assicurano il pieno rispetto della sicurezza per pubblico e personale. Ancora per qualche settimana, in attesa dei nuovi progetti espositivi estivi, si potranno visitare le mostre presenti al momento della chiusura: al Castello di San Michele ON PAPER – Tempo e luoghi. Da Francisco Goya a Nino Dore, un viaggio nell’arte dell’incisione che Casa Falconieri propone partendo da alcuni capolavori di Francisco Goya per giungere alle migliori espressioni internazionali dei nostri giorni. Il Ghetto ospita, invece, Effetto farfalla un progetto espositivo al quale sono stati invitati a partecipare 30 artisti per riflettere su cause ed effetti dei cambiamenti climatici che, se non gestiti, produrranno conseguenze irreversibili su persone ed ecosistemi. Infine all’EXMA, MADE IN NEW YORK. KEITH HARING (Subway drawings) e Paolo Buggiani e la vera origine della Street Art, una straordinaria occasione per ammirare le opere del geniale artista newyorkese nel momento in cui nella Grande Mela nasceva il fenomeno artistico della Street Art. 

Centri Comunali d’Arte Cagliari
http://www.exmacagliari.com

5. VALLE DEI TEMPLI AGRIGENTO

La prima immagine della Valle dei Templi riaperta

Dopo due mesi e passa di lockdown, la Valle dei Templi riappare in tutta la sua bellezza. Il tempo qui si è fermato, la mano dell’uomo non ha agito per tagliare, disboscare, sistemare, come normalmente avviene. Momenti che non saranno mai più ripetibili perché nella Valle sono stati già avviati i lavori di sistemazione e sanificazione, per condurre alla riapertura. “Che dovrà essere contingentata e con tutti i sistemi di sicurezza necessari per poter godere appieno della Valle” spiega il direttore del Parco archeologico, Roberto Sciarratta. E dunque termoscanner all’ingresso, tornelli e ticket online, con una particolare attenzione per il territorio. Poi ripartiranno anche i cantieri e le campagne di scavo; intanto i visitatori potranno riscoprire le imponenti “macchine” edili dell’esposizione a cielo aperto Costruire per gli dei, organizzata da MondoMostre, che riaprirà al pubblico il 6 giugno e verrà prorogata fino al 31 dicembre. Uno spunto ulteriore per calarsi nel mondo di chi eresse questi templi che l’Unesco protegge. Intanto, alla Valle dei Templi si entrerà gratuitamente fino a domenica 7 giugno ogni mezz’ora, gruppi da 25 persone, ogni giorno tra 200 e 300 visitatori. Dall’8 giugno al 13 luglio, orario unico dalle 14 alle 20, poi si cambierà per aprire anche in notturna.

Parco Archeologico della Valle dei Templi, Agrigento
www.parcovalledeitempli.it

6. DUOMO E CHIOSTRO DI MONREALE IN NOTTURNA

Duomo e Chiostro di Monreale

Torna Monreale by night, il suggestivo itinerario di visita che mette insieme il Duomo e il Chiostro, grazie alla collaborazione sinergica tra la Basilica Cattedrale di Monreale, la Soprintendenza ai Beni Culturali della Regione Siciliana, con il concessionario CoopCulture (che da dicembre  2017 gestisce i servizi aggiuntivi del Chiostro dei benedettini). Il percorso di visita – ogni venerdì e sabato fino all’autunno, dalle 19 a mezzanotte, con turni di mezz’ora – guiderà gli spettatori nell’esplorazione del Duomo, leggerà il Vecchio e il Nuovo Testamento sui mosaici, ammirerà il Cristo Pantocratore e passerà quindi alla cappella del Crocifisso – meglio nota come Cappella Roano, dal nome del suo fondatore – che accoglie il Tesoro del Duomo; per concludere la passeggiata lungo gli ambulacri del chiostro.

Complesso Abbaziale del Duomo di Monreale (Pa)
https://www.coopculture.it/heritage.cfm?id=221

7. CASTELLO DELLA ZISA PALERMO

Castello della Zisa, Palermo

Riapre anche la Zisa, costruita nel XII secolo, concepita durante la dominazione normanna in Sicilia. La sua fondazione si deve al regno di Guglielmo I, ma conclusa soltanto sotto quello di Guglielmo II. Il palazzo venne realizzato alla maniera “araba” da maestranze di origine musulmana, come successe ad altre residenze reali. Ci si ispirò ai modelli dell’edilizia regia dell’Africa settentrionale e dell’Egitto, sottolineando i forti legami che la Sicilia continuò ad avere, in quel periodo, con il mondo culturale islamico del bacino del Mediterraneo.

Castello della Zisa, piazza Zisa, 90135 Palermo
https://www.coopculture.it/heritage.cfm?id=222

8. JULIEN FRIEDLER – FONDAZIONE SANT’ELIA PALERMO

San Bartolomeo

Oltre ai musei e parchi archeologici, Palermo riapre anche i suoi luoghi dedicati al contemporaneo. La prima mostra annunciata per il post lockdown della Fondazione Sant’Elia è una personale dell’artista belga Julien Friedler, a partire dal 7 giugno al Loggiato San Bartolomeo. Eccezionalmente ad ingresso gratuito, visite a piccoli gruppi e con dispositivi di protezione.

