La Ballad Opera di Vinicio Capossela che porta in scena l’urgenza di rimanere umani. La recensione 

“E Morte non avrà dominio”, ideata e interpretata da Vinicio Capossela insieme a Pierpaolo Capovilla, nasce dall'incontro tra l'opera radiofonica “Under Milk Wood” (“Sotto il bosco di latte”) di Dylan Thomas e la figura del dj torinese Renato Striglia. Il report

La primavera condivide con l’autunno la definizione popolare di mezza stagione, ma è anche la stagione in cui si sviluppa Under Milk Wood di Dylan Thomas. Questo radiodramma, ovvero testo concepito per la radio, pulsa costantemente nella Ballad Opera di Vinicio Capossela ed è forse per questa connessione simmetrica tra le stagioni di mezzo che E Morte non avrà dominio, è stata presentata all’inizio dell’autunno 2026 con la prima romana del 3 e 4 ottobre presso il Romaeuropa Festival. Il 24 dello stesso mese E Morte non avrà dominio è approdata a Catanzaro in occasione del Festival d’Autunno presso il Teatro Politeama per quella che è stata l’unica tappa calabrese e la seconda al Sud Italia dopo quella di Napoli. Una occasione che ha condotto gli spettatori ad imbattersi in una primavera letteraria, quella del Thomas di Under Milk Wood rielaborata, oltre che da Capossela, anche da Pierpaolo Capovilla (Il Teatro degli Orrori) e da tutta la squadra di artisti al seguito.

“E Morte non avrà dominio”: il report della serata

Sul palco del teatro si percepisce la presenza di due figure cruciali per la genesi ed elaborazione scenica di E Morte non avrà dominio: Dylan Thomas e Renato Striglia. Il radiodramma Under Milk Wood ha rappresentato per Striglia, Dj radiofonico ed amico di Vinicio Capossela, la fiamma di un desiderio: realizzarne una versione in italiano. Una volontà trainata dall’amore per il poeta gallese che il Dj torinese non ha avuto modo di vedere realizzata e per cui Capossela, grazie al collante lenitivo dell’arte, ha raccolto i cocci del progetto, realizzando Sotto il Bosco di Latte e rendendo omaggio all’amico Striglia e al poeta Thomas.

La storia del radiodramma “Under Milk Wood” (“Sotto il bosco di latte”) di Thomas

Definito poema per radio ad uso radiofonico e disponibile su Rai Play Sound, Sotto il Bosco di Latte è stato presentato lo scorso giugno in occasione della vigilia del Salone del Libro di Torino e vanta nella sua narrazione, tra le altre, le voci di Ornella Vanoni, Geppi Cucciari, Luciana Littizzetto e Paolo Rossi, quale narratore principale insieme a Capossela. Sotto il Bosco di Latte ripercorre 24 ore di vita primaverile del paesino ideale di LLareggub che letto al contrario significa “un bel niente” e, apparentemente, nulla sembra accadere nelle vicende dei personaggi.

La genesi di “E Morte non avrà dominio” di Capossela

Da questo “bel niente” è nato “un tutto”, orchestrato da Capossela, in cui sono fiorite canzoni e immagini che hanno amplificato il volume creativo del cantautore fino al concepimento di E Morte non avrà dominio. Lo spettacolo, per meglio dire la Ballad Opera, presenta al suo interno un intreccio di parole e musica in cui quindici canzoni inedite vengono spaginate sul palco in anteprima, per poi diventare materia di tutti con il disco Milk Wood Bar la cui uscita è prevista per il prossimo 22 gennaio 2027. La scena di E Morte non avrà dominio celebra la diversità, la pluralità e la comunità, quella stessa di Under Milk Wood, popolata da soggetti difformi e peculiari, ognuno con la sua fragilità che diventa una raffinatezza solo se non nascosta.

