Racconti di ceramica. A Montelupo Fiorentino

Palazzo Podestarile / Museo della Ceramica, Montelupo Fiorentino – fino al 28 luglio 2019. Oltre 160 opere ceramiche, molte delle quali mai esposte prima d’ora, in un percorso che si articola tra nove secoli di storia per conoscere e celebrare una delle eccellenze indiscusse del territorio fiorentino.

Damaschino monocromo. Scodella con fiore, 1430 40, Montelupo, Museo della Ceramica
Damaschino monocromo. Scodella con fiore, 1430 40, Montelupo, Museo della Ceramica

L’esposizione Di tutti i colori, curata da Alessandro Mandolesi, direttore scientifico del Sistema Museale di Montelupo Fiorentino, e da Marina Vignozzi Paszkowski, curatrice del Museo Artistico Industriale Bitossi, delinea un’inedita e articolata rassegna in cui sono raccontati gli sviluppi stilistici e coloristici della manifattura montelupina: dal 1200 fino ai giorni nostri.
Giungendo fino alla recente storia del design legata a importanti famiglie quali Fanciullacci, Bitossi, Mancioli e altre.

TESTIMONI DEL TEMPO

Fu senza dubbio l’investimento del capitale fiorentino a trasformare questo centro abitato in una fabbrica altamente specializzata nella produzione smaltata, con vere e proprie imprese familiari organizzate su grande scala e dotate di un’efficiente filiera produttiva (che dalla cavatura dell’argilla andava all’ultimazione del prodotto fino allo stoccaggio e al trasporto fluviale e terrestre) per rispondere a un’incessante domanda commerciale.
La fama della ceramica montelupina ebbe il suo apice in epoca medicea, quando questi manufatti creati dai maestri della cosiddetta “Fabbrica di Firenze” divennero dei veri e propri status symbol per le famiglie nobili toscane; si tratta di opere in cui si sperimentavano soluzioni tecnologiche e possibili composizioni ispirate dalla grande arte fiorentina, e in cui si esprimeva abilmente una raffinata ricerca figurativa e cromatica.
Testimoni privilegiati della storia, questi preziosi oggetti contengono ed evocano vissuti, racconti, rappresentano simboli e danno spazio a curiosità narrando dell’epoca in cui furono diretti protagonisti.

Boccale, Zaffera tricolore, 1410-40, Montelupo, Museo della Ceramica
Boccale, Zaffera tricolore, 1410-40, Montelupo, Museo della Ceramica

IL COLORE COME CHIAVE DI LETTURA

Il percorso espositivo si apre con la sezione dedicata al diverso utilizzo dei colori nelle varie epoche storiche, caratteristica che ha decretato nei secoli l’unicità e il successo di questa manifattura dalla sapiente ed equilibrata ricerca cromatica: si va dal verde-bruno tardo-medievale all’azzurro-blu dell’Umanesimo, dal giallo-oro del tardo Quattrocento all’intenso e celeberrimo “rosso di Montelupo” del Rinascimento maturo, originale e impareggiabile creazione di questa terra.
Questa “summa di tonalità” si consoliderà in una tradizione cromatica ben precisa e riconoscibile, che trova pieno vigore fra Quattro e Cinquecento, e in cui il colore offre un’importante chiave di lettura, come afferma il curatore Alessandro, che così illustra la rassegna: “È stato approntato un percorso tematico che propone una serie di “racconti di ceramica” legati ai soggetti dipinti sulle superfici smaltate, trasformati in elementi “parlanti” per rivelare fatti, curiosità e significati sociali ed economici dell’epoca”.

IL CONTEMPORANEO

La seconda sezione del percorso si concentra sulla rappresentazione dello stile e del gusto fiorentino dell’Otto e Novecento.
Fra i temi proposti: la rinascita della ceramica grazie all’attività di Raffaello Fanciullacci e il recupero della tradizione, le nuove tendenze espresse dalle manifatture novecentesche ‒Bitossi, Corradini, Corti, Gianni, solo per citarne alcune ‒ e la produzione di maiolica artistica ‒ raffaellesca, robbiani, istoriato ‒, la ricostruzione e gli sviluppi commerciali attraverso la ceramica artistica e di design, arrivando sino ai filoni stilistici della ceramica degli Anni Cinquanta e alle ceramiche di serie degli Anni Sessanta e Settanta. Inoltre si esplorano le linee innovative che hanno caratterizzato gli Anni Ottanta, quelli del design “pop” e del post-modernismo.

Piatto figurato tardo, Montelupo 1610 30, Firenze, Museo Stibbert
Piatto figurato tardo, Montelupo 1610 30, Firenze, Museo Stibbert

PRIMAVERA IN VILLA E DOPPIO CIRCUITO

Parallelamente a questa mostra, articolata in due diverse sedi espositive, dopo 130 anni apre le porte la Villa Medicea, con un ricco ciclo di appuntamenti: Primavera in villa, che prevede visite guidate, convegni, eventi sportivi e spettacoli con l’obiettivo di mostrare e far conoscere la maestosità di questa costruzione, la sua storia stratificata, riscoprendone le potenzialità.
Inoltre è in corso la prosecuzione del progetto Doppio Circuito | Cantieri d’arte, Design e Artigianato, nato nell’autunno del 2018 e curato da Matteo Zauli; un progetto che pone in dialogo l’arte contemporanea con la grande manifattura, una sinergia che coinvolge il comparto manifatturiero dell’area a nord di Firenze, le eccellenze culturali del territorio e tre artisti: David Casini, Claudia Losi, Sabrina Mezzaqui, scelti dal curatore per la capacità di lavorare con materiali eterogenei, per l’intensa capacità poetica e il loro ampio curriculum professionale.

Laura Ghirlandetti

Evento correlato
Nome eventoDi tutti i colori
Vernissage15/03/2019 su invito
Duratadal 15/03/2019 al 28/07/2019
Generearti decorative e industriali
Spazio espositivoPALAZZO PODESTARILE
Indirizzovia Baccio da Montelupo, 45 - Montelupo Fiorentino - Toscana
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Laura Ghirlandetti (Crema, 1983) si è laureata con lode in Scienze dei beni culturali alla Cattolica di Milano. Collabora con l'associazione milanese Circuiti Dinamici (ex Bertolt Brecht), e in veste di art curator con la Zoia Gallery&Lab. Con la sua compagniaMiranda Teatro prosegue un'attività di ricerca teatrale, concentrandosi soprattutto sul concetto di teatro di comunità e sull'interpretazione di un territorio.