L’estate del Museo Novecento di Firenze. 5 mostre da non mancare

Dalla riscoperta della passione di Gino Severini per i soggetti della Commedia dell’Arte alla struggente intensità dei lavori dell’artista cilena Sandra Vásquez de la Horra, alla sua prima personale in un museo italiano. E per l’architettura un focus sui disegni di Adolfo Natalini. Contemporaneamente alle mostre “Duel. Davide Balliano. L’attesa”, “Campo Aperto. Luciano Caruso” e “Ora et labora. Gabriele Mauro. Oro”, inaugurate a giugno, il museo di piazza Santa Maria Novella accoglie altri cinque progetti espositivi.

1. ROOM. SANDRA VASQUEZ DE LA HORRA

Sandra Vasquez de la Horra. Room. Installation view at Museo Novecento, Firenze 2019. Photo Leonardo Morfini. Courtesy Mus.e

Alla prima personale in un museo italiano, dopo importanti riconoscimenti internazionali ed esposizioni in tutto il mondo, la cilena Sandra Vásquez de la Horra (Viña del Mar, 1967) incoraggia gli osservatori a penetrare in Aguas Profundas, come indica una delle opere dell’intensa mostra fiorentina. E, in effetti, di fronte ai suoi lavori – alcuni dei quali realizzati appositamente per l’occasione, dopo “l’incontro” con Mario Sironi; altri al proprio debutto espositivo – è impossibile sottrarsi all’esercizio del pensiero e rinunciare a un’analisi anche introspettiva. In tutti i suoi disegni, di dimensioni variabili, e nelle loro “evoluzioni” tridimensionali, Vásquez de la Horra agisce sempre imprimendo un peculiare sigillo: l’immersione nella cera costituisce infatti il passaggio conclusivo del suo processo artistico. Disegno e scultura si combinano e armonizzano, senza tuttavia che la potenza narrativa del tratto manuale, nel quale si rincorrono memorie personali ed echi di matrice latinoamericana, risulti indebolita.

2. NEL NOVECENTO. DA MODIGLIANI A SCHIELE, DA DE CHIRICO A LICINI

Nel Novecento. Installation view at Museo Novecento, Firenze 2019. Photo Leonardo Morfini. Courtesy Mus.e

È lungo l’asse Roma-Firenze che la mostra sul disegno allestita in queste settimane al secondo piano del Museo Novecento ha “preso forma”. Non solo perché, come si potrebbe dedurre a una prima rapida valutazione, la quarantina di opere esposte proviene dalla Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma. A unire le due città, sulla scia della figura del collezionista Alberto Dalla Ragione, ci sono anche tracce e memorie più sottili, come quelle legate a una conoscenza che, nata sulle rive dell’Arno, produsse i suoi effetti nella Capitale. Tra i disegni che attivano un dialogo tra il museo fiorentino e quello romano, emerge infatti un importante nucleo espressionista, composto anche da lavori requisiti dai nazisti ed esposti alla Mostra dell’arte degenerata di Monaco di Baviera, nel 1937. Alcuni vennero acquistati dal pittore Emanuel Fohn e, più tardi, furono donati da sua moglie alla Galleria Nazionale, in seguito all’incontro tra la signora Fohn e l’allora direttrice del museo: Palma Bucarelli. Proprio a Firenze, a Palazzo Strozzi, le due donne si conobbero nel 1965, in occasione della XXVII edizione del Maggio Musicale Fiorentino, dedicato alla musica e al teatro espressionista.

3. SOLO. GINO SEVERINI

Gino Severini. Solo. Installation view at Museo Novecento, Firenze 2019. Photo Leonardo Morfini. Courtesy Mus.e

Nel suo percorso di analisi dei maestri del Novecento, il ciclo espositivo Solo si sofferma questa volta su Gino Severini (Cortona, 1883), ricostruendo la fase della sua produzione legata alla Commedia dell’arte. Per circa un decennio, tra gli Anni Venti e Trenta del secolo scorso, l’artista subì il fascino di soggetti come Pulcinella e Arlecchino, di ispirazione anche per altri autori coevi. Nelle mani di Severini, incaricato della decorazione di un castello in Toscana e di una dimora parigina, le maschere si intrecciano con gli stilemi del paesaggio classico e acquisiscono un’identità sorprendente.

