Il giovane Mozart ricostruito in 3D. Il ritratto torna a Verona grazie ad Haltadefinizione

La tech company che digitalizza i beni culturali ha clonato il famoso “Ritratto di W.A. Mozart” all’età di 13 anni del Cignaroli: il dipinto che sembra un’istantanea dell’esibizione del compositore austriaco a Verona nel 1770.

La replica 3D del Ritratto di Mozart

Nell’anno in cui ricorrono i 252 anni dall’importante visita a Verona di Mozart, all’epoca non ancora quattordicenne, il genio salisburghese continua a essere protagonista in città, dopo la settimana di eventi nei luoghi storici veronesi che lo hanno visto esibirsi giovanissimo in epoca 700esca. È, infatti, stata creata una replica in digitale del famoso Ritratto di W.A. Mozart all’età di 13 anni del Cignaroli, realizzata da Haltadefinizione: la stampa in 3D è stata presentata in occasione del quinto appuntamento delle conferenze 2021-2022 promosse dalla Direzione Musei Civici – in collaborazione con l’Università degli Studi di Verona e con il sostegno degli Amici dei Civici Musei di Verona, martedì 11 gennaio 2022, nella Sala convegni del Palazzo della Gran Guardia.

Backstage della replica in digitale del Ritratto di W.A. Mozart all’età di 13 anni del Cignaroli, realizzata da Haltadefinizione
Backstage della replica in digitale del Ritratto di W.A. Mozart all’età di 13 anni del Cignaroli, realizzata da Haltadefinizione

LA STORIA DEL DIPINTO CHE RITRAE MOZART ALL’ETÀ DI 13 ANNI

Si tratta di un’opera su tela datata 1770 attribuita al pittore veronese Giambettino Cignaroli e recentemente acquisita da un collezionista privato straniero al termine di un’accesa competizione in asta da Christie’s a Parigi: il dipinto sembrerebbe immortalare come un’istantanea il momento in cui il giovanissimo Mozart si esibisce nella prestigiosa Sala Maffeiana, ospite dell’Accademia Filarmonica veronese, la prima del suo genere in Europa. Nel Settecento l’Italia era, infatti, meta principale del Grand Tour per giovani, artisti e letterati di tutta Europa bramosi di entrare in contatto diretto con l’immenso patrimonio storico, artistico e culturale del Belpaese. In questo fondamentale percorso non poteva mancare Verona: qui il giovane Mozart arriva col padre Leopold il 27 dicembre 1769 nel primo di tre viaggi in Italia, che culmina con il concerto del 5 gennaio 1770. Ne nasce il famoso ritratto, recentemente protagonista di una mostra al Museo di Castelvecchio: fino al 10 ottobre è rimasto esposto nella Galleria delle Sculture, di fronte alla statua di Santa Cecilia, patrona della Musica, nell’ambito della rassegna Ospiti fuori dal Comune, un’idea sviluppata con Fondazione Cariverona e Accademia Filarmonica di Verona.

La replica 3D del Ritratto di Mozart

LA RICOSTRUZIONE IN 3D DEL RITRATTO DEL GIOVANE MOZART

Ora potrà tornare visibile in versione 3D. “Siamo felici di aver dato il nostro contributo in occasione delle ricorrenze dedicate a Mozart”, afferma Luca Ponzio, fondatore della tech company specializzata nella digitalizzazione di beni culturali. “Rendere le opere d’arte fruibili al grande pubblico, siano esse repliche fisiche o digitali, è uno dei nostri obiettivi e ci impegniamo ogni giorno per migliorare e sviluppare nuove tecnologie di digitalizzazione e stampa”. La superficie del quadro è stata ripresa con un sistema robotizzato sviluppato da Haltadefinizione insieme al partner tecnologico Memooria: l’opera è stata, così, mappata in tutti i suoi dettagli grazie alle tecnologie di digital imaging studiate per il monitoraggio dei dipinti. Il procedimento utilizzato ha consentito di rilevare la matericità dell’opera, restituendone un’impronta tridimensionale con precisione millimetrica. Grazie ai dati ottenuti, è stato possibile attuare un processo di stampa 3D innovativo, attraverso il quale la superficie pittorica è stata fedelmente duplicata in termini fisici e cromatici, dando forma a un vero e proprio clone identico all’originale. “I modelli tridimensionali rappresentano un’importante fonte di informazioni per la ricerca e il monitoraggio delle opere”, conclude Ponzio, “ma possono essere intesi come un modo innovativo per fruire dell’arte sfruttando la possibilità di osservare la tridimensionalità della superficie in un modello virtuale oppure creando delle riproduzioni fisiche”.

– Claudia Giraud

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Claudia Giraud
Nata a Torino, è laureata in storia dell’arte contemporanea presso il Dams di Torino, con una tesi sulla contaminazione culturale nella produzione pittorica degli anni '50 di Piero Ruggeri. Giornalista pubblicista, iscritta all’Albo dal 2006, svolge attività giornalistica per testate multimediali e cartacee di settore. Dal 2011 fa parte dello Staff di Direzione di Artribune (www.artribune.com ), è Caporedattore Musica e cura, per il magazine cartaceo, la rubrica "Art Music" dedicata a tutti quei progetti dove il linguaggio musicale si interseca con quello delle arti visive. E’ stata Caporedattore Eventi presso Exibart (www.exibart.com). Ha maturato esperienze professionali nell'ambito della comunicazione (Ufficio stampa "Castello di Rivoli", "Palazzo Bricherasio", "Emanuela Bernascone") ed in particolare ha lavorato come addetto stampa presso la società di consulenza per l'arte contemporanea "Cantiere48" di Torino. Ha svolto attività di redazione quali coordinamento editoriale, realizzazione e relativa impaginazione degli articoli per l’agenzia di stampa specializzata in italiani all’estero “News Italia Press” di Torino. Ha scritto articoli e approfondimenti per diverse testate specializzate e non (SkyArte, Gambero Rosso, Art Weekly Report e Art Report di Monte dei Paschi di Siena, Exibart, Teknemedia, Graphicus, Espoarte, Corriere dell’Arte, La Piazza, Pagina).