Milano. Se Massimo De Carlo atterra a Città Studi

Massimo De Carlo è quel gallerista che – senza parlare delle sedi di Londra e Hong Kong – negli anni ha più volte cambiato la topografia artistica di Milano. Con la sede in via Ventura a Lambrate, poi con l’apertura in pieno centro a Palazzo Belgiojoso, e ora dentro un gioiello architettonico di Piero Portaluppi in piena Città Studi. Ed è subito “distretto”.

1. TRA LE RIGHE

Gelateria Tra le Righe

Ha aperto quattro anni fa, questa che è innanzitutto una gelateria, con produzione che attraversa tutto l’anno ma che modula gli ingredienti – quasi al 100% bio – secondo la stagionalità. È però anche un salotto dove poter restare, a leggere o lavorare, sorseggiando un caffè filtro, un masala chai o un estratto. Da provare anche per la pasticceria e il côté bakery.

via Teodosio 44
02 91762549

2. CONTRO-CORRENTE

Contro Corrente. Vintage e Design

C’è da perderci il senno, in questo negozio che fa quel che promette: vintage e design. Uno di quei luoghi che, a un’occhiata distratta, sembrano offrire una mole di paccottiglia, e che invece sono il frutto di una sapientissima ricerca, e naturalmente di un gran gusto nella scelta di ogni singolo oggetto. Uno spettacolo anche solo passare e ripassare davanti alle sue vetrine.

via Teodosio 12
02 70633230

3. UPCYCLE

Upcycle Milano Bike Café

Si presentano come “primo bike café bistrot d’Italia” e voi direte “ovvio, c’è cycle” nel nome. Sì, ma anche no, nel senso che l’upcycling è una pratica simile al riciclo, ma con una spinta in più in direzione della cura e della creatività. Quindi: questa è una caffetteria, è di fatto un coworking grazie ai tavolacci comuni, ed è pure la clinica perfetta per le vostre due ruote.

via Ampère 59
www.upcyclecafe.it

4. MDC

MCMXXXIV. Installation view at Massimo De Carlo, Milano. Photo Roberto Marossi. Courtesy Massimo De Carlo, Milano-Londra-Hong Kong

Questa è la nuova sede per la galleria di Massimo De Carlo. Siamo a Casa Corbellini-Wassermann, progettata da Piero Portaluppi fra il 1934 e il 1936. A metterci le mani, con la supervisione della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Milano, lo Studio Binocle. Mostra inaugurale: MCMXXXIV, con Francesco Bonami nel ruolo di guest curator.

viale Lombardia 17
https://massimodecarlo.com

5. OSTERIA DELL’UTOPIA

Osteria dell’Utopia & Libreria Zivago

C’era una volta la storica Libreria Utopia in zona Moscova. Che poi si è trasferita in quest’altra parte di Milano, ma il cambio di distretto ha portato con sé anche un cambio di prospettiva. Così l’utopia resta, e pure la libreria, ma si aggiunge l’osteria. E così, insieme alla Libreria Zivago, questa nuova realtà mette insieme buone letture, buon cibo e buone bevande.

via Vallazze 34
www.osteriadellutopia.it

6. NCONTEMPORARY

Ruth Beraha, Run Home (Self portrait), 2018. Courtesy NContemporary, Milano

Una galleria che nasce a Londra nel 2014, che poi a gennaio di quest’anno apre uno spazio a Milano, mentre continua la sua attività nella capitale britannica in una serie di project space. Il focus sono gli artisti emergenti, il promotore è Emanuele Norsa. Mostra inaugurale di Cristiano Tassinari e collaborazione con la mc2 gallery di Claudio Composti, poi Giulia Maiorano e (fino al 27 luglio) la coppia formata da Ruth Beraha e Jonny Briggs.

via Lulli 5
https://ncontemporary.com/

7. FUTURDOME

Clara Ianni, Ripetiçoes, 2018. Installation view at FuturDome, Milano 2019

FuturDome è un edificio Liberty di pregio, dove s’incontravano i futuristi negli Anni Quaranta. Qui Atto Belloli Ardessi e Ginevra Bria hanno inventato la formula dell’housing museale. Il primo a trovare casa è stato Le Dictateur di Stefania Siani e Federico Pepe. Era il 2017 e da allora FuturDome è diventato un punto fermo nel panorama dell’arte e del design di Milano.

via Paisiello 6
www.futurdome.com

8. POLITECNICO

Gio Ponti, “Trifoglio”, Politecnico Milano,1963. © Gio Ponti Archives, Milano

È una storia lunga, quella del Politecnico di Milano ma, se dovessimo scegliere una data di fondazione, sarebbe il 1863. Cinquant’anni dopo, le sedi sparse per la città vengono riunite nell’area periferica chiamata Cascine Doppie. Nasce così Città Studi. Da sbirciare la Facoltà di Architettura disegnata da Gio Ponti e l’ampliamento di Vittoriano Viganò.

piazza Leonardo da Vinci
www.polimi.it

‒ Daniele Perra

Articolo pubblicato su Artribune Magazine #48

Abbonati ad Artribune Magazine
Acquista la tua inserzione sul prossimo Artribune

Iscriviti alla nostra newsletter
CONDIVIDI
Daniele Perra
Daniele Perra è giornalista, critico, curatore e consulente strategico per la comunicazione. Collabora con "ICON DESIGN", “GQ Italia”, “ULISSE, "SOLAR" ed è docente allo IED di Milano. È stato fondatore e condirettore di “unFLOP paper” e collaboratore di numerose testate tra cui “ArtReview” “Mousse”, "Harper's Bazaar art America Latina". È stato consulente strategico per la comunicazione della Fondazione Modena Arti Visive, Direttore Comunicazione del Centro Pecci di Prato, Strategic Advisor for Media and Communication alla Malmö Konsthall e Direttore della Comunicazione della Fondazione Thyssen-Bornemisza Art Contemporary. Ha fatto parte del team di selezionatori per alcuni premi tra cui il Premio FURLA e The Sovereign European Art Prize. Ha scritto testi per cataloghi e curato mostre tra cui: Shahryar Nashat in collaborazione con il Centro Pecci, Cantieri Culturali ex-Macelli, Prato (2003); Hans Schabus and the Very Pleasure (Laboratori del Teatro alla Scala di Milano, 2006). Ha pubblicato il volume "Impatto Digitale. Dall’immagine elaborata all’immagine partecipata: il computer nell’arte contemporanea", Baskerville, Bologna. Ha tenuto lecture alla NABA e un corso di Fenomenologia dell’arte contemporanea alla Scuola Politecnica di Design di Milano. È stato caporedattore di “tema celeste” (1999-2007), caporedattore di “KULT” (2007-2010), ha collaborato dal 2000 al 2006 a “Il Sole24ORE” (Domenicale) e all'inserto cultura Saturno de “Il Fatto Quotidiano” e ha collaborato con Artribune come editorialista e consulente.