È stato presentato negli Stati Uniti un documentario che racconta l’incredibile storia di The Church of Subgenius, una religione-parodia inventata negli Anni Settanta che fa proseliti ancora oggi. Al confine tra culto, politica, parodia e arte.

Lo humor e la satira sono da sempre strumenti eccezionalmente efficaci per commentare, discutere e attaccare l’assetto politico e sociale. Tattiche come la presa in giro, la parodia e la reinterpretazione surreale offrono la possibilità di sperimentare in maniera diretta con la comunicazione simbolica, mettendo in evidenza i difetti, le debolezze e le ingiustizie con estrema precisione. Tante volte nella storia, dall’antica Grecia a oggi, la pratica politica si è trasformata in un’occasione creativa, uno spazio immaginativo e utopico in cui l’assurdo, il paradossale e il nonsenso trovano pieno diritto di cittadinanza e si trasformano nel braccio armato (e artistico) del dissenso.

LA CHIESA DEL SUBGENIO

Tra i tantissimi esempi che si potrebbero fare, ce n’è uno che risulta particolarmente rilevante oggi, grazie alla sua capacità di anticipare alcune caratteristiche centrali della cultura contemporanea. Se n’è accorta la regista Sandy K. Boone, che ha deciso di dedicargli un documentario, prodotto grazie a una riuscita campagna di crowdfunding su Kickstarter e appena presentato al festival SXSW di Austin, in Texas. Stiamo parlando di The Church of Subgenius, una religione-parodia inventata nel 1978 a Dallas da Douglass St. Clair Smith III, conosciuto con lo pseudonimo di Reverendo Ivan Stang, insieme al suo amico Steve Wilcox, anche noto come Philo Drummond.
In un’epoca di profonda assurdità”, ha commentato la regista di Slacking Toward Bethelhem in un’intervista per il magazine Texas Monthly, “prendere sul serio l’assurdità non fa che peggiorare le cose. Invece affrontare l’assurdità con l’assurdità è divertente. È questo che fa il Subgenio”. E prosegue: “Il film racconta la vera storia della Chiesa del Subgenio per la prima volta, così, dopo che i fondatori saranno morti, il mondo non potrà trasformare questa beffa in un culto vero, in una nuova Scientology. È anche un modo per commentare, nell’era di Trump, il problema delle fake news e delle pratiche di culto che vengono utilizzare nella nostra politica e dai nostri governi”.

UNA RELIGIONE ANTI-COSPIRATIVA

La Chiesa del Subgenio utilizzava la struttura e i modelli di comunicazione dei culti religiosi per veicolare messaggi profondamente sovversivi, condendo il tutto con un’attitudine performativa e una vasta gamma di riferimenti alla cultura pop degli Anni Cinquanta e Sessanta. Il profeta della Chiesa, che divenne anche il suo simbolo visivo, era un certo J.R. “Bob” Dobbs (parodia di L. Ron Hubbard, fondatore di Scientology), rappresentato come un giovane uomo sorridente con la pipa in bocca che sembra uscito direttamente da una pubblicità. Il fine ultimo di questo culto? Recuperare un particolare stato di grazia, equivalente dell’illuminazione e della santità, denominato “slack”. Anche se il termine, tradotto letteralmente, fa pensare alla pigrizia e alla nullafacenza, in realtà viene descritto più come un profondo senso di indipendenza e di libertà, di gran lunga superiore alla felicità, una specie di nirvana. Secondo la leggenda, tutti nasciamo con lo slack, ma ci viene portato via dalla “grande cospirazione”, che è tutta intorno a noi e ci impedisce di raggiungerlo. Ed è qui che le cose si fanno interessanti: la Chiesa del Subgenio è una religione che si dichiara anti-cospirativa, pur rappresentando a sua volta un coacervo di superstizioni: “Abbiamo messo insieme tutti i credi più occulti e assurdi”, ha dichiarato Ivan Stang.
Il Subgenio non appartiene alla razza umana, alla razza dei Normals (detti anche Pink), ma è erede dell’estinta razza degli Yeti di cui possiede ancora parte del sangue. Per ottenere la salvezza è necessario aderire alla Chiesa previo pagamento della quota di 30 dollari. Una cifra che però, recitano volantini e spot, vi verrà restituita triplicata se non raggiungerete “la salvezza eterna”. Come in tutte le religioni, infine, esiste una divinità benigna, detta Jehovah 1, e una divinità infernale, la NHGH.

