Due mostre. Anzi una, ma con il titolo modificato. Sgarbi è tornato in azione e ora si prepara ad assumere il ruolo di Assessore alla cultura nel Parlamento del neo eletto Presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci.

A Napoli la mostra si chiamava Da Giotto a Morandi. I tesori nascosti. A Catania Da Giotto a de Chirico. I tesori nascosti. Noi abbiamo visto quella di Catania. Di Giotto ce n’è 1, di de Chirico 1. Però ci sono 1 Gnoli, 1 De Pisis, 1 Guttuso e 1 Ligabue. Che c’azzeccano con tutto il resto non lo sapremo mai: sfugge il ragionamento fatto sulla scelta delle opere esposte.
Perché il corpus della mostra riflette quelle che sono le due vere passioni di Vittorio Sgarbi. Il figurativo, in particolare quello dei secoli che vanno dal XVI al XIX. E le carni femminili. Si tratta per la maggior parte di opere di pittori minori e in piccolissima parte di opere minori di grandi pittori. 1 Caravaggio, 1 Cagnacci, 1 Ribera…. Sgarbi non ha mai fatto mistero di ritenersi un inguaribile seduttore e le sue scelte anche qui lo confermano: un tripudio di Sante Caterine in estasi, Sibille, Maddalene e persino un balletto rosa che prova a tentare un disgraziatissimo San Gerolamo penitente.

Da Giotto a de Chirico. I tesori nascosti. Installation view at Castello Ursino, Catania 2017
Da Giotto a de Chirico. I tesori nascosti. Installation view at Castello Ursino, Catania 2017

UN ALLESTIMENTO DA RIFARE

Ma non è finita. L’allestimento della mostra ora al Castello Ursino è davvero imbarazzante.  Anche se qui forse non è giusto buttare la croce sul curatore. Al piano terra c’è un allestimento: arrangiato in qualche modo, ma c’è. Nei due piani superiori le opere sono appese a pannelli nudi trattenuti al soffitto da nude catenelle, con didascalie battute al computer all’ultimo minuto. Capita: in tutte le mostre qualcosa può cambiare anche all’ultimo momento. Qui però a distanza di oltre un mese dall’apertura non sono state sostituite, piuttosto si stanno scollando. Il video di presentazione della mostra?  C’è, però si proietta quello realizzato in occasione della mostra di Napoli con vedute classiche sul Golfo e sul Vesuvio. E l’Etna? È parente e poi Sgarbi avrà pensato che è situato nello stesso Regno…

Mattia Preti, Il ritorno del figliol prodigo, 1640-45. Collezione privata
Mattia Preti, Il ritorno del figliol prodigo, 1640-45. Collezione privata

I DUBBI

Per la Sicilia però il turismo è una delle principali risorse. È questo il modo di accogliere chi viene a visitare uno dei monumenti più importanti della sua costa orientale?
Un’ultima legittima domanda è lecita: da dove provengono questi tesori nascosti?  Alcuni dalla Collezione Cavallini-Sgarbi altri da privati sotto probabile tutela sgarbiana. Si sa: far girare un pezzo, qualunque esso sia, in mostre di un certo rilievo conferisce allo stesso un valore di mercato crescente. Ecco, qui un ragionamento deve essere stato fatto.
Se queste sono le premesse, quando Sgarbi verrà confermato Assessore al Parlamento Siciliano, ne vedremo davvero delle belle…

Aldo Premoli

Evento correlato
Nome eventoI Tesori nascosti. Da Giotto a de Chirico
Vernissage26/10/2017
Duratadal 26/10/2017 al 30/09/2018
AutoriGiorgio De Chirico, Giotto
CuratoreVittorio Sgarbi
Generiarte antica, arte moderna
Spazio espositivoCASTELLO URSINO - MUSEO CIVICO
IndirizzoPiazza Federico Di Svevia - Catania - Sicilia
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Aldo Premoli
Milanese di nascita, vive a Noto e Cernobbio. E poi New York e Washington, dove lavorano i suoi figli. Tra il 1989 e il 2000 dirige periodici specializzati nel settore tessile abbigliamento come “L’Uomo Vogue”. Nel 2001 fonda Apstudio e fornisce consulenze ad aziende e associazioni industriali italiane e straniere. Nel 2013 e 2014 dirige “Tar magazine”, rivista di arte, scienza ed etica. Blogger di “Huffington Post”. Direttore della piattaforma super local “SudStyle.it”; senior curator di San Sebastiano Contemporary a Palazzolo Acreide; a Catania ha fondato l’onlus Mediterraneo Sicilia Europa, che si occupa di integrazione scolastica di minori in difficoltà. Dal 2020 visiting professor presso l’Accademia di Belle Arti di Brera.

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