Club to Club Milano. Musica elettronica e moda al Gucci Hub

Nel nuovo quartier generale di Gucci, aperto al pubblico per la prima volta in occasione della Milano Art Week, lo scorso 30 marzo è andato in scena l’appuntamento primaverile del Club To Club. Ecco il report della serata.

C2CMLN Gucci Hub. Photo Credits Ugo Dalla Porta
C2CMLN Gucci Hub. Photo Credits Ugo Dalla Porta

Non esiste nulla di naturale nel corpo. Lo dice l’antropologia, quanto l’esperienza. Già a partire da Gregory Bateson il corpo è tessuto, con Canevacci “trama che connette” culture, scene, mondi. Non è semplicemente artificiale, è irrequieto. Non vuole essere raggiunto, motivando una fascinazione e una propensione per l’avanguardia tecnologica e il gioco mediatico. Partiremo da qui per interpretare ciò che è andato in scena al Gucci Hub, con Club To Club Milano. Perché si parla di musica, ma soprattutto di performance. Arca, Yves Tumor, Gaika e il feticismo del loro corpo. Gli Amnesia Scanner e la sua assenza. Ma dire corpo non significa semplicemente dire forma, carne. La punk attitude di Yves Tumor che scende dal palco è ricerca di contatto. Le giarrettiere, i tacchi e la T-shirt di Arca sono seduzione gender fluid. La pelle di Gaika stimola una riflessione sull’identità nera. La luce che offusca la visione degli Amnesia Scanner è una dematerializzazione. Tutto ciò si traduce in musica, in un personalissimo e differente approccio alla musica. Certamente potremmo dilungarci disquisendo su quale live ci sia piaciuto di più o sull’imponente location che si riempiva e si svuotava ciclicamente. Sulla pertinenza del pubblico di fashion victim rispetto agli affezionati.
Ma preferiamo adottare il punto di vista del corpo, per innescare una riflessione sulla convergenza tra musica e moda.

C2CMLN Gucci Hub. Photo Credits Ugo Dalla Porta
C2CMLN Gucci Hub. Photo Credits Ugo Dalla Porta

DANDY E CORPI

Una figura chiave nell’ambito dei fashion studies è quella del dandy metropolitano, sensibilizzato nei confronti della profondità dell’apparenza, flâneur per definizione, dotato di un sense of humour fuori dal comune. Un personaggio che, aggiornato al contemporaneo, si risolve nel neo-dandy, nell’avant-pop, nell’iper-dandy, con la sua vocazione al sincretismo, all’ibridismo, col suo corpo pieno di occhi, potenziato dalla tecnologia. Il set di Arca, accompagnato da Jesse Kanda, è paradigmatico. Le immagini si avvicendano nella memoria come una miriade di flash, sono ancora una volta corpi, di animali: serpenti, pecore, gattini insanguinati, un cane deformato da un tumore. Il flusso continua a scorrere, ma nella mente s’imprime solo quella, a cui si sommano le natiche di Arca, Arca che si avvicina e fa una smorfia nel telefono, Arca che si abbandona a un set mega latino, Arca che distrugge con la sua visionarietà e carica sovversiva il ritmo latino. Yves Tumor che sale sul palco, dopo la sua performance aggressiva e febbrile, e si unisce al “carnevale” del futuro.

C2CMLN Gucci Hub. Photo Credits Ugo Dalla Porta
C2CMLN Gucci Hub. Photo Credits Ugo Dalla Porta

DIASPORE E BIOLOGIA

Di cosa stiamo parlando, quindi? Delle geografie visivo-sonore di un corpo diasporico. Gli Amnesia Scanner non sono da meno. Si negano alla vista, ma ci frammentano i timpani, mentre ricorsivamente ci domandiamo quale siano le fonti di quei suoni alieni, spezzati, cibernetici, che si diffondono come una metastasi schizofrenica, senza regole o un’organizzazione riconoscibile. Con loro entriamo nel corpo biologico, tanto quanto nel cervello di un computer dove sono in atto reazioni ingovernabili. Certamente dopo ascolti plurimi si inizia a intravedere una logica, ma prendendo le distanze dalle orecchie degli intenditori, gli Amnesia (che si autodefiniscono Xperienz Designers) ci propongono realmente l’esperienza sensibile di un corpo artificiale, robotico, protesico, dove gli organi sono diventati senzienti, dove le interazioni non suonano come il tocco della nostra carne.

Carlotta Petracci

http://clubtoclub.it/it/

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Spazio espositivoGUCCI HUB
IndirizzoVia Mecenate 79 - Milano - Lombardia
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Sempre in bilico tra arte e comunicazione, fonda nel 2007 White, un'agenzia dal taglio editoriale, focalizzata sulla produzione di contenuti verbo-visivi, realizzando negli anni diversi progetti: dai magazine ai documentari. Parallelamente all'attività professionale svolge un lavoro di ricerca sull'immagine prestando particolare attenzione alla sua relazione con altri media e forme espressive, in primo luogo la musica. Di cui ama scrivere ma che rappresenta un elemento essenziale della sua identità di filmmaker, nei documentari quanto nelle videoinstallazioni. Appassionata di filosofia, sociologia, antropologia e, nell'accezione più ampia e nomadica, di tutte le scienze, fa convergere i suoi svariati interessi in un approccio ai contenuti, in uno sguardo e in uno stile di scrittura assolutamente cross-disciplinari.