Morto Klaus Schulze, pioniere della musica elettronica tedesca e alfiere del krautrock

Si è spento a 74 anni il musicista elettronico tedesco Klaus Schulze. Fra i più importanti rappresentanti del genere krautrock, ha collaborato con la band dei Tangerine Dream e co-fondato gli storici Ash Ra Tempel

Klaus Schulze
Klaus Schulze

Fra le innumerevoli magie che la musica è in grado di compiere vi è sicuramente quella di far accedere a mondi interiori che portano l’ascoltatore a sentirsi tutt’uno con l’Universo: un compito importante che soltanto la concentrazione di veri giganti riesce a portare a termine. Gigante sì, perché Klaus Schulze non è stato altro che questo: uno sperimentatore geniale, nonché artigiano indiscusso della musica elettronica, fra i più importanti rappresentanti del genere krautrock.

Klaus Schulze
Klaus Schulze

LA SCOMPARSA DI KLAUS SCHULZE

Avvenuta lo scorso 26 Aprile a causa di una lunga e non meglio specificata malattia, la morte del celebre musicista tedesco è stata resa pubblica sui canali social del figlio Maximiliano Schulze: “Con profondo dolore dobbiamo informarvi che Klaus si è spento ieri, 26 aprile 2022, all’età di 74 anni dopo una lunga malattia”, e poi ancora, “ce ne sarebbero di cose da dire sulla persona e sull’artista, ma è probabile che lui avrebbe tagliato corto: ora basta! Come da sua volontà, l’ultimo addio sarà riservato alla ristretta cerchia famigliare. Sapete com’era fatto: per lui contava la musica, non la persona”. Per ricordare la grandezza di Klaus Schulze vi proponiamo la registrazione video di un’esibizione avvenuta nel 1977 per l’emittente radiotelevisiva tedesca WDR.

CHI ERA KLAUS SCHULZE

Nato a Berlino nel 1947, Klaus Schulze ha avuto la fortuna di poter assistere alla nascita di un’epoca sorprendente fatta di sperimentazioni genuine e progressi tecnologici. Un momento storico nel quale i sintetizzatori Moog iniziavano a farsi sempre più strada per portare la musica a un livello successivo. Polistrumentista attento e curioso, Schulze ha militato all’interno di numerose band divenute poi emblemi del cosiddetto krautrock (genere musicale che affonda le radici nella Germania degli anni ’70 e che ha dato vita a gruppi storici quali i Kraftwerk, Can, Neu!, Faust e Popol Vuh, giusto per citarne alcuni). Fondamentale è stato infatti il suo apporto nel primissimo album dei Tangerine DreamElectronic Meditation del 1970, e negli Ash Ra Tempel, con i quali ha inciso l’omonimo disco del 1971 e Join Inn, del 1975. Avviata una carriera da solista nel 1972 – con l’incredibile Irrlicht – il compositore tedesco è stato nel corso del tempo in grado di districarsi fra cavi, organi e macchine elettroniche per lasciare un’eredità musicale che consta in più di trenta opere discografiche, se si contano anche quelle firmate con lo pseudonimo Richard Wahnfried. Oltre al sopracitato disco d’esordio, tra i suoi lavori più significativi ricordiamo il fantascientifico Cyborg (1973), Blackdance (1974), Timewind (opera del ’75 dedicata a Richard Wagner), Moondawn del ’76 e le colonne sonore per il film pornografico Body Love, diretto nel ’77 da Lasse Braun, e Angst, girato nel 1983 dall’austriaco Gerald Kargl.

-Valerio Veneruso

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Valerio Veneruso
Esploratore visivo nato a Napoli nel 1984. Si occupa, sia come artista che come curatore indipendente, dell’impatto delle immagini nella società contemporanea e di tutto ciò che è legato alla sperimentazione audiovideo.
Tra le mostre recenti alle quali ha partecipato: Multipli e Unici (Edicola Radetzky, Milano, a cura di REPLICA, 2019), VI Biennale di Incisione e Grafica Contemporanea (Galleria Civica dei Musei di Bassano del Grappa, 2019), Settima edizione del Premio Francesco Fabbri per le Arti Contemporanee (Villa Brandolini, Pieve di Soligo, a cura di Carlo Sala, 2018). 
Tra le principali esperienze curatoriali: le mostre collettive Le conseguenze dell’errore (TRA Treviso Ricerca Arte, 2019) e L’occhio tagliato (Casa Capra, Schio, 2018), il workshop L’occhio tagliato – il potere della manipolazione dell’immagine nell’era contemporanea (Circolo cinematografico The Last Tycoon, Padova, 2016), il ciclo di incontri TorchioTalks – Dialoghi tra arte grafica e arte contemporanea e la relativa esposizione collettiva TorchioFolks, (atelier Palazzo Carminati della Fondazione Bevilacqua La Masa di Venezia, 2015/2016). È inoltre fondatore, insieme a Davide Spillari, del progetto editoriale BANANE FANZINE e co-curatore delle prime due edizioni del festival di arti interattive Toolkit Festival (Venezia, 2011 – 2012).
Collabora con Kabul Magazine e NOT. Attualmente vive tra Torino e il web.