È morta a Roma Marina Ripa di Meana, appassionata d’arte e vicina alla Scuola di Piazza del Popolo

Si è spenta nella sua abitazione romana dopo aver combattuto per anni contro il cancro, Marina Ripa di Meana, icona della storia italiana degli ultimi 50 anni. Da sempre appassionata di arte, è stata vicina a tutta la generazione di artisti della Scuola di Piazza del Popolo

Marina Ripa di Meana
Marina Ripa di Meana

Si è spenta nella sua casa romana, Marina Ripa di Meana (Reggio Calabria, 1941) scrittrice, attrice, femminista, ambientalista e chissà quanto altro ancora. Figura iconica della storia italiana degli ultimi 50 anni, ha frequentato i più importanti salotti politici, finanziari e culturali del paese. Appassionata d’arte contemporanea, ha condiviso parte della sua vita con la generazione di artisti della Scuola di Piazza del Popolo.

UNA VITA FUORI DAGLI SCHEMI

Nata a Reggio Calabria, si trasferisce a Roma dopo gli studi ed apre un atelier in Piazza di Spagna con l’amica Paola Ruffo di Calabria, futura principessa del Belgio. Sposa giovanissima il conte Alessandro Lante della Rovere, appartenente ad una delle più altolocate famiglie romane da cui ha la sua unica figlia, Lucrezia. Il matrimonio dura poco ma rappresenta in qualche modo il lasciapassare per i salotti che contano. È amica di Moravia e Pasolini, ma è anche vicina agli artisti della Scuola di Piazza del Popolo come Mario Schifano, Tano Festa e soprattutto Franco Angeli con cui inizierà una turbolenta relazione sentimentale raccontata per filo e per segno nel libro Cocaina a colazione (2005), nel quale confessa di essere arrivata a prostituirsi per procacciare la droga all’artista. “Marina conosceva profondamente il sistema dell’arte”, racconta ad Artribune una commossa Laura Cherubini legata alla Ripa di Meana da un’amicizia di lunga data, “ed ha sempre condiviso la sua vita con tutti noi. Era una donna molto bella, ma anche intelligente, acuta, capace di leggere e di comprendere l’arte. È un giorno molto triste e la sua morte rappresenta per me un grandissimo lutto”. 

IL RAPPORTO CON L’ARTE

“Una donna generosa”, continua Cherubini, “stimata e rispettata dagli artisti che hanno sempre avuto in grande considerazione un suo parere o una sua opinione. Ad esempio, oltre a Franco Angeli che è stato a lungo il suo compagno, ricordo il legame con artisti come Gino De Dominicis e tanti altri che ne hanno sempre apprezzato le qualità intellettuali”. E proprio la frequentazione del mondo dell’arte romano rappresenta il periodo più intenso della vita della Ripa di Meana. Sono gli anni in cui Roma, pare incredibile oggi, è la capitale internazionale della cultura, gli anni delle Dolce Vita di Fellini, ma anche di Moravia e Pasolini, di Renato Guttuso e Gino De Dominicis (con il quale la donna ebbe anche una relazione). La Ripa di Meana raccontava spesso di quella volta che Gianni Agnelli passò a trovarla a casa sua e la trovò a letto con Eliseo Mattiacci e Gino De Dominicis. “Siamo già in troppi”, pare che abbia detto Agnelli andandosene. Al di là del gossip, Marina Ripa di Meana ha frequentato i salotti dell’arte in un periodo importantissimo e estremamente fecondo dell’arte italiana, arrivando anche a possedere una discreta collezione di opere, regalate negli anni dai tanti artisti. “Uno dei miei maggiori rimpianti”, ripeteva spesso la donna, “è essere stata costretta per motivi finanziari a vendere un’opera rarissima di Lucio Fontana, che è stata regalata dall’artista in persona“. Per poi aggiungere con la sua solita ironia: “oggi varrebbe un sacco di soldi”.

LA PROVOCAZIONE COME STILE DI VITA

Con il secondo marito, Carlo Ripa di Meana, uomo politico e figura di spicco del partito dei Verdi italiani, la donna condivide le battaglie ambientaliste e in difesa degli animali e nel 1995 diviene Ambasciatrice in Italia dell’IFAW (International Fund for Animal Welfare – USA). Indimenticabile la campagna pubblicitaria, a cura di Marco Delogu, che la Ripa di Meana ha realizzato completamente nuda per sensibilizzare contro l’uso delle pellicce. Quasi una performance d’arte contemporanea. La provocazione è sempre stata la cifra della Ripa di Meana che ha condotto una vita al centro di scandali, non risparmiando mai di rendere pubblici dettagli e particolari della sua vita privata.

 

– Mariacristina Ferraioli

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Mariacristina Ferraioli
Mariacristina Ferraioli è giornalista, curatrice e critico d’arte. Dopo la laurea in Lettere Moderne con indirizzo Storia dell’Arte, si è trasferita a Parigi per seguire corsi di letteratura, filosofia e storia dell’arte presso la Sorbonne (Paris I e Paris 3). Ha conseguito il Master in Organizzazione e Comunicazione delle Arti Visive presso l’Accademia di Belle Arti di Brera. Ha vinto la Residenza per Curatori della Dena Foundation for Contemporary Art presso il Centre International d’Accueil et d’Echanges des Récollets di Parigi. Ha lavorato al Centre Pompidou collaborando alla realizzazione della mostra “Traces du Sacré” e ha pubblicato un testo critico sul catalogo della mostra. Ha coordinato l’ufficio Master dell’Accademia di Belle Arti di Brera e ha curato mostre sia in Italia che all’estero. Redattrice di Artribune, collabora stabilmente con Cosmopolitan Italia e Icon Design. Sta conseguendo un dottorato in Comunicazione e mercati: Economia, Marketing e Creatività presso l’Università Iulm di Milano ed è docente a contratto presso diverse istituzioni tra cui l’Accademia di Belle Arti di Brera.