La grande danza contemporanea al cinema. A Catania la rassegna The Risico Screening

Tre serate a ingresso libero per scoprire la danza riprodotta e mediata dalla video-camera, a partire dagli anni Novanta ad oggi

Smoke di Mats Ek (foto Bill Cooper)
Smoke di Mats Ek (foto Bill Cooper)

La danza contemporanea è un po’ come l’arte contemporanea. È difficile da decifrare di primo acchito, e necessita il più delle volte di strumenti di decodificazione, conoscenza storica e visione del futuro. Anche se ad avere un ruolo cruciale è sempre l’emozione spontanea, incontrollabile. Documentare la danza con “creazioni originali che utilizzano la coreografia come linguaggio cinematografico” ha assunto un valore sempre più importante, anche alla luce dei mutamenti che la videodanza ha avuto negli ultimi decenni. The Risico Screening, rassegna multischermo della danza in video – nata grazie al network R.I.Si.Co, che produce e promuove la danza per immagini – è un nuovo modello di diffusione pubblica delle produzioni video e filmiche di danza, passata, presente e futura. L’originale rassegna è di scena a Catania dal 5 al 7 gennaio presso Scenario Pubblico, Centro Coreografico Nazionale. Tre serate, a ingresso libero (dalle 18 alle 24) per scoprire la danza riprodotta e mediata dalla video-camera, a partire dagli anni Novanta ad oggi.

FRA RODIN E BAUDELAIRE

Tra le opere presentate: Smoke di Mats Ek, il film The Cost of Living dei DV8, una selezione delle migliori creazioni del contest La danza in 1 minuto a cura di COORPI delle edizioni 2011/15 e, in prima nazionale, il cortometraggio Nous n’attendrons plus les barbares di Alain El Sakhawi. Prima dell’inizio del festival, il 4 e 5 gennaio alle ore 21, sempre a Catania va in scena al Teatro Massimo Bellini I am Beautiful della Compagnia Zappalà Danza, con musiche originali di Puccio Castrogiovanni. Quarta tappa del progetto Transiti Humanitatis avviato nel 2014, da un’idea di Nello Calabrò e Roberto Zappalà con la coreografia e regia di Roberto Zappalà, lo spettacolo prende a prestito il titolo da una scultura dell’artista Auguste Rodin, a sua volta ispirata al primo verso di una poesia di Baudelaire. È una missione alla ricerca della bellezza che la danza vorrebbe raggiungere, attraverso i corpi che la abitano. Quella bellezza che non è mai definitiva, non è una risposta, ma un interrogativo.

Daniele Perra

4-5 gennaio 2017
I am Beautiful
Compagnia Zappalò Danza
Teatro Massimo Bellini – Catania
Botteghino: tel 095 7306135
– –
5-7 gennaio 2017
The Risico Screening
Centro Nazionale di Produzione della Danza Scenario Pubblico
Tel: 095 2503147
www.scenariopubblico.com

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Daniele Perra
Daniele Perra è giornalista, critico, curatore e consulente strategico per la comunicazione. Collabora con "ICON DESIGN", “GQ Italia”, “ULISSE, "SOLAR" ed è docente allo IED di Milano. È stato fondatore e condirettore di “unFLOP paper” e collaboratore di numerose testate tra cui “ArtReview” “Mousse”, "Harper's Bazaar art America Latina". È stato consulente strategico per la comunicazione della Fondazione Modena Arti Visive, Direttore Comunicazione del Centro Pecci di Prato, Strategic Advisor for Media and Communication alla Malmö Konsthall e Direttore della Comunicazione della Fondazione Thyssen-Bornemisza Art Contemporary. Ha fatto parte del team di selezionatori per alcuni premi tra cui il Premio FURLA e The Sovereign European Art Prize. Ha scritto testi per cataloghi e curato mostre tra cui: Shahryar Nashat in collaborazione con il Centro Pecci, Cantieri Culturali ex-Macelli, Prato (2003); Hans Schabus and the Very Pleasure (Laboratori del Teatro alla Scala di Milano, 2006). Ha pubblicato il volume "Impatto Digitale. Dall’immagine elaborata all’immagine partecipata: il computer nell’arte contemporanea", Baskerville, Bologna. Ha tenuto lecture alla NABA e un corso di Fenomenologia dell’arte contemporanea alla Scuola Politecnica di Design di Milano. È stato caporedattore di “tema celeste” (1999-2007), caporedattore di “KULT” (2007-2010), ha collaborato dal 2000 al 2006 a “Il Sole24ORE” (Domenicale) e all'inserto cultura Saturno de “Il Fatto Quotidiano” e ha collaborato con Artribune come editorialista e consulente.