NORMALI VS. SUBGENII

La Chiesa del Subgenio è un culto che si rivolge agli outsider della società, a tutte quelle persone che non si sentono a proprio agio in mezzo ai “Normali”, e che rivendicano il diritto di essere strani, diversi e di pensare con la propria testa. Un culto, in fondo, profondamente anticapitalista, che incita i propri adepti a lasciare il lavoro, a cambiare la propria vita, a mettersi alla ricerca di un non meglio precisato stato di benessere interiore che ha validità in se stesso e non ha niente a che fare con la posizione sociale, lo stipendio guadagnato o l’approvazione degli altri. Si legge in uno dei manifesti: “La Chiesa del SubGenio è un Ordine di Schernitori e Bestemmiatori, dediti allo Slack Totale, ricercatori in Scienze della Derisione, Sadofuturistica, Megafisica, Scatolografia, Schizofrenologia, Piùrealismo, Sarcastrofia, Cinisacreligione, Apocalissionomia, ESPettorazionalismo, IpnoPediatria, Subliminimalismo, Satiriologia, DistUtopianesimo, Sardonicologia, Fascistoismo, Ridicolofagia e Teologia Miscellateistica”.
Le attività della Chiesa sono andate avanti per decenni e comprendono volantini, pamphlet, video, film e performance, prendendo da subito la forma di un vero e proprio movimento artistico, anche se non mancarono adepti disposti a prendere il culto del Subgenio un po’ troppo sul serio. L’intera esperienza, analizzata oggi, risulta incredibilmente profetica nell’evocare il futuro (il nostro presente), un momento storico in cui l’appropriazione, la ricontestualizzazione, il remix di fonti e influenze, lo slittamento dei significati e l’amore per l’assurdo sono elementi culturali di importanza determinante. Il sincretismo di fonti e riferimenti messo in atto dalla Chiesa del Subgenio, il suo viaggiare sempre al confine tra gioco e serietà, tra politica e religione, tra mito e realtà, prefigurano con estrema precisione il mondo che abitiamo oggi, caratterizzato dall’emergere prepotente del cospirazionismo, dal proliferare delle correnti negazioniste, dalla problematiche legate alle fake news e alla disinformazione, fino alla nascita di culti sempre più oscuri ed estremi.

UN ROVESCIAMENTO DI VALORI

C’è un altro aspetto che non possiamo fare a meno di notare: l’opposizione tra i Normals e i Subgenii richiama alla mente, con una coincidenza anche terminologica, l’attuale categorizzazione che, negli ambienti sottoculturali online, divide i Normies dagli Autistici (ma anche dagli Edgy o più genericamente dai Nerd). Persino la maschera grigia e anonima con cui vengono rappresentati i Normali nei video della Chiesa somiglia in maniera inquietante al meme noto come NPC, un omino stilizzato e senza espressione che rappresenta quelli che nei videogame vengono chiamati Non Playable Charachters (Personaggi non giocabili), ossia presenze che sono pre-programmate dal software e si limitano a ripetere frasi e azioni già impostate. Questa immagine, nata sulla imageboard 4Chan ‒ da sempre brodo di coltura della meme culture ‒ in ambienti legati alla nuova destra americana, rappresenta le persone che non sono in grado di pensare autonomamente e che si comportano secondo schemi predeterminati.

Il meme NPC e il demone NHGH, che dà il volto ai Normals
Il meme NPC e il demone NHGH, che dà il volto ai Normals

Nonostante le somiglianze, però, queste categorie e questi simboli rivestono oggi dei valori totalmente rovesciati. L’anticonformismo, da sempre vessillo delle controculture di sinistra, viene oggi rivendicato come valore dalla nuova destra, che lo esprime tramite un utilizzo libero e sfrontato del politicamente scorretto. La sinistra, invece, secondo l’alt-right, è popolata di Social Justice Warriors che gridano slogan sempre uguali (non a caso NPC è diventato ormai sinonimo di SJW), incarnando una noiosa e prevedibile normalità.
A distanza di quarant’anni, l’opposizione tra normale e strano, come quella tra conformismo e anticonformismo, resta al centro del dibattito, seppur con connotazioni profondamente differenti. Un’impostazione dualistica che oggi, nell’era della complessità estrema, risulta depotenziata e svuotata di significato. Ma un suggerimento la Chiesa del Subgenio ce lo aveva lasciato: la chiave sta forse nella capacità di spostare la categoria dello “strano” un po’ più in là, trasportandola verso i lidi dell’assurdo e dell’imprevisto. Alla ricerca di uno slack estremo e definitivo.

Valentina Tanni

www.subgeniusmovie.com

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Valentina Tanni è storica dell’arte, curatrice e docente; la sua ricerca è incentrata sul rapporto tra arte e tecnologia, con particolare attenzione alle culture del web. Insegna Digital Art al Politecnico di Milano e Culture Digitali alla Naba – Nuova Accademia di Belle Arti di Roma e Milano. Ha pubblicato “Random. Navigando contro mano, alla scoperta dell’arte in rete” (Link editions, 2011) e “Memestetica. Il settembre eterno dell’arte” (Nero, 2020).