Il mare delle Egadi pieno di plastica. Ma è un’installazione di Pablo Dilet per sensibilizzare

È nata per sensibilizzare l’opinione pubblica ai problemi ambientali, Plastic, opera site-specific dell’artista palermitano Pablo Dilet, in tour per tutta l’estate nella natura incontaminata delle isole Egadi

Pablo Dilet, Plastic, Isole Egadi 2017
Pablo Dilet, Plastic, Isole Egadi 2017

15 luglio, Favignana. 13 agosto, Marettimo. 20 agosto, Levanzo. Questo il calendario del tour che Plastic, installazione ambientale site–specific promossa da Area Protetta Isole Egadi in collaborazione con il Comune di Favignana, compie attraverso l’arcipelago trapanese. L’opera è stata realizzata da Pablo Dilet (Palermo, 1980), pseudonimo del giornalista Dario La Rosa che per molti mesi ha lavorato a questo progetto, insieme a oltre cento bambini delle tre isole. Un’esperienza umana condivisa oltre che un’azione artistica a cielo aperto che equivale ad una lezione di sostenibilità ambientale. Imparare facendo, insomma. Rendere consapevoli i bambini dei danni ambientali legati ad un uso sconsiderato della plastica e il suo mancato riciclo, con danni irreversibili alla flora e alla fauna marina.

LA COSTRUZIONE DELL’OPERA

Per alcune settimane Dilet, da sempre attento alle tematiche ambientali, soprattutto legate alla sua Sicilia, ha letteralmente ripulito il mare dalla plastica con l’aiuto di un folto gruppo di volontari. Da qui la scelta di creare una installazione che potesse fisicamente ingabbiare la stessa stessa plastica che inquina il nostro mare. Lettere di metallo che compongono la scritta “Plastic” sono state riempite proprio con la plastica raccolta dal mare per accendere i riflettori su una tematica ambientale di altissima importanza, che unisce sensibilizzazione e azione concreta. Insieme al suo “team” di giovanissimi collaboratori, Pablo Dilet ha raccolto chili di plastica colorata sulle spiagge delle isole Egadi e li ha ingabbiati, letteralmente. Come si trattasse di un monito e, al tempo stesso, un buon esempio di civiltà. Le casse metalliche hanno la forma di lettere maiuscole e sono sette: P–L–A–S–T–I–C. Contengono pure i tappi che i bambini hanno portato da casa a formare un patchwork di tessere di fattura industriale. Come a dire che non è l’opera di uno, Pablo Dilet, ma l’azione di tutti a poter cambiare il mondo in cui viviamo.

I DANNI AMBIENTALI

La plastica sta diventando l’elemento più presente negli oceani”, dichiara Stefano Donati, direttore dell’AMAP, “poiché forma isole galleggianti, ricopre spiagge, si deposita sui fondali, entra nella catena alimentare, ingabbia e uccide migliaia di organismi. Solo una corretta gestione dei rifiuti a terra, la riduzione degli imballaggi e del ricorso ai materiali plastici, a livello mondiale, ci consentirà di fermare questa metamorfosi, letale, dei nostri mari”.

 

Giusi Affronti

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Giusi Affronti
Giusi Affronti (Palermo, 1985) è storico dell’arte e curatore; vive a Milano e Palermo e lavora nella ricerca su linguaggi e fenomenologie della cultura visiva contemporanea. Si laurea a Palermo e, poi, trascorre due anni tra Milano e Roma per un master in Museologia, Museografia e Gestione dei Beni Culturali, dove impara a sperimentare pratiche di project management e strategie di comunicazione, marketing e fundraising applicate alla cultura. Dal 2011 si occupa di progettazione e curatela di arte contemporanea presso musei, fondazioni, gallerie e spazi indipendenti; ha collaborato con RISO. Museo d’Arte Contemporanea della Sicilia (Palermo), Farm Cultural Park (Favara), Fondazione VOLUME! (Roma), Nuvole, Galleria X3, neu [nòi] - spazio al lavoro (Palermo). Ha pubblicato saggi e testi in cataloghi e pubblicazioni indipendenti. Oggi è redattore per le testate Artribune e Q Code Magazine, dove è autore di un blog di critica d’arte narrativa, “So Contemporary!”. Di un’isola (panama sulla testa e sandali ai piedi) ha sempre necessità, ché - come scrive Gesualdo Bufalino – “l’insularità, voglio dire, non è una segregazione solo geografica, ma se ne porta dietro altre: della provincia, della famiglia, della stanza, del proprio cuore”.