Nasce a Ravenna il Progetto Malagola, una scuola per la voce e il suono

Esiste a Ravenna un luogo particolare: una scuola di vocalità ma anche un centro destinato allo studio e alla “conservazione” della voce e del suono. È Malagola, palazzo storico nel centro della città romagnola che il Teatro delle Albe ha trasformato in spazio di formazione e ricerca

Scuola Malagola facciata interna @Enrico Fedrigoli
Scuola Malagola facciata interna @Enrico Fedrigoli

“La Scuola di Vocalità è il luogo in cui si pratica una disciplina gioiosa ed esigentissima attraverso l’avventura della propria voce e del proprio corpo, dove la voce ‘è’ il corpo, dove ognuno è pianeta sonoro e radice della sostanza, che prenderà forma nel tempo che ci daremo”: così esordisce il primo dei nove “articoli” che compongono il Piccolo manifesto scuola di vocalità redatto da Ermanna Montanari, ideatrice e direttrice di Malagola, Scuola di vocalità e Centro studi sulla voce che ha iniziato le proprie attività nella seconda metà di ottobre 2021.

MALAGOLA A RAVENNA. LA SCUOLA SULLA VOCE E IL SUONO

L’attrice del Teatro delle Albe – affiancata alla vice-direzione da Enrico Pitozzi, docente dell’Università di Bologna con il quale da tempo riflette proprio sui temi della voce e del suono – mira a plasmare una scuola che, accanto all’alta formazione professionale, sappia essere opportunità di più profonda conoscenza di sé, in virtù non tanto delle nozioni e delle tecniche apprese quanto – soprattutto – dell’incontro, con i docenti, i compagni e la comunità cittadina. Ecco, dunque, che i successivi punti del Piccolo manifesto parlano di “scuola come silenzio, il fragoroso silenzio” ossimoro, quest’ultimo, quanto mai evocativamente ficcante; ma anche di “scuola come luogo in cui affrontare la parete nord della voce” e pure come “luogo dell’altro”.

MALAGOLA A RAVENNA. SPERIMENTAZIONE E CONSERVAZIONE DELLA MEMORIA

Nel settecentesco palazzo Malagola – offerto dal Comune di Ravenna, sostenitore dell’omonimo progetto, insieme a Regione Emilia-Romagna e Ministero della Cultura, cui si aggiungono vari partner, nazionali e internazionali – il Teatro delle Albe ha iniziato da qualche mese a realizzare il proprio piano che, insieme alla Scuola, prevede la costruzione tanto dell’archivio della compagnia quanto di “archivi sonori”. Una mappa tracciata sulla parete all’ingresso dell’edificio dall’artista Stefano Ricci – autore anche di vari “segni” su muri e soffitti – permette di comprendere quale sarà la definitiva fisionomia di Malagola: archivi d’arte e archivi audiovisivi; stanza della teoria e stanza delle pratiche – quest’ultima già attrezzata con particolarissimi pannelli fonoassorbenti -; stanza immersiva e stanza del ristoro; stanza riunioni e stanza di lettura; e, ancora, varie stanze della meditazione, quasi celle monacali destinate alla riflessione e al lavoro individuale dei partecipanti al corso. E, ancora, un inaspettato sottotetto raccolto attorno alla struttura della sottostante volta, cui fa da luminoso contraltare un curato e intimo giardino interno. Uno spazio composito, dunque, e, nondimeno, fisico correlativo dell’idea da cui il progetto Malagola è germinato, ovvero la necessità viva di dedicare alla vocalità un luogo in cui far dialogare passato e presente, teoria e pratica, tradizione e sperimentazione.

MALAGOLA, UNA SCUOLA UNICA IN ITALIA

Cuore di Malagola è la Scuola di vocalità, un corso annuale gratuito cui sono stati ammessi 15 partecipanti, scelti fra le ben 131 candidature arrivate da parte di attori, musicisti, cantanti ma anche speaker, cui è offerta una formazione a tutto tondo: i cinque moduli previsti, infatti, vanno da Lineamenti di estetica della scena contemporanea – fra i docenti, oltre a Pitozzi, Piersandra Di Matteo, Valentina Valentini, Bonnie Marranca –, a Pratiche di creazione vocale – con Montanari e poi Mariangela Gualtieri, Meredith Monk, Chiara Guidi, Roberto Latini; da Pratiche di creazione sonora – con Luigi Ceccarelli, Francesco Giomi, Moni Ovadia –, a Lineamenti di fisiologia della voce, con il medico foniatra Franco Fussi; fino alla trattazione degli Aspetti progettuali ed economici, con lezioni curate da Patrizia Cuoco e da Silvia Pagliano, curatrice dell’organizzazione del Teatro delle Albe e direttrice organizzativa del progetto Malagola stesso. Un piano di studi e un corpus di docenti composito e attento ad approfondire i policromi lati del prisma voce-suono; un corso di studi tutt’altro che convenzionale – e, d’altronde, pur in un altro campo, il Teatro delle Albe con Marco Martinelli non ha forse ideato la “non-scuola”? – che si propone di essere come “il seme glorioso che si nasconde sottoterra e nella notte germoglia”. Un auspicio apparentemente utopico che è diventato appassionata e fattiva realtà.

– Laura Bevione 

www.teatrodellealbe.com
www.ravennateatro.com

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Laura Bevione
Laura Bevione è dottore di ricerca in Storia dello Spettacolo. Insegnante di Lettere e giornalista pubblicista, è da molti anni critico teatrale. Ha progettato e condotto incontri di formazione teatrale rivolti al pubblico. Ha curato il volume “Una storia. Dal festival Teatro Europeo al festival Teatro a Corte” (Titivillus, 2011); le monografie “Interior Sites Project. Il teatro di Cuocolo/Bosetti. IRAA Theatre” (Titivillus, 2017) e “Nelle case, nelle fabbriche, in scena. Il Teatro fatto a mano di Mariella Fabbris” (CUE Press, 2019); la raccolta dei testi dell’attore Stefano Braschi, “Ingarbujè. Matassa organizzata di pensieri tra vita e sogni” (Robin, 2021).