Cinque progetti di arte e teatro delivery tra l’Italia e la Danimarca

Dall’art leasing all’opera consegnata dentro al cartone della pizza, dalle attività per bambini ai tour attraverso l’Europa. L’arte e il teatro viaggiano su nuove pratiche sperimentali in tempo di lockdown: ecco alcuni progetti e come partecipare.

Dopo l’articolo che raccontava del progetto milanese Teatro Delivery dedichiamo uno spazio ad altre realtà che hanno sviluppato, in questi mesi di chiusura forzata per musei e teatri, iniziative e pratiche per sperimentare modalità di fruizione alternative e cercare un nuovo contatto con il pubblico. Progetti che non solo portano il teatro nei cortili e sulle scale dei condomini, ma anche l’arte nelle case, tramite corriere, via web o attraverso nuove forme di “art leasing”. Dall’Italia alla Danimarca, si tratta di gruppi e collettivi di artisti e attori che hanno iniziato questo tipo di percorso già da prima della pandemia, rafforzandone però la pratica durante gli ultimi mesi. Tutti hanno in comune una finalità sociale oltre che culturale, che si avvalora soprattutto durante questo periodo caratterizzato dall’assenza, o quasi, di relazioni e contatto umano.

-Giulia Ronchi

1. PESO SPECIFICO – TEATRO EXPRESS, MODENA

Peso Specifico

Si chiama Teatro Express – Monologhi sul pianerottolo il progetto della compagnia modenese Peso Specifico, composta da Alessandra Amerio, Santo Marino e Roberta Spaventa, specializzata in nuova drammaturgia, formazione e progetti sociali. L’iniziativa offre la possibilità di commissionare agli attori una piccola performance teatrale che si svolge sul pianerottolo o nel giardino (come si faceva un tempo con le serenate) in cambio di una donazione. Tra le proposte ci sono “Monologo d’amore da dedicare a lei”, “Monologo d’amore da dedicare a lui”, “Monologo brillante per l’amica”, “Monologo per tutti sulla libertà e la follia”, oppure si può suggerire un brano a proprio piacimento. “Teatro Express è iniziato l’8 dicembre, per portare il Teatro in presenza e mantenere viva la relazione (attraverso monologhi a domicilio, recitati sui pianerottoli) ma ancora non sapevamo come avrebbe toccato la vita di chi lo riceveva e la nostra”, spiegano i componenti di Peso Specifico. “Siamo sempre stati un teatro di comunità, se pur la stessa definizione potrebbe rendere sterile e puro contenitore ciò che per noi è una vera e proprio missione, declinata negli anni attraverso le varie pieghe che ha preso il nostro percorso teatrale di compagnia”. Maggiori info e dettagli sui siti www.pesospecificoteatro.org e www.teatroexpress.it.

2. COLLETTIVO PIANO A – DELIVERARTE, MILANO

Il progetto del collettivo Piano A è nato durante il primo lockdown sotto forma di app per smartphone e si è sviluppato come un delivery nei mesi successivi, prendendo poi il nome di Deliverarte. Per dare il via all’iniziativa è stato creato un bando per artisti che hanno partecipato con opere realizzate con qualsiasi tecnica nelle misure di 29×29 cm. I lavori sono stati caricati poi su una piattaforma online di e-commerce dove – come per un autentico food delivery – era possibile ordinarli e riceverli direttamente a casa propria. Le consegne sono state poi effettuate da parte del collettivo nelle vesti di “Rider di Piano A” per l’intera aera metropolitana di Milano. “La performance voleva essere una nuova opportunità di incontro tra artisti e spettatori, aprire dialoghi e creare una connessione tangibile che in questi mesi stava venendo meno”, spiegano Alvise Decastello e Francesco Perrini di Piano A. “L’esibizione voleva concentrare l’attenzione sulla potenza mediatica generata dalla controversa figura del fattorino ed andare a proporre una nuova versione di rider/artista nell’inventiva, affinché non si pensi che l’arte possa essere fruibile solamente in un luogo materiale, ma che possa arrivare in casa ed interagire creando relazioni concrete tra le persone”. È possibile vedere la documentazione dell’azione e avere più info sulle pagine Facebook e Instagram: @collettivopianoa.

