Il nuovo volto della musica spagnola è già un fenomeno planetario: ha 25 anni e canta flamenco misto a trap. È appena uscito il suo secondo album e il singolo “Malamente” ha cinque nomination ai prossimi Latin Grammy Award. Ecco la sua storia.

In Spagna è nata una pop star del flamenco. Venticinque anni, grandi occhi scuri, indubbiamente guapa e sensuale, Rosalía Vila sprigiona un’energia travolgente, fresca e genuina. La giovane artista spagnola, nata e cresciuta in Catalogna, in pochi mesi si è rivelata uno dei fenomeni più interessanti del panorama musicale latino, con un successo internazionale davvero folgorante ed esibizioni dal vivo ovunque, dagli Stati Uniti a Londra.
Rosalía canta, balla, compone e produce i propri dischi. Non è andalusa né di stirpe gitana: ha iniziato giovanissima ascoltando Camarón de la Isla e ha interiorizzato lo stile flamenco appreso alla Esmuc (la prestigiosa scuola di musica di Barcellona) a tal punto da plasmare la propria voce con un forte accento del sud.
La sua musica piace perché è un mix originale e coinvolgente di flamenco, rap, trap, elettronica e suoni urbani. Tra i suoi fan più illustri ci sono Pharrell Williams, Khalid, J Balvin, Juanes, Romeo Santos e Alejandro Sanz. Per la passionalità e il suo talento scenico, Pedro Almodóvar l’ha voluta sul set del suo ultimo film, Dolor y gloria, al fianco di Penélope Cruz.

FLAMENCO MILLENNIAL

In Spagna, da mesi, le copertine delle riviste si contendono l’immagine della giovane cantante e c’è chi la considera già la nuova regina del flamenco. In realtà, Rosalía è un personaggio fortemente contemporaneo, che comunica attraverso i social, ha 666mila follower su Instagram e un progetto artistico innovativo e trans-mediale, creato in collaborazione con il musicista Pablo Díaz-Reixa, in arte El Guincho.
Rosalía si è fatta conoscere l’estate scorsa grazie a una sapiente campagna di comunicazione attraverso YouTube, Spotify e le reti social: i videoclip di lancio dei singoli Malamente e Pienso en tu mirá ‒ primo e terzo capitolo del nuovo album, El Mal Querer, uscito il 2 novembre per l’etichetta Sony Music España ‒ sono piccoli cortometraggi che condensano sequenze potenti e immagini cariche di messaggi sociali ‒ non solo ma anche ‒ contro la violenza sulle donne. L’artista rilegge in chiave millennial, popolare e urbana, i momenti topici della tradizione spagnola: i tori, la danza flamenca e i simboli della cultura gitana. La rivoluzione estetica di Rosalía è però evidente già nella scelta del look e nei costumi di scena, ma anche nelle coreografie, firmate Charm La Dona, coreografa di Rihanna. Quando balla, l’artista raggiunge l’apice della contaminazione fra i generi, fra passato e presente, a colpi di palmas flamenca e di ritmi urbani.

EL MAL QUERER, UN CAMBIO DI ESTETICA

Rosalía debutta sul mercato discografico nel 2017 con l’album Los Angeles (Universal Music), un disco concettuale e intimista incentrato sul tema della morte, topos del flamenco tradizionale. Ma si rivela già una voce straordinaria interpretando con profondità Aunque es de noche, brano per voce e chitarra solista, su testo del mistico San Juan de la Cruz, misurandosi con la grandezza di Enrique Morente.
El Mal Querer segna un cambio di tendenza, una svolta per abbattere le barriere e sperimentare nuovi percorsi estetici e musicali. Gli undici brani sono altrettanti capitoli di una storia drammatica tutta femminile, ispirata a un romanzo anonimo del Trecento, intitolato Flamenca, dal nome di una donna imprigionata dall’amore di un marito geloso. Alla realizzazione del disco ‒ che alterna pagine più pop a brani di flamenco contemporaneo, con sonorità fusion e ispirazione di musica religiosa tradizionale ‒ hanno partecipato anche alcuni artisti classici, come il compositore Joan Albert Amargós, l’arpista Laura Bacchetti e il Coro Orfeo Catalano, oltre a un breve recitativo dell’attrice Rossy de Palma.

Rosalía. Courtesy Sony Music
Rosalía. Courtesy Sony Music

IN DIECIMILA IN PLAZA COLÓN A MADRID

Per il lancio del nuovo disco ‒ avvenuto mercoledì 31 ottobre ‒ Rosalía ha radunato a Madrid oltre 10mila giovani fan nella centralissima Plaza Colón, offrendo uno show totalmente gratuito. La segretezza del luogo del concerto, annunciato giorni prima sui social, ha aumentato l’aspettativa per l’evento. L’artista catalana ha ripagato il suo pubblico con un’esibizione breve ma intensa, contornata sul palco da una quindicina di ballerine che con lei hanno riproposto alcuni dei brani di successo dell’album, ma offrendo anche un saggio delle canzoni meno note e più intimiste.
Il singolo Malamente non è stato solo il tormentone dell’estate scorsa in Spagna, con oltre 35milioni di riproduzioni su Spotify, ma è anche la canzone che ha riportato il flamenco all’attenzione di giovani e giovanissimi ascoltatori, spagnoli e sudamericani. Lo dimostrano le cinque nomination ai prossimi Latin Grammy Award (il 15 novembre) come migliore incisione dell’anno, canzone dell’anno, fusione di ritmi urbani, canzone alternativa e videoclip musicale.
Il successo di Rosalía, con il suo appassionante linguaggio corporeo e sonoro, è la riprova del valore della contaminazione per rinnovare i grandi classici della musica.

Federica Lonati

Iscriviti alla nostra newsletter
CONDIVIDI
Federica Lonati, nata a Milano nel 1967, diploma di Liceo classico a Varese, si è laureata nel 1992 in Lettere Moderne alla Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università Cattolica di Milano con una tesi dedicata all’opera lirica e alla sua riproducibilità audiovisiva (Comunicazioni Sociali). Giornalista professionista dal 1997, dai primi anni Novanta collabora con “La Prealpina”, quotidiano di Varese, scrivendo soprattutto di teatro, opera lirica e musica classica. Dal 1995 è assunta nella redazione di “Lombardia Oggi”, settimanale di attualità, spettacoli e tempo libero, allegato domenicale al quotidiano “La Prealpina”. Redattore ordinario fino all’agosto del 2005, si occupa delle pagine di arte, musica classica e attualità in generale. Dal settembre 2005 vive a Madrid. Dalla Spagna ha scritto articoli per “Libero”, “Qui Touring”,”Il Corriere del Ticino”, “Il Sole 24 Ore” e “Grazia”. Tra il 2008 e il 2011 ha collaborato con “Agrisole”, supplemento settimanale del “Sole 24 ore”, realizzando cronache e reportage dedicati all’economia agricola spagnola.