Chiese e cultura. 6 esempi a Milano

Dopo le riflessioni sul legame tra chiese dismesse e arte contemporanea, una panoramica su alcuni edifici religiosi milanesi oggi adibiti a spazi culturali.

Milano è sempre più una città tutta da scoprire. La sua storia e la sua arte si nascondono dietro i maestosi portoni delle piccole vie del centro, lungo i viali percorsi dai tram e nei quartieri di periferia. È spesso difficile, per un turista, apprezzare Milano. Il suo glorioso passato di certo non s’impone a ogni passo: non vi sono monumenti millenari o resti d’importanti edifici in ogni angolo. Milano è nobile, è riservata. Per conoscerla e rimanere stupiti, bisogna concentrarsi e cercare. Cosa non da tutti.
Ed è un peccato, perché Milano è ricca di tanto patrimonio che rimane ignoto ai più. Fra i monumenti che continuano a testimoniare l’identità storica della città ci sono le chiese. Milano conta più di 150 chiese. Sebbene si tratti, per la maggior parte, di bellissime architetture ricche di opere d’arte, poche sono quelle visitate dai turisti e dagli stessi cittadini milanesi. Forse anche per questo alcune hanno deciso di connotarsi come contenitori di eventi culturali e si pongono come originali attrazioni artistiche complementari ai classici musei e alle gallerie d’arte della città. Ecco sei esempi.

1. LA CRIPTA DI SAN SEPOLCRO

Chiesa di San Sepolcro, soffitto della Cripta, Milano

Nel centro storico di Milano, a pochi passi dal Duomo, sorge la chiesa di San Sepolcro, che si affaccia sull’omonima piazza. La chiesa fu fondata nel XII secolo e fu inizialmente intitolata alla Santissima Trinità. Il suo nome odierno risale al periodo della prima crociata, quando i cristiani combatterono per riconquistare Gerusalemme e il suo Santo Sepolcro.
Oggi l’esterno della chiesa appare in stile neoromanico, mentre l’interno fu ridefinito in stile neoclassico nel corso dell’Ottocento. Le sue originali sembianze medievali restano visibili, intatte, all’interno della Cripta secolare in stile romanico, oggi sede attiva di numerosi e interessantissimi eventi culturali. Anticamente, questo luogo di culto cattolico era situato all’incrocio fra il cardo e il decumano della vecchia Mediolanum. Oggi, infatti, tramite apposito biglietto, è possibile camminare sulle stesse pietre levigate che un tempo furono il lastricato del foro romano. Sopra di esse passarono grandi personaggi storici, fra i quali Sant’Ambrogio, l’imperatore Teodosio I e Sant’Agostino.
Non solo storia, ma cultura e attualità s’intrecciano all’interno di questo luogo, che oggi è diventato una delle attrazioni più esclusive di Milano. Trattandosi della più antica chiesa sotterranea della città, la Cripta fu oggetto di restauri per ben cinquant’anni. Riaprì al pubblico nel 2016 e, da allora, ospita mostre, spettacoli ed eventi che l’hanno portata a essere definita uno dei luoghi più “cool” di Milano. Tra le offerte vi sono esposizioni d’arte, performance teatrali e curiose esperienze culinarie. Il tutto avviene nei sotterranei della chiesa di San Sepolcro, allo stesso livello di quelle che erano le antiche strade della Mediolanum di Sant’Ambrogio.

