We’ll always love you. La BBC presenta un documentario su Whitney Houston

Dal 24 al 28 aprile nelle sale italiane “Whitney”, il documentario BBC sulla stella brillante e vibrante della musica mondiale. Un percorso dal successo inaspettato all’epilogo più drammatico. In sala con Eagle Pictures.

Whitney Houston
Whitney Houston

Posso essere la mia migliore amica, ma anche la mia peggiore nemica”, dice Whitney Houston in un’intervista del 2002 con la giornalista Diane Sawyer. È morta l’11 febbraio 2012, nella stanza di un hotel a Beverly Hills. Causa del decesso: annegamento accidentale nella vasca da bagno, in seguito a un’eccessiva assunzione di droghe e a una malattia vascolare (l’aterosclerosi). Cinque anni dopo, con il documentario “Whitney” vengono alla luce i lati nascosti della donna, mamma e amica. Fortissima, magnetica, trascinante sul palco ma fragile d’animo.
Chi era Whitney Houston? Da dove veniva? Chi erano le persone a lei care e che le stavano intorno? Cosa voleva dalla vita e dalla musica? Con il documentario Whitney viene fuori una immagine inedita, incredula. Una immagine luminosa ma al tempo stessa sbiadita. Whitney Houston era una donna da una educazione religiosa molto forte, ma era dipendente da droghe e persone. Non è stato il successo a darle alla testa.

UNA PRODUZIONE BBC

Whitney è un documentario commissionato dalla BBC e diretto da Nick Broomfield, già autore di un film su Kurt Cobain. Composto da scene di vita quotidiana, interviste a colleghi ed amici, spezzoni dei più bei concerti internazionali, Whitney mostra la nascita di una delle stelle più luminose della musica mondiale. Dal successo si passa pian piano al noto declino fino al tragico epilogo. Una fine drammatica che poi anni dopo ha investito anche la figlia, Bobbi Kristina Brown.
Le relazioni che Whitney Houston ha intrapreso nella sua vita non sono sempre state felici. Alcune persone a lei molto vicine le hanno voltato le spalle, o hanno approfittato della sua notorietà. I due uomini più importanti della sua vita sono il padre John Houston e l’ ex marito Bobby Brown. John Houston è stato prima di tutto il manager delle Sweet Inspiration, un gruppo vocale che si occupava del coro per artisti come Aretha Franklin, di cui sua moglie Cissy faceva parte. È stato lui a prendersi cura della carriera quando Whitney ha dimostrato il suo talento canoro sin dall’età di 11 anni. Peccato che la John Houston Entertainment LLC fece causa alla cantante per 100 milioni di dollari. Dopo diverse cause la legge diede ragione a Whitney. Lei e Bobby Brown sono stati al centro dell’attenzione mediatica diverse volte durante il matrimonio. Si sono conosciuti nel back stage di un concerto e tra loro è nata subito una grande intesa. Whitney lo invitò al suo ventiseiesimo compleanno e da quel momento iniziarono a frequentarsi. Anche questo rapportò si indebolì con il tempo. Lui la tradiva spesso durante le tournee e il divorzio fu ad un certo punto inevitabile.

I SUCCESSI DELLA HOUSTON

Whitney Houston è stata una delle artiste femminili di maggior successo. Una vera icona di eleganza, stile e voce. Nella sua carriera ha battuto moltissimi record e scalato classifiche, anno dopo anno. Tra i più importanti risultati? Più di 190 milioni di copie vendute, fra album e singoli; 46 settimane al numero 1 della classifica degli album più venduti; 6 Grammy Awards; 2 Emmy; 31 Billboard music Awards; 22 American Music Awards; tre album in contemporanea nella Top Ten della Billboard 200 per due settimane consecutive. La voce di Whitney Houston ha fatto sognare e innamorare innumerevoli generazioni e insieme a Michael Jackson è al primo posto nella classifica degli artisti di colore di maggior successo. A cinque anni dalla scomparsa di Whitney Houston la canzone I Will Always Love You diventa una vera e grande promessa d’amore da parte di tutti coloro che l’hanno amata e da chi, da fan, l’ha sempre sostenuta. In sala un film per mostrare come tutti siamo umani, vulnerabili e fragili.

Margherita Bordino

Iscriviti alla nostra newsletter
CONDIVIDI
Margherita Bordino
Classe 1989. Calabrese trapiantata a Roma, prima per il giornalismo d’inchiesta e poi per la settima arte. Vive per scrivere e scrive per vivere, se possibile di cinema o politica. Con la valigia in mano tutto l’anno, quasi sempre in giro per il Belpaese tra festival e rassegne cinematografiche o letterarie. Laureata in Letteratura, musica e spettacolo, e Produzione culturale, giornalismo e multimedialità. È giornalista pubblicista e lavora come freelance. Collabora tra gli altri con Cinematographe.it, la Rivista 8 1/2, fa parte della redazione del programma tv Splendor e coordina Cinecittà Luce Video Magazine.

1 COMMENT

Comments are closed.