Storia, memoria e contemporaneità. Girolamo Comi a Lecce

Biblioteca Bernardini, Lecce // Palazzo Comi, Lucugnano – fino al 15 giugno 2019. La mostra intitolata “Girolamo Comi Spirito d’armonia ‒ Il poeta, l’Accademia Salentina e gli artisti dell’Albero” è la prima grande esposizione dedicata all’intellettuale pugliese. Tra documenti inediti, testimonianze fotografiche, manoscritti e libri.

Un dipinto di Vincenzo Ciardo
Un dipinto di Vincenzo Ciardo

Quella del poeta e scrittore salentino Girolamo Comi (Casamassella, 1890 ‒ Lucugnano, 1968) è una storia che viene da lontano, non solo perché ricorrono i cinquant’anni della scomparsa del grande intellettuale, ma anche perché questa narrazione ha come centro di interesse un piccolo paese della provincia leccese, Lucugnano. Il suo primo libro di poesie, intitolato Il Lampadario, venne pubblicato da un editore ebreo e fu ben accolto dalla critica e recensito sul Mercure de France. Negli anni parigini Comi studiò le opere dei simbolisti francesi come Baudelaire e Mallarmé e, frequentando i circoli culturali della capitale, strinse amicizia con Emile Verhaeren, Paul Claudel e Paul Valéry. Di rientro in Puglia nel 1948, nelle sale del suo palazzo a Lucugnano, Comi istituì, dopo gli anni di studio e formazione tra Losanna, Parigi e Roma, l’Accademia Salentina, un cenacolo nel quale la cultura letteraria e artistica di quegli anni era all’avanguardia in Italia.
Oggi, nonostante la distanza temporale e all’epoca quella geografica dalle grandi città, l’opera di condivisione e promozione dell’arte e della poesia di Girolamo Comi, sostenuta in questa occasione dal Polo biblio-museale di Lecce, assume, con la mostra a lui dedicata, un’ampia forza comunicativa e un importante racconto di carattere personale, letterario ed editoriale che punta a riscattare una notevole personalità, come quella di Comi, tenuta per troppo tempo in sordina.

Casa Comi a Lucugnano
Casa Comi a Lucugnano

LA MOSTRA

Questa prima esposizione ragionata, ideata da Luigi De Luca, indaga e rende fruibili al grande pubblico le dinamiche e i legami culturali che Comi ha avuto con poeti, artisti e intellettuali nazionali come Luciano Anceschi, Rosario Assunto, Vincenzo Ciardo, Maria Corti, Oreste Macrì e Ferruccio Ferrazzi. La mostra presenta un ricco apparato documentario selezionato tra lettere, manoscritti, fotografie, libri e in particolare alcune edizioni della rivista L’Albero, che Comi aveva fondato e finanziato nel 1949. In questo percorso espositivo e didattico emergono anche artisti e pittori come Aldo Calò, Antonio D’Andrea, Lino Paolo Suppressa e Vincenzo Ciardo del quale si possono ammirare alcuni dipinti a olio nella mostra Depositi di Capodimonte. Storie ancora da scrivere, in esposizione al Museo di Capodimonte a Napoli.
Quella dedicata a Girolamo Comi è una mostra intima e dal valore condiviso, che punta non solo a familiarizzare con i luoghi, le storie e gli affetti culturali del poeta, ma anche a portare avanti e promuovere la preziosa biblioteca e l’archivio storico.

Giuseppe Amedeo Arnesano

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Giuseppe Arnesano
Storico dell'arte e curatore indipendente. Laureato in Conservazione dei Beni Culturali all'Università del Salento e in Storia dell'Arte Moderna presso l'Università La Sapienza di Roma. Ha conseguito un master universitario di I livello alla LUISS Master of Art di Roma. Giornalista pubblicista, iscritto all'ordine nazionale dei giornalisti dal 2011, collabora come critico d’arte con Artribune dal 2011. Nel settore della comunicazione culturale, dal 2013 a oggi, ha lavorato con la Soprintendenza Speciale del Polo Museale Romano, con la Fondazione Torino Musei e la Fondazione Carriero a Milano. Tra le mostre recenti è co-curatore del progetto “Studio e Bottega - Tradizione e Creatività nel segno dell’Arte”, ideato da Ilaria Gianni e realizzato negli spazi della Fondazione Pastificio Cerere di Roma.