Le prime dichiarazione di Tobia Bezzola direttore del Masi di Lugano: ecco come sarà il suo museo

A pochi giorni dall’annuncio della nomina di Bezzola alla guida del Masi di Lugano, abbiamo incontrato il neo direttore per farci raccontare aspettative e progetti futuri.

Il Lac di Lugano
Il Lac di Lugano

Punto tutto sulla qualità delle mostre e sulla rete di relazioni internazionali che ho costruito in trent’anni di carriera”. Sono queste le prime parole, affidate ad Artribune, di Tobia Bezzola (Berna, 1961), fresco di nomina alla direzione del Masi di Lugano al posto di Marco Franciolli (Bellinzona, 1956), il direttore uscente. Bezzola è stato scelto all’unanimità dal Consiglio di Fondazione del Museo d’arte della Svizzera italiana che ha deciso di puntare tutto su un direttore con alle spalle una lunga carriera internazionale.

PUNTARE SULL’INTERNAZIONALIZZAZIONE DEL MUSEO

Inserire il museo all’interno dello scacchiere delle istituzioni internazionali è il primo obiettivo da perseguire per il nuovo Masi targato Bezzola, che entrerà effettivamente in carica il 1 gennaio 2018. “Il Masi, nato dalla fusione del Museo Cantonale e del Museo d’Arte di Lugano”, ci racconta Tobia Bezzola, “ha delle grandi potenzialità, ma è ancora un museo troppo poco conosciuto soprattutto al di fuori dei confini territoriali. Il programma per il Masi punta in primis su questo: voglio che il museo tra cinque anni sia una realtà riconosciuta e rispettata in Europa”. 

LE COLLABORAZIONI CON LE ALTRE ISTITUZIONI

E su come realizzare il suo progetto manageriale, Bezzola sembra avere già le idee chiare. “Ho intenzione di far crescere il Masi”, continua il neo direttore, “puntando sulla rete di relazioni e di contatti che ho costruito in tanti anni di carriera. Sono, infatti, profondamente convinto che la collaborazione sia la strada da percorrere per garantire fama e sostegno al museo. Prima di tutto le collaborazioni con artisti e collezionisti, ma anche con le altre istituzioni museali. Questo garantirà al Masi la possibilità di elaborare progetti di ampio respiro altrimenti irrealizzabili”. E guarda caso proprio da una collaborazione tra il Masi, diretto da Franciolli e Folkwang Museum di Essen, museo da cui proviene Bezzola, nasce la prima mostra del 2018 per l’istituzione svizzera, quasi a segnare un passaggio di consegna tra i due direttori. “Sono molto felice che la prima mostra ospitata dal Masi nel 2018, sia la mostra del fotografo svizzero Balthasar Burkhard, nata da una cooperazione internazionale tra varie istituzioni tra cui il Folkwang Museum di Essen e il Museo Cantonale della Svizzera Italiana. È stato il direttore Franciolli a voler portare la mostra, che inaugurerà ad Essen il prossimo 20 ottobre, a Lugano ed io non posso che gioirne”

LA PLURIDISCIPLINARIETÀ COME PUNTO DI FORZA

Se già tutto è stabilito per la prima mostra del 2018, Bezzola preferisce mantenere ancora il riserbo sul suo programma culturale. “Quello che posso dire”, prosegue Tobia Bezzola, “che il mio programma non punterà solo sull’arte contemporanea ma sarà pluridisciplinare, quindi indirizzato anche al teatro, alla musica, alla danza non solo alle arti visive. Grande aiuto, in questo senso, arriva dagli spazi del nuovo LAC, un museo naturalmente votato alla multidisciplinarità grazie al teatro interno e a grandi spazi condivisi”.

– Mariacristina Ferraioli

Museo d’arte della Svizzera italiana
Lugano LAC Lugano Arte e Cultura
Piazza Bernardino Luini 6 CH – 6901 Lugano
http://www.masilugano.ch/

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Mariacristina Ferraioli
Mariacristina Ferraioli è giornalista, curatrice e critico d’arte. Dopo la laurea in Lettere Moderne con indirizzo Storia dell’Arte, si è trasferita a Parigi per seguire corsi di letteratura, filosofia e storia dell’arte presso la Sorbonne (Paris I e Paris 3). Ha conseguito il Master in Organizzazione e Comunicazione delle Arti Visive presso l’Accademia di Belle Arti di Brera. Ha vinto la Residenza per Curatori della Dena Foundation for Contemporary Art presso il Centre International d’Accueil et d’Echanges des Récollets di Parigi. Ha lavorato al Centre Pompidou collaborando alla realizzazione della mostra “Traces du Sacré” e ha pubblicato un testo critico sul catalogo della mostra. Ha coordinato l’ufficio Master dell’Accademia di Belle Arti di Brera e ha curato mostre sia in Italia che all’estero. Redattrice di Artribune, collabora stabilmente con Cosmopolitan Italia, Marie Claire Maison, Le Quotidien de l'Art. Ha conseguito un dottorato in Comunicazione e mercati: Economia, Marketing e Creatività presso l’Università Iulm di Milano, è docente a contratto presso diverse istituzioni e fa parte del team curatoriale di ArtLine, progetto d’arte pubblica del Comune di Milano nel parco di CityLife.