www.criptasansepolcromilano.it/

2. LA FONDAZIONE FRANCESCO MESSINA

Ex Chiesa di San Sisto al Carrobbio Fondazione Francesco Messina, Milano

L’ex chiesa di San Sisto al Carrobbio è oggi la Fondazione Francesco Messina. L’edificio, situato in via San Sisto, perpendicolarmente a via Torino, presenta esternamente le sembianze di una chiesa, anche se oggi, di fatto, non lo è più.
La chiesa di San Sisto al Carrobbio fu fondata nel XVII secolo su fondamenta longobarde, per volere di Federico Borromeo. Negli Anni Settanta del Novecento, il luogo si trovò in un tale stato di abbandono da essere prossimo alla demolizione. Fu in questi anni che l’artista siciliano Francesco Messina, milanese d’adozione, chiese l’edificio in concessione al Comune di Milano per utilizzarlo come studio personale, con la promessa di restaurarlo e, alla sua morte, lasciarlo in eredità al Comune stesso.
Oggi il museo di Francesco Messina espone gratuitamente al pubblico una collezione di 80 statue e 26 opere grafiche dell’artista, donate al Comune di Milano. Nel 2018, per tre mesi, delle impalcature hanno ricoperto la facciata della chiesa. Si credeva si trattasse di un restauro, invece era in corso il progetto di un’installazione dell’artista Leonardo Nava, oggi ancora visibile. Radicamenti è il nome dell’opera: un rampicante di rami di nocciolo che parte dal pavimento della piazza e si attorciglia come un serpente attorno alla chiesa, per una lunghezza di circa 45 metri. Era, infatti, volere dell’artista siciliano far sì che il museo diventasse uno spazio per giovani artisti. Quale sarà la prossima sorpresa?

www.fondazionemessina.it/

3. LA CHIESA DEI SANTI TERESA E GIUSEPPE

Chiesa dei Santi Giuseppe e Teresa, Milano

In via della Moscova, la candida chiesa barocca dei Santi Giuseppe e Teresa sorge in un’area che fu sottoposta a indagine archeologica nel 2004 e portò alla scoperta di sepolture che evidenziarono la sacralità del luogo. All’interno di un progetto di riqualificazione a seguito dei bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale, sorsero la chiesa barocca dei Santi Teresa e Giuseppe e il più vasto complesso conventuale dei carmelitani scalzi, entrambi utilizzati per lungo tempo, poi, come magazzini e l’industria della manifattura tabacchi.
Data in concessione al Ministero per i Beni e le Attività Culturali, nel 2003 apre al pubblico come una grande biblioteca con risorse elettroniche e multimediali, che ospita mostre, convegni, eventi promozionali e riprese. 
Fra le iniziative offerte, troviamo un ciclo di incontri con i maggiori esponenti della cultura digitale internazionale, percorsi didattici, visite guidate e accessi privilegiati ad archivi teatrali e televisivi della RAI e del Piccolo Teatro di Milano.
Curiosa la collaborazione con l’associazione bolognese Home Movies, che si propone di raccogliere filmati amatoriali girati da cittadini milanesi nel corso del Novecento: queste testimonianze private hanno un valore pubblico in quanto espressione della storia culturale del nostro Paese. Un momento di aggregazione è offerto da un’inconsueta lettura di opere letterarie in lingua originale, mentre gli amanti dell’arte si lasceranno guidare in un viaggio virtuale fra le esposizioni in mostra nel territorio milanese.

www.mediabrera.it

4. LA CHIESA DEI SANTI SIMONE E GIUDA

Chiesa dei Santi Simone e Giuda, Milano

A pochi passi dal Duomo, nascosta all’interno di una rientranza in via Cesare Correnti, si scorge la facciata dell’antica chiesa dei Santi Simone e Giuda. Essa accoglie i suoi visitatori in un luogo reduce da una singolare storia di trasformazioni, iniziata dopo la sconsacrazione a inizio Ottocento, che la fecero diventare una sala da ballo, un deposito, un teatro delle marionette e il luogo di diverse associazioni.
L’edificio è attualmente sede del Teatro Arsenale e della sua accademia, fondati nel 1978 da Marina Spreafico, da Kuniaki Ida e dal loro maestro Jacques Lecoq. Punto di riferimento nel panorama della didattica teatrale in Italia e all’estero, evolve nel 2008 con la creazione dell’Arsenale-Lab, il cui obiettivo è favorire sperimentazioni di giovani artisti, promuovendone interventi teatrali e performance. Questo spazio alternativo, che si presenta come un open space di 180 metri quadrati, si adatta facilmente alle diverse necessità d’allestimento, in quanto fornito di una completa dotazione tecnica. Esso offre ai suoi spettatori un’esperienza intima, data la platea con capacità limitata di 100 persone.

