Premio Fondazione Henraux 2018. In Versilia le opere dei 3 artisti vincitori e 1 menzione. Le foto

A 2 mesi dall’annuncio della vincita dell’unico Premio al mondo dedicato alla scultura in marmo, svelate nello spazio rinnovato dell’ottocentesca segheria di Henraux le nuove opere della quarta edizione.

Diego Marcon
Diego Marcon

Svelate nell’antica segheria di Henraux, che occupa un’ala degli ottocenteschi stabilimenti in Versilia, le nuove sculture della quarta edizione del Premio Fondazione Henraux, un riconoscimento a cadenza biennale, nato nel 2012 per incentivare la creatività e offrire opportunità di produzione e di confronto in un contesto unico, da quest’anno completamente rinnovato. Francesco Arena, David Horvitz, Diego Marcon, e il collettivo Anto. Milotta – Zlatolin Donchev – questi i nomi dei tre vincitori più una menzione speciale decretati dalla giuria all’interno di una rosa di sessantasette partecipanti – hanno, infatti, avuto la possibilità di scegliere e lavorare il marmo bianco dell’Altissimo nelle cave e negli stabilimenti Henraux a Querceta, in provincia di Lucca: durante la permanenza, gli artisti hanno realizzato le loro opere in collaborazione con gli ingegneri, i progettisti e le maestranze della prestigiosa azienda leader nel campo dell’escavazione e della lavorazione del marmo e del granito. “Il Premio Henraux per la scultura in marmo, nato per unire il materiale marmo all’essenza del territorio, presenta in questa edizione il lavoro di quattro artisti che percorrono, ognuno di loro, tematiche e concettualità diverse”, ha dichiarato Paolo Carli, Presidente di Henraux e Fondazione Henraux “ma che hanno trovato nel lapideo per eccellenza, il Bianco dell’Altissimo, uno stimolo importante per compiere le loro forme scultoree”.

LE OPERE IN GARA

Così, Francesco Arena nell’opera Metro cubo di marmo con metro lineare di cenere ha voluto mettere a confronto un materiale nobile come il marmo con un materiale prosaico e volatile come la cenere del sigaro, metafora dell’impermanenza umana; David Horvitz, con Tentatively Untitled, ha voluto disperdere un blocco di marmo che ha identificato in una cava in cima alla montagna, riducendolo in frammenti che il pubblico può portar via con sé; Ludwig, l’opera di Diego Marcon, è la “materializzazione marmorea” di un bambino realizzato da un modello 3D, un piccolo monumento alla fragilità e alle ambivalenze della vita; infine, per Anto. Milotta – Zlatolin Donchev il Libro di vetta è una scultura sospesa nel vuoto, un progetto site-specific che trae ispirazione dal monte Altissimo e che inverte l’idea michelangiolesca di materia e arte, tramutando la montagna in scultura quando la scultura stessa contiene in se’ la montagna. “In un contesto tecnologico e artigianale unico, gli artisti di questa edizione hanno avuto l’opportunità di confrontarsi con una realtà produttiva che coniuga cultura digitale e valori di maestranze secolari”, ha aggiunto il nuovo Presidente di Giuria Edoardo Bonaspetti. “In un processo di contaminazione per tutta l’azienda, gli artisti hanno testato applicazioni e linguaggi espressivi in dialogo tra discipline diverse, arricchendo competenze e modelli alternativi”. L’edizione 2018 del Premio Fondazione Henraux si è caratterizzata, infatti, anche per un significativo cambio ai vertici: Giuria, Accademia dell’Altissimo e modalità di assegnazione del Premio sono stati rinnovati.

LA GIURIA

Da questa edizione la Giuria del Premio è composta da cinque autorevoli figure del mondo dell’arte internazionale e contemporanea: il già citato Edoardo Bonaspetti, Presidente di Giuria, coadiuvato da Ilaria Bonacossa, Direttrice di Artissima, Eike Schmidt, Direttore della Galleria degli Uffizi, Roberta Tenconi, curatrice alla fondazione Pirelli HangarBicocca e Andrea Viliani, Direttore del Madre, museo d’arte contemporanea Donnaregina. All’Accademia dell’Altissimo, invece, si è aggiunta Cristiana Perrella, Direttrice del Centro Pecci di Prato, mentre sono stati riconfermati Jean Blanchaert, Aldo Colonetti, Mikayel Ohanjanyan e Costantino Paolicchi dalla precedente edizione.

– Claudia Giraud

 

Dati correlati
AutoriDiego Marcon, Jean Blanchaert, Edoardo Bonaspetti
CuratoriRoberta Tenconi, Eike Schmidt , Andrea Viliani, Ilaria Bonacossa, Cristiana Perrella
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Claudia Giraud
Nata a Torino, è laureata in storia dell’arte contemporanea presso il Dams di Torino, con una tesi sulla contaminazione culturale nella produzione pittorica degli anni '50 di Piero Ruggeri. Giornalista pubblicista, iscritta all’Albo dal 2006, svolge attività giornalistica per testate multimediali e cartacee di settore. Dal 2011 fa parte dello Staff di Direzione di Artribune (www.artribune.com ), è responsabile dell'area Musica e cura, per il magazine cartaceo, la rubrica musicale "Art Music". E’ stata Caporedattore Eventi presso Exibart (www.exibart.com). Ha maturato esperienze professionali nell'ambito della comunicazione (Ufficio stampa "Castello di Rivoli", "Palazzo Bricherasio", "Emanuela Bernascone") ed in particolare ha lavorato come addetto stampa presso la società di consulenza per l'arte contemporanea "Cantiere48" di Torino. Ha svolto attività di redazione quali coordinamento editoriale, realizzazione e relativa impaginazione degli articoli per l’agenzia di stampa specializzata in italiani all’estero “News Italia Press” di Torino. Ha scritto articoli e approfondimenti per diverse testate specializzate e non (SkyArte, Gambero Rosso, Art Weekly Report e Art Report di Monte dei Paschi di Siena, Exibart, Teknemedia, Graphicus, Espoarte, Corriere dell’Arte, La Piazza, Pagina).