Il Getty Museum di Los Angeles invita il pubblico a farsi artista. Idea geniale ma non originale…

Il Getty Museum invita i visitatori a reinterpretare da casa i grandi capolavori della storia dell’arte. Ecco le immagini delle prime “opere”. L’idea è geniale, eppure c’è chi li ha preceduto il famoso museo

Immagine tratta dall'account Instagram del Getty Museum di Los Angeles
Immagine tratta dall'account Instagram del Getty Museum di Los Angeles

Non solo la pandemia ci ha bloccati tutti a casa, ma eventi culturali, festival, fiere e mostre sono come è noto ormai tutti fermi. Il monito che si ripete come un mantra da settimane, in tutte le lingue del mondo, è “restare a casa” diventato ormai uno degli hashtag più usati nei social media; ma come “sopravvive” un appassionato d’arte, oggi? Come sostituisce l’esperienza di una visita al un museo o in galleria? Beh, direte voi, ci sono i contenuti online. Ma perché non fare il passo successivo? Perché non far indossare al pubblico i panni dell’artista facendogli interpretare i grandi capolavori della storia dell’arte? È la sfida che ha lanciato il Getty Museum di Los Angeles, con un Tweet, qualche giorno fa.

LA SFIDA DEL GETTY

La challenge consiste nel riproporre un’opera in modalità casalinga e con oggetti facilmente reperibili in casa. Il risultato? Un susseguirsi di post brillanti, “dall’esilarante all’impressionante”. La natura morta dipinta da Jean-Étienne Liotard, con ceramiche e posate scomposte, ritorna in un vassoio (probabilmente firmato Ikea) che evoca le tracce di un pasto appena conclusosi con tanto di lattine di Coca-Cola già svuotate. Il ritratto signorile della Marchesa di Miramon di Jacques Joseph Tissot è ripreso ironicamente da una ragazza che ne assume la stessa posa abbigliata, però, con una comunissima coperta rosa. I Covoni di grano in inverno di Claude Monet sono riprodotti grazie ad un paio di scatole in prospettiva, mentre le celebri pitture animaliste di Paulus Potter vengono ricreate, in maniera stilizzata, con indumenti sapientemente disposti sulla moquette, con tanto di nuvole all’orizzonte.

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We challenged you to dig into Getty's online collections and re-create artworks with objects at home, inspired by the Instagram account @tussenkunstenquarantaine aka "Between Art and Quarantine," and boy did you deliver. Swipe to see just a few of the thousands of genius re-creations. Some tips for you if you haven't taken on the challenge yet: . 1️⃣ Enlist a pet: Get your dogs, cats, bunnies, and even ferrets into the mix. 2️⃣ Make a face, strike a pose: If you’re interested in re-creating a portrait or group scene, pay attention to the facial expressions—they really make it. 3️⃣ Pay attention to lighting: Try to imagine where the light in the artwork is coming from, and orient your composition so a window or lamp is casting similar light onto the scene. 4️⃣ Think abstractly: If you’re having trouble re-creating an artwork’s appearance, try focusing on shapes over colors. 5️⃣ Make it snackable: Edible art counts too. Photograph it, then eat it! . Tag us @gettymuseum and share your creation with the world using #betweenartandquarantine and #tussenkunstenquarataine. Keep them coming, creative geniuses. 👏

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I PRECURSORI

Eppure, nonostante l’ingegnosa idea, c’è qualcuno che ha anticipato il Getty Museum, ovvero l’account Instagram @covidclassics (https://www.instagram.com/covidclassics/)! Si tratta di un gruppo di quattro giovani coinquilini americani che amano l’arte e che, nel pieno dell’auto-isolamento, hanno ricreato e condiviso classici come la Morte di Marat di Jacques Louis-David, opere di Jean Vermeer, Magritte, Goya, diventando talmente virali da contare attualmente addirittura 41,4 mila follower con appena una decina di post. L’iniziativa si arricchisce di foto che raccontano il “behind the scene”, un vero e proprio reportage che ne esalta la creatività e la genialità. Sul fronte italiano, invece, il MiBACT ha lanciato L’arte ti somiglia, campagna di comunicazione ideata per promuovere i musei italiani.

– Valentina Muzi

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Valentina Muzi
Valentina Muzi (Roma, 1991) è diplomata in lingue presso il liceo G.V. Catullo, matura esperienze all’estero e si specializza in lingua francese e spagnola con corsi di approfondimento DELF e DELE. La passione per l’arte l’ha portata a iscriversi alla Facoltà di Studi Storico-Artistici dell’Università di Roma La Sapienza, laureandosi in Storia dell’Arte Contemporanea e svolgendo il tirocinio formativo presso il MLAC - Museo e Laboratorio di Arte Contemporanea dell’Ateneo, parallelamente ha frequentato un Executive Master in Management dei Beni Culturali presso la Business School del Sole24Ore di Roma. Dal 2016 svolge attività di PR, traduzione di cataloghi, stesura di testi critici e curatela indipendente. Dal 2017 svolge l’attività di giornalista di taglio critico e finanziario per riviste di settore. Attualmente è membro del Board Strategico presso l’Associazione culturale Arteprima noprofit, nella stessa ha svolto il ruolo di Social Media Manager ed è Responsabile organizzativa della piattaforma Arteprima Academy.