3. DEDA PROJECT – RAVENNA (OPEN CALL)

DEDA Project

Nato a Ravenna a ottobre 2019, si tratta non solo di un circuito di art delivery, ma anche di “art leasing”. DEDA PROJECT, ideato dal curatore Filippo e da Linda Ricci (insegnante di danza e organizzatrice in ambito culturale), si prefigge l’obiettivo di avvicinare un nuovo pubblico e sperimentare diverse forme di fruizione dell’arte anche in ambito privato. Le opere sono state quindi esposte una volta al mese per un intero anno nelle case degli Ospitanti, dando prestigio, ispirando e fornendo un’occasione per organizzare momenti di incontro con artisti, collezionisti e interessati. Nell’arco di questo tempo, gli aderenti hanno avuto nelle proprie case eventi quali concerti, visite guidate e performances ma anche proiezioni video e video-call con gli artisti stranieri. La prima edizione è terminata a novembre 2020 e ora sono aperte le iscrizioni per la seconda, la cui scadenza è fissata per il 28 febbraio 2021. È possibile candidarsi come Artista, Ospitante o Sostenitore. Per maggiori info: [email protected] oppure su FB e IG: @dedaproject

4. DITTA GIOCO FIABA, MILANO

L’attività della Ditta Gioco Fiaba, basata soprattutto sull’animazione teatralesi svolgeva in epoca pre pandemica principalmente nelle scuole e nelle biblioteche, rivolgendosi a bambini e ragazzi e in collaborazione con Istituti Scientifici per progetti di divulgazione e pedagogici. Negli ultimi mesi la compagnia – nata a Milano nel 1993 dal lavoro di Luca Ciancia e Luna Pizzo, illustratori per bambini – ha dovuto trasferire gran parte delle sue attività su web, tramite tutorial e webinar, adattandosi agli impedimenti dati dalle restrizioni anti Covid. Sono state realizzate le video fiabe per diverse biblioteche del territorio, tutorial teatrali per la rete Artepassante, il Calendario dell’Avvento di YesMilano e gli spettacoli in diretta web per vari Comuni; un ciclo di eventi in presenza è stato invece AFFACCIATI ALLA FINESTRA AMORE MIO!, una versione ironica della tragedia di Romeo e Giulietta ai tempi del coronavirus pensato per andare in scena nei cortili condominiali “ribaltando le carte” ossia mettendo Giulietta in cortile e gli spettatori sul balcone. È ora in preparazione il gioco online di Carnevale dal titolo I LOVE DANTE: un Carnevale d’amore nell’Inferno del web. Maggiori informazioni al sito www.dittagiocofiaba.com o scrivendo all’indirizzo [email protected].

5. DOO PERFORMING ARTS GROUP, DANIMARCA

Dal 2016 è attivo nei comuni dello Jutland, in Danimarca, il DOO performing arts group, formato dall’artista italiano Giuseppe L. Bonifati alias “Jeppe”, dalla ungherese Linda Sugataghy e dall’attore spagnolo Alberto Martinez Guinaldo. I tre hanno fondato il KUNSTPARTIET – “Il Partito per l´Arte”, progetto di performance e arte partecipata che ha coinvolto in più occasioni la comunità danese. L’ultimo progetto si chiama EUmergency: Artbulance on the road (2021) e prende spunto dalla difficile situazione creatasi in seguito alla pandemia. Una “Artbulanza”, ovvero un veicolo artistico e itinerante, un “pronto soccorso culturale” con cui gli artisti stanno preparando un tour che partirà dalla Danimarca meridionale e terminerà nell’Europa centrale per esportare anche in altri paesi performance e attività incentrate sui temi di democrazia, salute, arte e sostenibilità. Sotto i siti di riferimento per saperne di più.

KUNSTPARTIET.COM
DOOPAG.COM
DETFLYVENDETEATER.DK

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Giulia Ronchi
Giulia Ronchi è nata a Pesaro nel 1991. È laureata in Scienze dei Beni Culturali all’Università Cattolica di Milano e in Visual Cultures e Pratiche curatoriali presso l’Accademia di Brera. È stata tra i fondatori del gruppo curatoriale OUT44, organizzando mostre e workshop con artisti emergenti del panorama milanese. Ha curato il progetto Dissuasori Mobili, presso il festival di video arte “XXXFuoriFestival” di Pesaro. Ha collaborato con le riviste Exibart e Artslife, recensendo mostre e intervistando personalità di spicco dell’arte. Attualmente collabora con le testate femminili Elle, Elle Decor, Marie Claire e il maschile Esquire scrivendo di arte, cultura, lifestyle, femminismo e storie di donne. Cura la rubrica “Le curatrici donne più influenti nel mondo” per Marie Claire e “Storie d’amore nella storia dell’arte” per Elle.