Fondazione Sant’Elia, Loggiato San Bartolomeo, Corso Vittorio Emanuele, 25
www.fondazionesantelia.it

9. RISO MUSEO REGIONALE D’ARTE MODERNA E CONTEMPORANEA PALERMO

Museo Riso Palermo

Anche la storica dimora di Palazzo Belmonte Riso, nel cuore del centro storico di Palermo, realizzata a fine Settecento dai Principi Ventimiglia di Belmonte, sede dal 2005 di Riso, Museo d’Arte Contemporanea della Sicilia, che oggi assume il nome di Museo regionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Palermo, rende di nuovo accessibile la sua collezione permanente ai visitatori, con ingresso gratuito fino al 7 giugno.

Riso – Museo regionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Palermo, Via Vittorio Emanuele n. 365 – Palermo
https://www.museoartecontemporanea.it/event/riapertura-museo-riso/

10. GALLERIA REGIONALE DELLA SICILIA/PALAZZO ABATELLIS PALERMO

Palermo Palazzo Abatellis

Anche la Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis torna ad accogliere il suo pubblico, prestando la massima attenzione alla sicurezza ed ai protocolli a tutela dei lavoratori e dei visitatori, con ingresso gratuito fino al 7 giugno. Palazzo Abatellis, fulgido esempio di architettura gotico-catalana, risale alla fine del XV secolo e fu residenza di Francesco Abatellis, maestro Portulano del regno. Alla sua morte il palazzo venne ereditato dalla moglie, che vi fondò il monastero femminile di Santa Maria della Pietà. La nuova destinazione d’uso richiese alcuni interventi strutturali, come la costruzione di una cappella e in seguito della attigua Chiesa di Santa Maria della Pietà. Il palazzo fu gravemente danneggiato durante la Seconda Guerra Mondiale e restaurato negli anni ’50, quando la Soprintendenza ne fece una Galleria d’arte medievale. Oggi le sale del palazzo ospitano numerose opere d’arte, tra gli altri quelle di Pietro Novelli, Antoon Van Dyck, Domenico e Antonello Gagini, Filippo Paladini e Vito D’Anna.

Galleria Regionale della Sicilia/Palazzo Abatellis, via Alloro 4, Palermo
https://youline.eu/laculturariparte.html

11. NOVECENTO. DA PIRANDELLO A GUCCIONE – CONVITTO DELLE ARTI NOTO MUSEUM DI NOTO

Samonà Bonfanti

Con la visita dell’Assessore ai Beni Culturali della Regione Siciliana Alberto Samonà è stata riaperta sabato scorso al Convitto delle Arti Noto Museum di Noto la mostra Novecento – Da Pirandello a Guccione – Artisti di Sicilia: un tributo alla Sicilia, ai siciliani e alla sicilitudine, con artisti di diverse generazioni, dai grandi maestri a quelli più giovani. “Il primo atto da assessore”, ha commentato Alberto Samonà, “è stato quello di chiedere ai direttori dei Musei ed ai direttori dei Parchi archeologici se erano pronti a ripartire e tutti hanno risposto con entusiasmo. Abbiamo riaperto i luoghi della cultura gratuitamente fino al 7 giugno per dire grazie ai siciliani ed a tutti coloro che sono stati responsabilmente a casa nel periodo dell’emergenza”. Sotto il patrocinio del Ministero dei Beni Culturali, della Regione Siciliana e del Comune di Noto la mostra è prodotta da Mediatica ed organizzata da Sicilia Musei, a cura di Vittorio Sgarbi.

Convitto delle Arti Noto Museum di Noto, Corso Vittorio Emanuele, 91, 96017 Noto (SR)
https://www.facebook.com/convittodellearti/

Iscriviti alla nostra newsletter
CONDIVIDI
Claudia Giraud
Nata a Torino, è laureata in storia dell’arte contemporanea presso il Dams di Torino, con una tesi sulla contaminazione culturale nella produzione pittorica degli anni '50 di Piero Ruggeri. Giornalista pubblicista, iscritta all’Albo dal 2006, svolge attività giornalistica per testate multimediali e cartacee di settore. Dal 2011 fa parte dello Staff di Direzione di Artribune (www.artribune.com ), è Caporedattore Musica e cura, per il magazine cartaceo, la rubrica "Art Music" dedicata a tutti quei progetti dove il linguaggio musicale si interseca con quello delle arti visive. E’ stata Caporedattore Eventi presso Exibart (www.exibart.com). Ha maturato esperienze professionali nell'ambito della comunicazione (Ufficio stampa "Castello di Rivoli", "Palazzo Bricherasio", "Emanuela Bernascone") ed in particolare ha lavorato come addetto stampa presso la società di consulenza per l'arte contemporanea "Cantiere48" di Torino. Ha svolto attività di redazione quali coordinamento editoriale, realizzazione e relativa impaginazione degli articoli per l’agenzia di stampa specializzata in italiani all’estero “News Italia Press” di Torino. Ha scritto articoli e approfondimenti per diverse testate specializzate e non (SkyArte, Gambero Rosso, Art Weekly Report e Art Report di Monte dei Paschi di Siena, Exibart, Teknemedia, Graphicus, Espoarte, Corriere dell’Arte, La Piazza, Pagina).