Apre grazie all’Art Bonus WeGil. L’ex edificio del Ventennio diventerà un polo culturale

Ristrutturato grazie all’Art Bonus l’ex Gil, palazzo storico nel cuore di Roma risalente al Ventennio fascista, chiuso al pubblico dal 1976. Diventa un hub culturale con spazi per mostre, spettacoli ed eventi. E la mostra inaugurale è dedicata a Steve McCurry…

Steve MCCurry, Leggere
Steve MCCurry, Leggere

Nonostante le difficoltà e le lentezze, l’Art Bonus, il sistema di incentivi fiscali voluto dal ministro Franceschini in favore di privati che decidono di fare mecenatismo, cioè di effettuare erogazioni liberali in denaro a sostegno della cultura e dello spettacolo favoriti dal credito di imposta pari al 65% dell’importo donato, è manna dal cielo in un paese dove gli investimenti in campo culturale scarseggiano. Dopo l’accordo tra Unicredit, il Comune di Verona e Fondazione Cariverona per il restauro dell’Arena, della statua in bronzo della Vittoria Alata a Brescia e l’antica balaustra di piazzale Michelangelo a Firenze, solo per citare i casi più recenti e noti, riapre al pubblico con il nome di WeGil, l’ex Gil, storico palazzo nel cuore di Trastevere, progettato dall’architetto Luigi Moretti (Roma, 1906 – Capraia Isola, 1973) nel 1933.

DA PALAZZO STORICO AD HUB CULTURALE

Ristrutturato grazie all’Art Bonus e a fondi regionali, il palazzo, chiuso al pubblico nel 1976, è stato trasformato in un hub culturale. L’imponente edificio di epoca razionalista diventa un contenitore privilegiato per mostre, spettacoli ed eventi culturali, ma soprattutto, nelle intenzioni della Regione Lazio che ha finanziato parte dei lavori investendo circa 350 mila euro, un luogo di riferimento per rappresentare le eccellenze del territorio. La riapertura dell’edificio, la cui gestione è stata affidata alla società regionale LAZIOcrea, segna da un lato il recupero di un bene immobiliare storico e dall’altro rappresenta la possibilità di creare una struttura polivalente votata al contemporaneo nel cuore della capitale. “WeGil è un progetto che rappresenta un’opportunità straordinaria per la città.“, racconta ad Artribune Albino Ruberti presidente di LAZIOcrea, “In questo senso il presidente Zingaretti e l’assessore Alessandra Sartore hanno mostrato una sensibilità fuori del comune nel voler riaprire un immobile pubblico, da decenni in disuso, con lo scopo di trasformarlo in un hub culturale. WeGil si candida ora a diventare uno snodo permanente in cui arte, spettacolo,  innovazione, creatività, enogastronomia di qualità, promossa grazie alla collaborazione con Arsial, sono gli elementi distintivi“.

L’EDIFICIO

Il progetto di riapertura dell’edificio, composto da due corpi di fabbrica suddivisi su più piani, è previsto in due fasi. La prima, culminata l’8 dicembre con l’inaugurazione della mostra Leggere di Steve McCurry, che segna la riapertura di una parte consistente dell’edificio. La seconda fase, il cui completamento è stimato in circa 12 mesi, prevede il pieno recupero dell’intero palazzo. Al piano interrato si insidierà stabilmente la scuola d’Arte Cinematografica dedicata all’attore Gian Maria Volontè, mentre al secondo piano si svolgeranno attività formative con una sala dedicata alla lettura e allo studio, al terzo piano attività formative relative alla cucina e all’enogastronomia e ai piani quarto e quinto ci sarà, infine, una mostra permanente dedicata alle opere dell’architetto Luigi Moretti. Significativo anche il contesto visto che a pochi passi c’è il Cinema Nuovo Sacher di Nanni Moretti, la nuova sede del Cinema America finalmente non occupata e regolarmente assegnata e la nuovissima location per mostre di cassetta del Palazzo degli Esami. Un autentico distretto culturale in piena regola. A due passi, per di più, dalla nuova zona in crescita delle gallerie d’arte contemporanea.

LA MOSTRA INAUGURALE

La prima mostra di WeGil è dedicata ad uno dei fotografi più noti al grande pubblico, l’americano Steve McCurry (Darby, Pennsylvania, 1950). La mostra racconta l’ultimo progetto fotografico di McCurry dedicato appunto all’atto della lettura attraverso 40 immagini di lettori diversi per età, estrazione sociale, cultura, colti coerentemente con il lavoro dell’artista in giro per il mondo. Eppure è una mostra anomala rispetto all’universo del fotografo americano perché per la prima volta l’immagine va oltre il ritratto per soffermarsi sul rapporto tra uomo e parola scritta. Con uno sguardo naturalmente già sul futuro. “I progetti sono molti, tutti di alto valore, e verranno presentati mano mano che si concretizzano“, conclude Ruberti, “Intanto rileviamo il grosso successo e il forte interesse su quello che WeGil sta proponendo: mi riferisco alla straordinaria mostra “Leggere” di Steve McCurry, ma anche al ricco calendario di eventi gratuiti che sta animando il complesso, come ad esempio: “La ribellione della bellezza”, Lectio magistralis di Gianrico Carofiglio, in programma giovedì  14 dicembre, alle 18,30; le attività di nufactory, realizzate nell’ambito della rassegna culturale WE ARE; o, sabato 16, alle 21, la presentazione di “Non fate come me”, il primo romanzo di Massimiliano Bruno, sceneggiatore, regista, attore e oggi anche scrittore, in un evento unico, accompagnato dal ritmo folk-rock de L’Orchestraccia. Tutto ciò sta facendo di WeGil, pure in virtù della risposta del pubblico, un polo culturale di riferimento per la città, e non solo, che è poi l’obiettivo che ci siamo posti, con la Regione Lazio, quando abbiamo cominciato a parlare della riapertura dell’immobile“.

– Mariacristina Ferraioli

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Mariacristina Ferraioli
Mariacristina Ferraioli è giornalista, curatrice e critico d’arte. Dopo la laurea in Lettere Moderne con indirizzo Storia dell’Arte, si è trasferita a Parigi per seguire corsi di letteratura, filosofia e storia dell’arte presso la Sorbonne (Paris I e Paris 3). Ha conseguito il Master in Organizzazione e Comunicazione delle Arti Visive presso l’Accademia di Belle Arti di Brera. Ha vinto la Residenza per Curatori della Dena Foundation for Contemporary Art presso il Centre International d’Accueil et d’Echanges des Récollets di Parigi. Ha lavorato al Centre Pompidou collaborando alla realizzazione della mostra “Traces du Sacré” e ha pubblicato un testo critico sul catalogo della mostra. Ha coordinato l’ufficio Master dell’Accademia di Belle Arti di Brera e ha curato mostre sia in Italia che all’estero. Redattrice di Artribune, collabora stabilmente con Cosmopolitan Italia e Icon Design. Sta conseguendo un dottorato in Comunicazione e mercati: Economia, Marketing e Creatività presso l’Università Iulm di Milano ed è docente a contratto presso diverse istituzioni tra cui l’Accademia di Belle Arti di Brera.