Morto l’artista Eliseo Mattiacci. Il ricordo del critico e curatore Ludovico Pratesi

Lo storico e critico d’arte Ludovico Pratesi racconta l’artista Eliseo Mattiacci. Una amicizia cresciuta nella città di Pesaro

Eliseo Mattiacci, Dinamica Verticale, 2013 - courtesy Renata Fabbri
Eliseo Mattiacci, Dinamica Verticale, 2013 - courtesy Renata Fabbri

Sarà difficile dimenticare il viso di Eliseo Mattiacci, i suoi grandi occhi azzurri, il suo corpo imponente. Con le sue grandi mani addomesticava il ferro, lo piegava per fargli assumere forme ardite, sfere cosmiche, alfabeti antichi e remoti. La storia dell’arte lo ricorda alla guida del compressore nel garage dell’Attico o vestito da pellerossa, un po’ demiurgo e un po’ sciamano, in quella Roma magica e felice insieme ai suoi compagni di strada: Jannis Kounellis, Pino Pascali, Claudio Cintoli, Maurizio Mochetti e tanti altri.

STORIA DI UNA AMICIZIA

Avevo imparato a conoscerti a Pesaro: venivi a tutte le inaugurazioni delle mostre in Pescheria (del resto l’avevi aperta tu con una grande mostra personale nel lontano 1996) e avevi sempre un pensiero per tutti gli artisti che si sono susseguiti in una storia durata più di 20 anni. Tante cene insieme agli amici pesaresi, che ti amavano e ti rispettavano tutti. E poi i racconti a tavola, davanti a un piatto di pesce, prima di tornare a lavorare nel grande studio, un capannone industriale attrezzato per creare sfere, steli e monoliti. Eri l’artista della città, che si strinse intorno a te nel 2013 per la mostra Dinamica Verticale, con i calchi delle grandi eliche che denunciano il tuo rapporto col mare, celebrato dalla grande scultura al porto di Pesaro. Negli ultimi anni la malattia ti aveva fatto perdere a poco a poco la tua grande energia, e le due ultime antologiche al Mart di Rovereto e al forte Belvedere a Firenze le aveva seguite con maestria e precisione la tua amata figlia Cornelia, insieme a Gianfranco Maraniello a Rovereto e a Sergio Risaliti a Firenze. Ci mancherà la tua serenità, amico fedele e artista appassionato e visionario. E il tuo sorriso aperto e dolce, come il tuo animo.

-Ludovico Pratesi

Iscriviti alla nostra newsletter
CONDIVIDI
Ludovico Pratesi
Curatore e critico d'arte. Dal 2001 al 2017 è stato Direttore artistico del Centro Arti Visive Pescheria di Pesaro Direttore della Fondazione Guastalla per l'arte contemporanea. Direttore artistico dell’associazione Giovani Collezionisti. Professore di Didattica dell’arte all’Università IULM di Milano Direttore Artistico di Spazio Taverna Dal 2009 al 2011 è stato curatore scientifico di palazzo Fabroni di Pistoia. Dal 2006 al 2010 è stato Presidente dell’AICA. Dal 2012 al 2015 è stato Vice Presidente dell'AMACI (Associazione Musei Arte Contemporanea Italiana). Dal 1995 al 2010 è stato Consigliere di Amministrazione per la Quadriennale d’Arte di Roma. Critico del quotidiano La Repubblica.