www.teatroarsenale.it

5. I CHIOSTRI DI SANT’EUSTORGIO

Basilica di Sant’Eustorgio, chiostro, Milano

La Basilica di Sant’Eustorgio sorge lungo una delle strade più importanti della città, nell’omonima piazza su corso di Porta Ticinese. La chiesa riveste un ruolo molto importante nella storia culturale e artistica di Milano. Costruita nel IV secolo in stile romanico lombardo, le sue pareti raccontano storie che si alternano tra mito e leggenda e che parlano di roghi di streghe, tombe di Re Magi e catacombe paleocristiane (se siete curiosi, il luogo è accessibile). Elemento caratteristico del complesso della basilica sono i suoi chiostri. Rappresentano la chiesa ambrosiana, infatti è proprio qui che furono battezzati i primi cristiani milanesi. A partire dal 2016, i chiostri sono entrati a far parte del programma culturale che coinvolge anche i musei adiacenti: il Museo della Basilica di Sant’Eustorgio e il Museo Diocesano Carlo Maria Martini.
L’offerta culturale include eventi, mostre, corsi d’apprendimento e momenti di aggregazione e svago. Il programma dei Chiostri è sempre in evoluzione. In particolare, in questi mesi, al centro dell’attenzione è la mostra Magnum’s First, visitabile fino al 6 ottobre, a cura di Andrea Holzherr. Si tratta della prima mostra dell’agenzia di fotografia più famosa al mondo.

https://chiostrisanteustorgio.it

6. SAN PAOLO CONVERSO

Ex Chiesa di San Paolo Converso, Milano

Attore poco conosciuto dello scenario meneghino è San Paolo Converso, una chiesa sconsacrata costruita nel XVI secolo e oggi location di performance ed eventi di ogni genere. L’edificio sorge nel centro storico della città, nei pressi di Piazza Missori, tra Corso Italia e Piazza Sant’Eufemia. Dall’esterno, la chiesa si presenta come un classico luogo di culto che accoglie i visitatori e i fedeli nella sua navata unica, coperta da volta a botte e divisa da un tramezzo in due parti. Apparentemente semplice e quasi insignificante dal di fuori, dentro essa risulta, invece, carica di spettacolari installazioni ed esposizioni per ogni medium artistico. Oggi, all’entrata dell’edificio barocco è visibile l’insegna al neon Locatelli Partners, che ci introduce nella chiesa o, meglio, nella sede dello studio d’architettura e design di Massimiliano Locatelli. L’ambiente originale della chiesa è ammodernato da arredi quali divani in stile minimal, tavoli in legno e una vasta libreria, che occupa lo spazio adiacente all’altare. Quasi un ossimoro, che però incarna il rapporto tra passato e futuro in una totale armonia.
Presso San Paolo Coverso, la Locatelli Partners organizza periodicamente mostre ed esposizioni imperdibili. Fra le più importanti collaborazioni della Locatelli Partners vi è quella con l’architetto americano Asad Raza, nel 2018. Egli intraprese la folle idea di trasformare l’atrio della chiesa in un vero e proprio campo da tennis. L’evento ebbe un enorme successo di visitatori, poiché le persone erano libere di giocare nello spazio adibito.
Fino allo scorso 25 maggio 2019, la chiesa ha ospitato la mostra Words, prodotta in collaborazione con l’Allan Kaprow Estate e Hauser & Wirth. Un’installazione sensoriale che, ancora una volta, ha come scopo il totale coinvolgimento dei visitatori.

www.converso.online

Chiara Pellini, Gaia Colombo e Ludovica Massara
(esercitazione a seguito di un workshop di giornalismo culturale svoltosi nel maggio 2019 allo IULM di Milano)

Dati correlati
Spazi espositiviCRIPTA DI SAN SEPOLCRO, STUDIO MUSEO FRANCESCO MESSINA, MUSEO DI SANT'EUSTORGIO, CHIESA SAN PAOLO CONVERSO
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