Apre a Londra nuovo Museo della Migrazione. Mostre e eventi negli spazi di un centro commerciale

Aprirà al Lewisham Shopping Centre, in uno spazio prima occupato da un negozio di H&M (fino a ottobre). Il Migration Museum, diviso in più sezioni interattive, parla delle migrazioni partite dalla Gran Bretagna nei secoli, ma anche di tutte le culture arrivate su questa terra che hanno contribuito al formarsi della società.

Humanae by Angelica Dass, opening at the Migration Museum in February 2020 © Migration Museum
Humanae by Angelica Dass, opening at the Migration Museum in February 2020 © Migration Museum

Non è passato neanche un mese dalla data ufficiale della Brexit, trionfo del sovranismo e del nazionalismo britannico, che nella capitale si apre un museo dedicato al tema della migrazione. Si chiama Migration Museum e nasce per ricordare che la storia dell’Inghilterra, così come il suo tessuto sociale, è composta da individui di diversa provenienza; e che, al tempo stesso, anche gli inglesi portano dietro di sé una lunga storia di emigrazione. Un museo simile al MES – Museo dell’Emigrazione Giovanni Scalabrini aperto a dicembre 2019 a Piacenza, che racconta la parallela vicenda storica italiana. Il Migration Museum di Londra, invece, aprirà il 14 febbraio 2020 in una location curiosa, negli spazi del Lewisham Shopping Centre. Si tratta in realtà di una sede provvisoria: l’organizzazione, che crea eventi pop-up legati a queste tematiche dal 2013, resterà nel centro commerciale fino a ottobre di quest’anno, per poi spostarsi alla ricerca di una destinazione migliore in cui proseguire le proprie attività espositive.

MIGRATION MUSEUM: LE SEZIONI

C’è chi è partito senza mai più tornare, e chi è arrivato costruendo una famiglia e comunità nel territorio britannico. Il Migration Museum vuole raccontare le storie di tutti: per questo, negli spazi del Lewisham Shopping Centre – una volta occupati dallo store di H&M – si divide nella Room to Breathe, una mostra immersiva nella quale vengono raccontate attraverso installazioni animate di diverso tipo le storie di persone arrivate da tutto il mondo; la sezione Departures, che invece indaga 400 anni di storie di emigrazione dalla Gran Bretagna, ricordando in particolare la partenza della nave Mayflower e dei “padri pellegrini” verso il Nord America; c’è infine Humanæ, un progetto partecipativo dell’artista Angélica Dass che consiste in una campionatura di ogni tonalità esistente della pelle umana, attraverso ritratti fotografici. Parallelamente, verranno organizzate mostre temporanee che indagano il modo in cui la migrazione ha avuto un impatto su cultura, sport e musica, oltre a eventi e attività aperte al pubblico.

Room to Breathe, an immersive exhibition at the Migration Museum, opening February 2020 2 © Elzbieta Piakacz_Migration Museum
Room to Breathe, an immersive exhibition at the Migration Museum, opening February 2020 2 © Elzbieta Piakacz_Migration MuseumRoom to Breathe, an immersive exhibition at the Migration Museum, opening February 2020 2 © Elzbieta Piakacz_Migration Museum

MIGRATION MUSEUM: PERCHÉ È NECESSARIO

“La migrazione è una questione urgente e contemporanea ed è al centro del dibattito politico attuale sull’identità nazionale e le nostre relazioni con l’Europa e il resto del mondo. Ma l’immigrazione è tutt’altro che un fenomeno moderno. C’è una storia di fondo di andirivieni dalla Gran Bretagna che risale a molti secoli fa. E questa storia va dritta al cuore di chi siamo oggi”, così parlano gli organizzatori del Migration Museum che, mettendo al centro l’urgenza di tale tematica, sottolineano l’assenza di un centro culturale adeguato che c’è stata finora. “Pensiamo che sia giunto il momento che questa parte essenziale della storia nazionale sia affrontata correttamente anche nel Regno Unito. La Gran Bretagna ha migliaia di musei, ma nessuno si è concentrato completamente su questo importante tema che ci collega tutti. È una chiara lacuna nel nostro panorama culturale. Riteniamo che sia il momento giusto per aprire un luogo accessibile alla curiosità di tutti i visitatori che possa rispondere alle domande su siamo, da dove veniamo e dove stiamo andando – come individui, come comunità e come nazione”. 

– Giulia Ronchi

Migration Museum
Unit 11, Lewisham Shopping Centre (Entrance in Central Square)
Molesworth Street
London SE13 7HB
www.migrationmuseum.org

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Giulia Ronchi
Giulia Ronchi è nata a Pesaro nel 1991. È laureata in Scienze dei Beni Culturali all’Università Cattolica di Milano e in Visual Cultures e Pratiche curatoriali presso l’Accademia di Brera. È stata tra i fondatori del gruppo curatoriale OUT44, organizzando mostre e workshop con artisti emergenti del panorama milanese. Ha curato il progetto Dissuasori Mobili, presso il festival di video arte “XXXFuoriFestival” di Pesaro. Ha collaborato con le riviste Exibart e Artslife, recensendo mostre e intervistando personalità di spicco dell’arte. Attualmente collabora con le testate femminili Elle, Elle Decor, Marie Claire e il maschile Esquire scrivendo di arte, cultura, lifestyle, femminismo e storie di donne. Cura la rubrica “Le curatrici donne più influenti nel mondo” per Marie Claire e “Storie d’amore nella storia dell’arte” per Elle.