Cantando sotto la Mole: sarà Torino a ospitare Eurovision 2022

Il capoluogo piemontese preferito a Milano, Bologna, Rimini e Pesaro per ragioni logistiche

Torino Mole Antonelliana

Quando la sindaca Chiara Appendino aveva candidato Torino a ospitare Eurovision 2022, appena dopo la vittoria dei Maneskin a Rotterdam la scorsa estate, era caduta tra le molte. La competizione con Milano, Bologna, Rimini e Pesaro era agguerrita, ma questo non ha impedito alla città della Mole di aggiudicarsi l’ambito evento per l’edizione 2022, assegnata al Paese vincitore come da tradizione. Ambito per davvero: la mastodontica gara canora europea (da anni ampliata però a Paesi come Israele e Australia) è l’evento non sportivo più seguito al mondo, con centinaia di milioni di spettatori.

LA CANDIDATURA DI TORINO

Dotata di spazi con capienze adatte, in pieno territorio cittadino e facilmente raggiungibili, con una offerta ricettiva in grado di accogliere le migliaia di persone che l’evento saprà attrarre”: erano queste le motivazioni della sindaca presentate negli scorsi mesi che sembrano abbiano convinto la Rai a concedere il punto alla città sabauda. A 15 anni dalle Olimpiadi Invernali, Torino tornerà in mondovisione come “collaudato palcoscenico di appuntamenti internazionali“, aveva detto ancora la sindaca, alcuni dei quali ancora da venire – ad esempio Atp Finals in programma il prossimo novembre per la prima di cinque edizioni. Non dovrebbero nemmeno esserci problemi a raggiungere la città, grazie alla recente istituzione dell’hub di Ryanair: Torino sembra logisticamente pronta a un nuovo, grande evento.

I NUMERI DELL’EUROVISION 2022

Le settimane in cui Torino sarà coinvolta nel contest saranno nove: sei di lavoro preparatorio, due per lo show e una settimana successiva per riportare la città alla normalità. Arriveranno a Torino ben 40 le delegazioni, più di mille giornalisti accreditati (tutti in un’unica sala stampa, come da regolamento), per una serata finale che promette, in diretta, 200 milioni di telespettatori. La produzione, che costerà a mamma Rai circa 26 milioni di euro – per cui l’emittente nazionale chiederà un contributo libero alla stessa Torino – promettere di essere quindi un bel trampolino di lancio.

-Giulia Giaume

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Giulia Giaume
Amante della cultura in ogni sua forma, è divoratrice di libri, spettacoli, mostre e balletti. Laureata in Lettere Moderne, con una tesi sul Furioso, e in Scienze Storiche, indirizzo di Storia Contemporanea, ha frequentato l'VIII edizione del master di giornalismo Walter Tobagi. Collabora con diverse riviste su temi culturali, diritti civili e tutto ciò che è manifestazione della cultura umana, semplicemente perché non può farne a meno.