“E Morte non avrà dominio”: l’allestimento scenico

In un habitat contemporaneo che impone il trionfo quale suggello per una esistenza felice, a LLareggub si cambia paradigma e la normalità, nella sua innocenza, diventa porta di accesso a profonde consapevolezze, persino nel sogno di una notte muta e regale. Una vasca da bagno dal potere trasformativo è posta sul palco ed è abitata da un travolgente Pierpaolo Capovilla. La vasca, un uomo dentro, un’immagine che rievoca pittoricamente il rivoluzionario Marat, oppure un naufrago aggrappato ad una scialuppa di salvataggio, nel mare mosso della disumanità. E poi l’elogio della salvezza, con il riferimento all’arca di un Noè chiamato a tutelare la biodiversità dalle minacce terrene. L’acqua è un elemento che si percepisce vivo nello sviluppo scenico. Non solo nella vasca quale contenitore, ma anche nelle voci degli annegati che riemergono dai sogni di Capitan Gatto dell’opera di Thomas, e che si ripresentano in scena in un suono dominante fatto di parole, note e corpo.

“E Morte non avrà dominio”: la musica

E poi la musica, una partitura mista tra folk, filastrocche e dramma che si incastra come gemma preziosa in un anello coniato da più leghe: poesia, teatro, musica e attualità. L’attualità non manca e, sebbene sottile, si fa spazio tra i riferimenti e tra i personaggi di Under Milk Wood. Come quando dal palco si urla di far ordine e pulizia, due parole che dialogano, da un lato, con Mrs Ogmore-Pritchard, maniaca della pulizia che a Llareggub sottopone in sogno ai mariti defunti rigorosi riti di igiene domestica, dall’altro con la realtà, dove il medesimo vocabolario assume un senso inquietante in cui l’ordine si trasforma in sgombero di uno spazio sociale e la pulizia, invece, diventa strumento di omologazione del pensiero, come se un pensiero lindo ed ordinato dovesse essere piatto e uniforme. Il fallimento, poi, diventa una forma di disallineamento dal manifesto del successo scritto dalla società e si condensa nella consapevolezza che nel saper accogliere una sconfitta risiede il nocciolo della vittoria, per richiamare E.M. Cioran: Vi è qualcosa di più nobile che non riuscire nella vita?

E ancora la musica quale mosaico di frammenti struggenti in cui il presente riversa tutta la sua malvagità come avviene sulle note di Ai Cancelli dell’Eden un brano che rievoca scene atrocemente reali di bambini esplosi nel fuoco per una tanica d’acqua, morti per aver avuto la colpa di avere fame, per aver voluto difendere la loro innocenza chiedendo un pezzo di pane negato.

La Ballad Opera di Vinicio Capossela che porta in scena l’urgenza di rimanere umani. La recensione 
Vinicio Capossela e Pierpaolo Capovilla Foto Nicol Vizioli

“E Morte non avrà dominio”: i cantanti e i musicisti

A colorare questo arcobaleno sonoro, oltre a Capossela e Capovilla, ci sono i cantanti Elvis Zini, Leandra Bordone, Gaia Barco e i musicisti Alessandro Stefana, Vincenzo Vasi, Raffaele Tiseo e Riccardo Loda. La scenografia composta da tralicci, onde radio, strumenti cattura-segnali e persino un radio-piano è affidata a Giuliano Spinelli, mentre i costumi sono creazioni della Sartoria Teatro Due. E Morte non avrà dominio, non è solo una Ballad Opera, ma è un monito attuale, un ricordo vivo, una possibilità reale. Parafrasando un brano di Franco Battiato: la morte può avere dominio se le nostre anime continueranno a cercare mondi dove non esiste dolore, ma solo pace e amore? La morte fisica può avere dominio se l’arte riesce a tenere in vita un desiderio, trasformandolo in eredità per i posteri? L’idea di Renato Striglia danza allegramente nelle quasi due ore di spettacolo di Vinicio Capossela, fornendo energia a quella risposta già anticipata da Dylan Thomas nei suoi versi e che conducono a pensare che veramente la morte, in questi termini, non avrà dominio. Del resto: “siamo quello che lasciamo”.

Antonio Mirabelli

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Antonio Mirabelli

Antonio Mirabelli

Antonio Mirabelli si è laureato in giurisprudenza presso la Luiss Guido Carli di Roma e nello stesso ateneo ha frequentato la Scuola di Specializzazione per un biennio. Avvocato e appassionato di arte, matura esperienza nel campo del Wealth management come…

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