Alla Tate di Londra. La serie House of Parliament di Monet riunita per la prima volta in mostra

Per la prima volta nella storia sei tele di Monet della serie Houses of Parliament saranno esposte nella capitale inglese durante la mostra The EY Exhibition: Impressionists in London del prossimo autunno alla Tate Britain. E come sempre, quando si tratta degli impressionisti, già si prevede il boom di visitatori…

Claude Monet, Houses of Parliament, 1903
Claude Monet, Houses of Parliament, 1903

Nel 1870, allo scoppio della guerra franco-prussiana, un gruppo di artisti, tra cui Claude Monet e Camille Pissarro, lasciò una Parigi ormai incandescente per stabilirsi a Londra. Nella città inglese era approdato anche il mercante Durand-Ruel che arrivò a Londra portando con sé decine di opere d’arte con cui diede vita a una galleria in New Bond Street. Qui entrò in contatto con il gruppo di artisti esiliati ed iniziò a comprare le loro opere per mostrarle nella sua galleria. Pare che Durand-Ruel arrivò ad acquistarne più di 12.000 in 30 anni di attività. Quello che è certo è che l’incontro tra Durand-Ruel e gli artisti impressionisti fu fondamentale per la vita del movimento più amato e conosciuto della storia dell’arte. E Londra ne fu teatro perfetto.

LA MOSTRA ALLA TATE

Questo autunno la Tate Britain riunirà oltre 100 belle opere di Monet, Tissot, Pissarro, Derain, Rodin ed altri nella prima ampia retrospettiva che si sofferma sulle vicende di quel periodo. Dopo la mostra Discovering the Impressionists: Paul Durand-Ruel and the New Painting al Philadelphia Museum of Art del 2015 che sondava l’importanza del legame tra Durand-Ruel e gli impressionisti, The EY Exhibition: Impressionists in London, questo è il titolo della mostra della Tate, racconta, invece, il rapporto tra gli artisti francesi e la città di Londra attraverso le opere realizzate dagli impressionisti negli anni trascorsi in Inghilterra. Un omaggio in primis alla città, con il suo stile di vita così diverso dalla scintillante Parigi dei caffè letterari, che seppe accogliere gli esiliati e che contribuì a costruire il loro successo planetario. Successo che centinaia di mostre hanno celebrato e raccontato ma che non smette di conquistare il grande pubblico.

UN EVENTO STORICO

Una mostra che, neanche a dirlo, farà incetta di visitatori, come sempre quando si tratta degli impressionisti, ma c’è un dato interessante in più. Per la prima volta nella mostra alla Tate saranno esposte sei tele della serie Houses of Parliament, dipinte da Claude Monet dall’autunno 1899 al 1901. Dato importante se si considera che nessuna delle sei tele proviene dalle collezioni inglesi, ma arrivano da Chicago, New York, Le Havre, Parigi e Krefeld in Germania e non sono mai state esposte insieme prima.
Tutte le tele mostrano lo stesso soggetto, il Palazzo di Westminster, sede del Parlamento inglese, visto dalla stessa identica angolazione, probabilmente la finestra della casa londinese di Monet o una terrazza all’ospedale di St.Thomas che si affaccia sul Tamigi. Così come aveva già fatto con i precedenti cicli dedicati alla cattedrale di Rouen, l’artista osservò con sistematicità le variazioni atmosferiche che mutavano completamente il paesaggio. Dalla luce assoluta alla pioggia fitta, dalla nebbia alla foschia, Monet sapeva tramutare le minime variazioni atmosferiche in tocchi purissimi di energia, rendendo nel pieno delle rivoluzioni sociali, culturali e tecnologiche, la pittura en plein air un rituale necessario e assoluto.

– Mariacristina Ferraioli

The EY Exhibition: Impressionists in London
2 novembre 2017 – 7 maggio 2018
Tate Britain
Millbank London
SW1P 4RG
http://www.tate.org.uk

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Mariacristina Ferraioli
Mariacristina Ferraioli è giornalista, curatrice e critico d’arte. Dopo la laurea in Lettere Moderne con indirizzo Storia dell’Arte, si è trasferita a Parigi per seguire corsi di letteratura, filosofia e storia dell’arte presso la Sorbonne (Paris I e Paris 3). Ha conseguito il Master in Organizzazione e Comunicazione delle Arti Visive presso l’Accademia di Belle Arti di Brera. Ha vinto la Residenza per Curatori della Dena Foundation for Contemporary Art presso il Centre International d’Accueil et d’Echanges des Récollets di Parigi. Ha lavorato al Centre Pompidou collaborando alla realizzazione della mostra “Traces du Sacré” e ha pubblicato un testo critico sul catalogo della mostra. Ha coordinato l’ufficio Master dell’Accademia di Belle Arti di Brera e ha curato mostre sia in Italia che all’estero. Redattrice di Artribune, collabora stabilmente con Cosmopolitan Italia e Icon Design. Sta conseguendo un dottorato in Comunicazione e mercati: Economia, Marketing e Creatività presso l’Università Iulm di Milano ed è docente a contratto presso diverse istituzioni tra cui l’Accademia di Belle Arti di Brera.