4 milioni di euro per la valorizzazione del rione Sanità a Napoli. Gli interventi in programma

Un accordo stipulato tra la Sovrintendenza Archeologica e l’Arcidiocesi sancisce l’inizio di una serie di interventi per lo sviluppo della collina di Capodimonte e delle Catacombe di San Gennaro nel rione Sanità a Napoli, per un investimento da parte del Ministero dei Beni Culturali pari a 4milioni di euro

Quella del rione Sanità a Napoli è una storia millenaria e stratificata, in cui ciò che è accaduto ed è custodito sottoterra ha ancora il fascino intatto di un tempo e oggi rappresenta il punto di partenza per il riscatto di un quartiere che, per rialzarsi, ha scelto di prendersi cura e di valorizzare le sue risorse storico-artistiche. Questa è in sintesi la vicenda che vede protagoniste le catacombe di San Gennaro, il cui nucleo originario risale al II secolo d.C. e che nel corso dei secoli si sono ampliate su diversi livelli. Delle catacombe vi avevamo già parlato qualche tempo fa in questo articolo, in occasione della partnership stipulata tra La Paranza, la cooperativa che gestisce l’apertura al pubblico del sito paleocristiano, e l’azienda Parmacotto, che ha finanziato i lavori di restauro delle catacombe. A sei mesi da quell’intervento, arriva per il sito archeologico – ma anche e soprattutto per l’intero rione – un nuovo importante progetto di valorizzazione e sviluppo del quartiere: si tratta di Napoli rione Sanità: una porta verso il futuro, l’accordo attuativo firmato dall’Arcidiocesi di Napoli e la Sovrintendenza Archeologica, Belle Arti e Paesaggio per il Comune di Napoli per la realizzazione di interventi di sviluppo nella collina di Capodimonte e nell’area delle catacombe. I lavori saranno finanziati dal Ministero dei Beni Culturali, che ha stanziato una cifra pari a 4milioni di euro.

IL PROGETTO E GLI INTERVENTI IN PROGRAMMA

Il progetto Napoli rione Sanità: una porta verso il futuro ha l’obiettivo di migliorare e facilitare i collegamenti tra i grandi attrattori Museo di Capodimonte e Museo Archeologico e il sito delle catacombe di San Gennaro, attraverso l’abbattimento delle barriere architettoniche intra ed extra area archeologica a vantaggio della mobilità per i disabili motori. In linea generale, il progetto si propone di risolvere le diverse problematiche di accesso al sito catacombale attraverso una serie di interventi strutturali che permetteranno di collegare la parte “alta” di Capodimonte alla parte “bassa” della Sanità, nel rispetto della storia del luogo: l’attuale accesso al sito catacombale, posto in alto, è filologicamente errato, perché conduce i visitatori a capovolgere l’approccio storico alla visita. In origine la parte più antica, in contiguità con la Basilica di San Gennaro dei poveri, era ubicata nella parte bassa, quella che oggi conduce al rione Sanità. Tenendo presenti questi elementi, gli interventi in programma prevedono  la messa in sicurezza di parte del costone tufaceo che sovrasta il complesso monumentale delle Catacombe di San Gennaro; l’adeguamento dei percorsi per persone disabili all’interno e all’esterno dell’intera area archeologica; la realizzazione di un percorso attrezzato sul piazzale adiacente alla Basilica del Buon Consiglio a Capodimonte; il recupero di una grande cava e dell’adiacente giardino vicino al suddetto piazzale per farne spazi polifunzionali per la lettura, l’incontro, il book-shop, la caffetteria o per accogliere mostre; e infine un collegamento verticale (con nuovi ascensori) tra la chiesa del Buon Consiglio a Capodimonte e le aree sottostanti aperto anche all’utenza del quartiere.

SANITÀ: TRA DEGRADO, BENI DA VALORIZZARE E RISCATTO SOCIALE

Il progetto, nelle sue specificità tecniche, è il risultato di uno studio condotto da docenti e studenti dei Dipartimenti di Architettura e Ingegneria geotecnica della Scuola Politecnica e delle Scienze di base dell’Università Federico II di Napoli e  dal Dipartimento di Architettura dell’Università Federico II di Napoli (DIARC), con un accordo di collaborazione scientifica e di ricerca con la Fondazione di Comunità San Gennaro, onlus in cui confluiscono tutte quelle realtà che da anni operano sul territorio per promuovere progetti di valorizzazione culturale e di rinascita sociale ed economica. L’aspetto gestionale di Napoli rione Sanità: una porta verso il futuro verrà curato dalle cooperative facenti capo alla Fondazione di Comunità San Gennaro le stesse che oggi gestiscono, come la già citata La Paranza, le catacombe di Napoli e le annesse basiliche. “La Fondazione accompagna e promuove le attività di molte cooperative sociali”, racconta ad Artribune Francesco Romano della Fondazione di Comunità San Gennaro. “C’è chi si occupa dell’accoglienza e chi della manutenzione di chiese e catacombe, inoltre la Fondazione sta realizzando una serie di interventi sul quartiere con il coinvolgimento di 50-60 ragazzi, assunti con regolare contratto di lavoro. Adesso partirà anche un bel progetto per la realizzazione di una palestra. C’è un gran fermento”.

– Desirée Maida

www.sabap.na.it
www.chiesadinapoli.it
www.fondazionesangennaro.org
www.catacombedinapoli.it

 

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Desirée Maida
Desirée Maida (Palermo, 1985) ha studiato presso l’Università degli Studi di Palermo, dove nel 2012 ha conseguito la laurea specialistica in Storia dell’Arte. Palermitana doc, appassionata di alchimia e cultura giapponese, approda al mondo dell’arte contemporanea dopo aver condotto studi sulla pittura del Tardo Manierismo meridionale (approfonditi durante un periodo di ricerche presso la Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis) e sull’architettura medievale siciliana. Ha scritto per testate siciliane e di settore, collaborato con gallerie d’arte e curato mostre di artisti emergenti presso lo Spazio Cannatella di Palermo. Oggi fa parte dello staff di direzione di Artribune e cura per realtà private la comunicazione di progetti artistici e culturali.