4. PARADIGMA. IL TAVOLO DELL’ARCHITETTO. ADOLFO NATALINI

Adolfo Natalini. Paradigma. Il tavolo dell’architetto. Installation view at Museo Novecento, Firenze 2019. Photo Leonardo Morfini. Courtesy Mus.e

Co-fondatore, con il compianto Cristiano Toraldo di Francia, del collettivo d’avanguardia Superstudio, l’architetto Adolfo Natalini è il sesto protagonista di Paradigma. Il Tavolo dell’architetto, il ciclo espositivo promosso dal museo fiorentino con partner esterni, tra cui Manifattura Tabacchi. L’esposizione indirizza l’attenzione sulla pratica del disegno, insostituibile – e indispensabile – atto di espressione creativa per Natalini, fin dagli esordi. Fogli di carta, quaderni, taccuini, acquerelli e matite appaiono come gli strumenti d’elezione di un incessante processo di indagine del mondo naturale e costruito. Ausili del pensiero anche in assenza di processi di composizione architettonica.

5. THE WALL. SOS ‒ SUSTAINABLE THINKING EVOLUTION

The wall. Installation view at Museo Novecento, Firenze 2019. Photo Leonardo Morfini. Courtesy Mus.e

L’ormai tradizionale infografica sviluppata lungo una parete di 12 metri, al piano terra del museo, è stata affidata al team formato da Mario Cucinella Architects e SOS School of Sustainability. Il risultato è una timeline in cui viene ripercorsa la storia del rapporto tra uomo e natura, a partire dalle innovazioni nel campo dei materiali da costruzione e dell’architettura. “Non ci sarà alcun futuro sostenibile finché l’umanità non ridisegnerà le regole della sua partecipazione all’evoluzione del pianeta. Il nostro sistema di valori è ancora pervaso dalla cultura dell’alterità e gran parte dell’attuale dibattito sulla sostenibilità e sulla conservazione degli habitat è visto in modo molto utilitaristico”, ha raccontato Massimo Imparato, direttore di SOS ‒ School of Sustainability.

Valentina Silvestrini

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CuratoreLino Mannocci
Generipersonale, arte moderna
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CuratoreRubina Romanelli
Generiarte contemporanea, personale
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CuratoriSaretto Cincinelli, Stefano Marson
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AutoreAdolfo Natalini
CuratoreLaura Andreini
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CuratoreMario Cucinella
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Spazio espositivoMUSEO NOVECENTO
Indirizzopiazza Santa Maria Novella 10 50123 - Firenze - Toscana
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Valentina Silvestrini
Dal 2016 coordina la sezione architettura di Artribune, piattaforma per la quale scrive da giugno 2012, occupandosi anche della scena culturale fiorentina. Ha studiato architettura all’Università La Sapienza di Roma, città in cui ha conseguito l'abilitazione professionale. Ha intrapreso il percorso professionale in parallelo con gli studi, occupandosi di allestimenti museali, fieristici ed eventi presso studi di architettura e all’ICE - Istituto nazionale per il Commercio Estero fino al 2011. Successivamente ha frequentato il "Corso di alta formazione e specializzazione in museografia" della Scuola Normale Superiore di Pisa e ha curato gli eventi e la comunicazione della FUA - Fondazione Umbra per l’Architettura, a Perugia. I suoi articoli sono stati pubblicati anche su Abitare, abitare.it, domusweb.it, Living, Klat, Icon Design, Grazia Casa, Cosebelle Magazine e Sky Arte. Oltre all'architettura, ama i viaggi e ha una predilezione per l'Asia e il Medio Oriente.