“Maleducato e arrogante”. Bob Dylan diserta la cerimonia del Nobel per la letteratura. Ma manda un messaggio

Il cantautore conferma la freddezza con cui accolse l’annuncio lo scorso 13 ottobre. Non sarà a Stoccolma a ritirare il premio perché vincolato a “preesistenti impegni”

Bob Dylan
Bob Dylan

Molti, specie in Italia, non prestarono la dovuta attenzione alla notizia, perché proprio in quel giorno, il 13 ottobre scorso, giungeva quella della morte di Dario Fo, vincitore – fra molto altro – del Premio Nobel per la letteratura nel 1997. E molti – anche noi di Artribune – notarono il fatto che quasi per destino quello era il giorno in cui venivano annunciati i premi Nobel per il 2016. E se per Fo – scrittore sì, ma soprattutto autore, regista ed attore teatrale – si era trattato di un Nobel “anomalo”, altrettanto lo era quello che veniva rivelato come il prossimo, ovvero il cantautore icona della musica mondiale Bob Dylan. Il quale, ad onor del vero, apprese la notizia con inattesa freddezza, guardandosi bene dal dedicarle anche una sola parola nell’ambito del concerto che teneva a Las Vegas.

PREESISTENTI IMPEGNI
Molti pensarono all’atteggiamento riservato di un personaggio notoriamente anticonformista: ma ora quell’atteggiamento rivela nascondere una reale freddezza, non propriamente apprezzata in terra svedese. Già, perché Dylan conferma ora che non sarà presente il 10 dicembre alla cerimonia di consegna del Nobel, limitandosi ad inviare un discorso da leggere ad alta voce. Perché vincolato a “preesistenti impegni“, come aveva quasi beffardamente preannunciato. Lo scrittore svedese Per Wästberg, membro dell’Accademia, ha accusato senza mezzi termini Dylan di essere “maleducato e arrogante“, e ha detto che si tratta di un fatto “senza precedenti” che l’Accademia apprenda solo a pochi giorni che un vincitore non si recherà a ritirare il suo premio.

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Nel 2014 ha curato, assieme a Fabio De Chirico, la mostra Artsiders, presso la Galleria Nazionale dell'Umbria di Perugia. Dal 2011 al 2017 ha fatto parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.