A Pino Torinese la musica si ascolta guardando le stelle

Ritorna “Pino sotto le stelle”, la manifestazione estiva che fonde divulgazione scientifica e culturale sullo sfondo dell’ex risalita al Planetario di Pino Torinese. A dare il via a questa nuova stagione di eventi è stato il concerto di Paolo Spaccamonti e Ramon Moro, che ha anticipato la prossima edizione della rassegna musicale “Jazz is dead”. Ecco il report della serata inaugurale andata in scena il 16 luglio.

Ex Impianto di risalita, Pino Torinese. Photo CC BY NC Andrea Pellegrini
Ex Impianto di risalita, Pino Torinese. Photo CC BY NC Andrea Pellegrini

Finalmente le nubi si stanno lentamente diradando e il comune di Pino Torinese non perde occasione per mostrare la bellezza del suo territorio attraverso una manifestazione culturale pensata per unire l’intrattenimento di un certo livello alla scoperta dei propri tesori ambientali.
Pino sotto le stelle, la rassegna concepita nel 2020 dall’associazione TUM, torna così con una seconda edizione strutturata in quattro appuntamenti – due concerti e due proiezioni cinematografiche – da fruire rigorosamente all’aperto. Ad accogliere l’evento è, infatti, la suggestiva area dell’ex risalita al Planetario, un luogo speciale che, come ha sottolineato anche la sindaca Alessandra Tosi durante la serata inaugurale, fa parte di un sito riconosciuto patrimonio naturale dall’Unesco.
Apriamo le porte a un’estate che ha il sapore della ripartenza” – afferma Alessandra Tosi. “Dopo i primi appuntamenti di queste settimane, infatti, continuiamo a riscoprire il piacere di stare insieme, sempre in sicurezza, con gli eventi e le iniziative realizzati in collaborazione con le associazioni e le realtà del territorio quali, in questo caso, il nostro Planetario Infini.To. Serate diverse, rivolte a pubblici differenti, ma con lo stesso comune denominatore: trascorrere momenti piacevoli e interessanti, tornando a vivere il territorio e le sue bellezze, le sue eccellenze e particolarità. Serate di musica e stelle, cinema e risate, alle quali vi invito a partecipare numerosi per tornare a gustare il piacere di stare insieme e condividere emozioni”.

Paolo Spaccamonti. Ex Impianto di risalita, Pino Torinese. Photo CC BY NC Andrea Pellegrini
Paolo Spaccamonti. Ex Impianto di risalita, Pino Torinese. Photo CC BY NC Andrea Pellegrini

IL CONCERTO DI PAOLO SPACCAMONTI E RAMON MORO

Accolta dalle narrazioni di Emanuele Balboni, astrofisico di Infini.to (Museo dell’Astronomia e Planetario di Torino), e dal passaggio improvviso di una Stazione Spaziale Internazionale, la serata del 16 luglio scorso ha visto due importanti sperimentatori del nostro Paese condividere lo stesso palco: il chitarrista Paolo Spaccamonti e l’eclettico trombettista Ramon Moro. Immersi in un buio “disturbato” esclusivamente dall’Orsa Maggiore bene in vista, i due musicisti sono riusciti a portare avanti un dialogo ipnotico di 60 minuti capace di ricreare atmosfere tanto dilatate quanto morbide e avvolgenti. Il contrasto creato dai continui riff graffianti di Spaccamonti e dai suoni malinconici di Moro (che tanto possono ricordare le sonorità di un gigante come il norvegese Nils Petter Molvaer) si è perfettamente amalgamato in un flusso emozionante di immagini dal sapore cinematografico e vibrazioni inaspettate che hanno generato un momento a dir poco magico. L’esibizione ha introdotto il programma di Jazz is dead 2021 Light Version, festival dedicato alle sperimentazioni in ambito jazzistico – organizzato sempre da TUM – che, dal 10 al 12 settembre, porterà nel capoluogo piemontese nomi importanti del calibro di Attila Csihar (mostro sacro della sottocultura drone/black metal), Félicia Atkinson e Xabier Iriondo.

Iscriviti a Incanti. Il settimanale di Artribune sul mercato dell'arte

 
 

I PROSSIMI APPUNTAMENTI DI PINO SOTTO LE STELLE

Il concerto di Moro e Spaccamonti è solo il primo di quattro appuntamenti che vedranno, sempre nella medesima cornice, la proiezione dei film The Martian, di Ridley Scott, e Wall-E (rispettivamente il 23 luglio e il 6 agosto), e i live spaziali del compositore Bob Rocket e di Wicked Expectation (30 luglio).

Valerio Veneruso

https://www.planetarioditorino.it/it/events/pino-sotto-le-stelle/

Dati correlati
AutoriRamon Moro, Paolo Spaccamonti, Felicia Atkinson
Iscriviti alla nostra newsletter
CONDIVIDI
Valerio Veneruso
Esploratore visivo nato a Napoli nel 1984. Si occupa, sia come artista che come curatore indipendente, dell’impatto delle immagini nella società contemporanea e di tutto ciò che è legato alla sperimentazione audiovideo. Tra le mostre recenti: la personale RUBEDODOOM – Per tutti e per nessuno (Metodo Milano, Milano, a cura di Maurizio Bongiovanni, 2020) e le collettive, Existance Resistence (mostra virtuale su Instagram a cura di Giovanna Maroccolo e Patrick Lopez Jaimes, 2022), The Struggle is Real (Green Cube Gallery e Fondazione Spara, a cura di Clusterduck, 2021), Rifting (a cura di Federico Poni e Federica Mirabella per la quinta edizione di The Wrong Biennale, 2021), ISIT.exhi#001 (Spazio In Situ, Roma, a cura di ISIT Magazine, 2021), e Art Layers (progetto espositivo su Instagram curato da Valentina Tanni per il decennale di Artribune). Tra le principali esperienze curatoriali: lo screening video Melting Bo(un)d(ar)ies (Cappella di Santa Maria dei Carcerati, Palazzo Re Enzo, Bologna, 2022), il progetto di newsletter mensile IMMAGINARIA – Un altro mondo (per l’arte è possibile (commissionato dall’Associazione culturale di arte contemporanea TRA – Treviso Ricerca Arte, 2020/2021), le mostre collettive Le conseguenze dell’errore (TRA Treviso Ricerca Arte, 2019), e L’occhio tagliato (Casa Capra, Schio, 2018) e il ciclo di incontri TorchioTalks – Dialoghi tra arte grafica e arte contemporanea e la relativa esposizione collettiva TorchioFolks (atelier Palazzo Carminati della Fondazione Bevilacqua La Masa di Venezia, 2015/2016). È inoltre fondatore, insieme a Davide Spillari, del progetto editoriale BANANE FANZINE e co-curatore delle prime due edizioni del festival di arti interattive Toolkit Festival (Venezia, 2011 – 2012).
Ha collaborato con diverse realtà editoriali come Kabul Magazine e NOT. Attualmente vive tra Torino e il web.