Parte dall’opera Re Ruggero la stagione dell’Accademia Nazionale Santa Cecilia. Con i Masbedo

Le immagini in anteprima dell’opera che aprirà nell’ambito del Romaeuropa Festival la stagione sinfonica della Accademia Nazionale Santa Cecilia a Roma. E mentre l’orchestra suona i Masbedo “performano”. Ne abbiamo parlato con gli artisti.

Re Ruggero, Masbedo
Re Ruggero, Masbedo

Lui è Sir Antonio Pappano, britannico naturalizzato italiano e ha deciso di inaugurare la stagione sinfonica dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia con Król Roger, il “Re Ruggero” firmato nel 1924 dal compositore e pianista polacco Karol Szymanowski. Il progetto, che si svolge nella cornice del Romaeuropa Festival nelle date del 5, 7, 9 ottobre, ha invitato i Masbedo, il duo artistico composto da Nicolò Massazza (1973) e Iacopo Bedogni (1970) a interagire con la musica, attraverso l’immagine. Per la prima volta però gli artisti non saranno “dietro le quinte”, ma proprio sul palco, in una jam session visiva e musicale con l’orchestra diretta da Pappano. La manipolazione di oggetti selezionati dagli artisti avverrà in presa diretta e coinvolgerà i movimenti dei musicisti e dei cantanti.Re Ruggero”, hanno spiegato gli artisti ad Artribune, “è stato un incontro affascinante. La musica di quest’opera è molto sensuale, interpreta emozioni turbolente, ansiose e voluttuose, Szymanowsky è un maestro nell’erigere blocchi di colore, che crescono e si mescolano l’uno nell’altro. La scrittura del libretto si fonda su tematiche filosofiche e psicologiche che ci sono del tutto affini. Re Ruggero narra l’incontro / scontro tra due forze, una dionisiaca e una apollinea. È una rivisitazione delle Baccanti di Euripide in forma di mysterium in cui noi entriamo a rappresentare la psiche del Re, il velo di bellezza in cui nasconde nuclei associati di eccitazione, difesa, paura, desiderio”.

RE RUGGERO

Re Ruggero nasce dall’amore del compositore per la Sicilia e debutta al Teatro di Varsavia nel 1926. La storia, ambientata a Palermo alla corte di Re Ruggero II, è composta in tre atti. Ha avuto un grande successo negli anni ’80 del secolo scorso ed è stata riproposta più volte. Antonio Pappano ha diretto l’opera anche nel 2015, in forma differente, a Boston.
La mente è lo spazio di azione di quest’opera, è un poema drammatico senza romanticherie”, continuano i Masbedo. “Il libretto vuole riuscire dove la tragedia Greca ha fallito, qui il tragico subisce un’ evoluzione, si conclude nell’incontro di una nuova luce. Szymanowsky accoglie il mito dionisiaco e lo intende come una via d’uscita dal decadentismo, in quest’opera viene riaffermata l’unione tra uomo e uomo, c’è apertura all’altro, fascinazione dello straniero, di un ospite misterioso che sconvolge la vita di un individuo e di una comunità”.

Masbedo, Re Ruggero
Masbedo, Re Ruggero

I MASBEDO E LA MUSICA

Non è la prima volta che i Masbedo si confrontano con un testo musicale. Nel 2015, ad esempio, al Teatro Dal Verme di Milano, nell’ambito della rassegna I pomeriggi d’autore, i due artisti avevano messo in scena Masbedo – Music & Performing Arts. Suoni voci e video performance in omaggio al compositore estone Arvo Pärt, mentre nel novembre dello stesso anno avevano realizzato per la Fondazione Arena di Verona, le scenografie de Il Flauto magico di Mozart. In che cosa si concretizzerà esattamente invece l’intervento degli artisti per il Re Ruggero? “Abbiamo creato 3 momenti ben distinti”, ci spiegano. “Il primo più filmico esteticamente più seduttivo voluto a creare un’unione tra la retina e la musica, il secondo più performativo, sul palco in mezzo all’orchestra agiamo con camere dal vivo che creano azioni improvvisate su fotografie, oggetti, sculture, il terzo decisamente più installativo, più concettuale. L’idea è quella di agire nell’opera con questi tre caratteri ben distinti”.

– Santa Nastro

Roma// giovedì 5 ottobre 2017 h 19:30; sabato 7 ottobre h 18, lunedì 9 ottobre h 20:30
Auditorium Parco della Musica
Sala Santa Cecilia
https://romaeuropa.net

Iscriviti alla nostra newsletter
CONDIVIDI
Santa Nastro
Santa Nastro è nata a Napoli nel 1981. Laureata in Storia dell'Arte presso l'Università di Bologna con una tesi su Francesco Arcangeli, è critico d'arte, giornalista e comunicatore. Attualmente è membro dello staff di direzione di Artribune. È inoltre autore per il progetto arTVision – a live art channel, ufficio stampa per l’American Academy in Rome e Responsabile della Comunicazione della Fondazione Pino Pascali. Dal 2011 collabora con Demanio Marittimo.KM-278 diretto da Pippo Ciorra e Cristiana Colli, con Re_Place, Mu6, L’Aquila e con Arte in Centro. Dal 2006 al 2011 ha collaborato alla realizzazione del Festival dell'Arte Contemporanea di Faenza, diretto da Angela Vettese, Carlos Basualdo e Pier Luigi Sacco. Dal 2005 al 2011 ha collaborato con Exibart nelle sue versioni online e onpaper. Ha pubblicato per Maxim e Fashion Trend, mentre dal 2005 ad oggi ha pubblicato su Il Corriere della Sera, Arte, Alfabeta2, Il Giornale dell'Arte, minima et moralia e saggi testi critici su numerosi cataloghi e pubblicazioni.