Muore a 59 anni Claudio Coccoluto. L’artista e il maestro dei dj italiani era famoso nel mondo

L’artista, che per un anno ha combattuto contro una grave malattia, si è spento a Cassino, in provincia di Frosinone. Considerato il padre dell’underground, di Coccoluto ripercorriamo vita e carriera

Claudio Coccoluto - foto Facebook
Claudio Coccoluto - foto Facebook

È morto a 59 anni Claudio Coccoluto, tra i disc jockey italiani più noti a livello internazionale. L’artista è scomparso nella sua casa di Cassino, in provincia di Frosinone, a causa di una grave malattia contro la quale combatteva da un anno. Per oltre quarant’anni Coccoluto è stato tra i protagonisti indiscussi della scena disco mondiale: è stato il primo dj europeo a suonare al Sound Factory Bar di New York.  Sulla pagina Facebook dell’artista, l’ultimo post pubblicato risale allo scorso 7 febbraio, una citazione di Friedrich Nietzsche: “e coloro che furono visti danzare vennero giudicati pazzi da quelli che non potevano sentire la musica”. Il mondo della musica e della cultura italiana in queste ore esprime il suo cordoglio, attraverso messaggi sui social network e non solo: “con Claudio Coccoluto scompare un protagonista della scena creativa italiana e internazionale che con le sue note e la sua musica all’avanguardia ha fatto ballare intere generazioni di ragazzi e ragazze. Un artista che amava la contaminazione delle arti. Mancherà a tutti noi”, è stato il pensiero del Ministro della Cultura Dario Franceschini; “Ciao Claudio”, ha semplicemente scritto il dj Gigi D’Agostino; “Ciao Cocco voglio ricordarti così… L’ultimo dj set insieme… Ora so già che sarai lassù a far ballare gli angeli… Addio Amico, eri il signore del dance floor”, scrive dj Ringo. “Se ne va il maestro più grande e l’amico di sempre. Ha dato cultura alla musica nei club come dj e artista fuori dal coro. Sempre pronto a metterci la faccia con i media sia per gli aspetti gioiosi sia per i problemi del nostro settore. Con lui se ne va una parte di me”, ha commentato il socio Giancarlo Battafarano, in arte Giancarlino. I funerali di Coccoluto si terranno mercoledì 3 marzo nella Chiesa di Santa Maria in Montesanto a Roma.

CLAUDIO COCCOLUTO, IL RE DEL MIXER E DELL’UNDERGROUND

Nato a Gaeta nel 1962, Coccoluto ha iniziato a fare il dj a 13 anni, per hobby, nel negozio di elettrodomestici del padre nella sua città. Muove i primi passi da professionista alla fine degli anni Settanta, lavorando nella locale Radio Andromeda, prima emittente privata di Gaeta, attività, questa, che dal 1985 diventerà ufficialmente la sua professione. Le sue prime esperienze nei locali sono state al Seven Up di Gianola (frazione di Formia) e all’Histeria di Roma, dove sostituisce Corrado Rizza affiancando il dj Marco Trani. Il club in cui lavora più spesso è il Goa, sempre nella Capitale, locale fondato dallo stesso Coccoluto insieme a Giancarlino. Ha lavorato anche a Radio Deejay, dove conduceva il programma C.O.C.C.O., proponendo dj set dal vivo. Viene considerato il padre dell’underground, una variante della musica elettronica da lui sperimentata.

CLAUDIO COCCOLUTO PRODUTTORE E NON SOLO

Dal 1990 produce anche materiale proprio, come Do It Whitout Thinkin, Afromarslight, Mind Melody 3.0; l’ultima pubblicazione risale al 2008 con l’album imusicselection5 – Vynil Heart, una raccolta di 14 tracce realizzata in un’unica sequenza di vinili ed effetti mixati a mano libera come in un club. Nel 2006 si è candidato alle elezioni politiche per il partito La Rosa nel Pugno, mentre l’anno successivo è stato pubblicato da Einaudi Io, DJ, libro in cui l’artista parla della sua vita e della sua carriera.

– Desirée Maida

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Desirée Maida
Desirée Maida (Palermo, 1985) ha studiato presso l’Università degli Studi di Palermo, dove nel 2012 ha conseguito la laurea specialistica in Storia dell’Arte. Palermitana doc, appassionata di alchimia e cultura giapponese, approda al mondo dell’arte contemporanea dopo aver condotto studi sulla pittura del Tardo Manierismo meridionale (approfonditi durante un periodo di ricerche presso la Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis) e sull’architettura medievale siciliana. Ha scritto per testate siciliane e di settore, collaborato con gallerie d’arte e curato mostre di artisti emergenti presso lo Spazio Cannatella di Palermo. Oggi fa parte dello staff di direzione di Artribune e cura per realtà private la comunicazione di progetti artistici e culturali.