Su Netflix c’è una nuova serie italiana che si muove nel mondo dell’arte
Disponibile su Netflix dall’11 novembre, la serie Chiaroscuro con Pierpaolo Spollon e Andrea Lattanzi intreccia commedia, crime e dramma mettendo l’arte al centro della narrazione. Già nel primo episodio compare un riferimento a “Giaele e Sisara”, dipinto attribuito ad Artemisia Gentileschi
Cosa hanno in comune un’opera d’arte e una scena del crimine? Entrambe possono essere contraffatte. Presentata in anteprima alla 21esima Festa del Cinema di Roma la serie Chiaroscuro, su Netflix dall’11 novembre è una buddy comedy in 8 episodi con protagonisti Pierpaolo Spollon – nei panni di Cosmo Speranza, uno dei più apprezzati art advisor sul mercato – e Andrea Lattanzi, che interpreta Angelo Tiberi, un giovane ispettore di polizia. I due, costretti a collaborare, daranno vita a un’insolita coppia investigativa, tanto improbabile quanto efficace, alle prese con misteri in cui arte e crimine si intrecciano in una Roma insolita e sempre affascinante.
“Chiaroscuro” e l’evoluzione del giallo all’italiana
Diretta da Jan Maria Michelini (Sandokan, Blanca), la serie ha la volontà di reinterpretare il giallo all’italiana e metterlo a disposizione della grande arte. “C’è stato un lavoro di squadra incredibile, tra avvocati, consulenti e produzione. Un lavoro molto complesso, ma devo dire che il risultato è stato ottimo, perché siamo riusciti ad abbracciare tanti settori dell’arte, come vedrete nella serie: dall’arte contemporanea fino a quella classica”, commenta il regista.

I luoghi dell’arte come set
“Allo stesso tempo, grazie alla forza della nostra produzione, unita a quella di Netflix, siamo riusciti a farci aprire le porte di luoghi meravigliosi. Abbiamo girato anche in ambienti nei quali io stesso, inizialmente, non ero sicuro che ci avrebbero permesso di entrare. Mi chiedevo: ‘Siete sicuri che ci daranno l’autorizzazione? Siete sicuri che faranno entrare una troupe in un luogo dove sono custodite opere di Van Gogh?’. Devo dire che tutto questo è stato possibile grazie alla determinazione di chi ci ha supportato, a partire dalla nostra produzione, ma anche grazie all’intelligenza di chi ha accolto queste richieste, comprendendo che la serie poteva rappresentare un’occasione per rendere l’arte più accessibile. E questa è una cosa molto bella”.
Tra commedia e crime
Commedia, dramma, crime permettono alla serie di muoversi su più sfumature senza una vera e propria definizione. Un gioco che ha tutte le carte in regola per essere un buon intrattenimento per lo spettatore. “Quando ho letto la prima stesura di questa serie – scritta da Umberto Gnoli, Michela Straniero, Francesco Arlanch, Elena Bucaccio e Silvia Leuzzi – l’ho trovata una grande occasione”, ha affermato Michelini. “La commedia ti permette di affrontare anche momenti di grande profondità, mentre il crimine, messo a contrasto con la commedia, può diventare estremamente divertente. Nel nostro caso si tratta di un crime abbastanza leggero, anche se ci sono momenti in cui andiamo a toccare temi piuttosto pesanti. Ma è proprio il contrasto con la commedia a funzionare benissimo. Pensiamo, per esempio, a Stranger Things: fuori c’è un mostro che sta divorando gli amici, mentre i protagonisti, chiusi in bagno, scherzano sulle loro esperienze al liceo. Questa fusione di piani narrativi, per un regista, è una delle cose più divertenti che possano esserci. E io ci sguazzo”.
Tra i personaggi di Chiaroscuro ci sono Leda Speranza (Matilde Gioli), brillante avvocata penalista segnata da un passato doloroso e dalla scoperta della doppia vita del padre; Eleonora Quarto (Romana Maggiora Vergano), medico legale della Squadra Mobile di Roma, appassionata di cinema horror e ancora alle prese con il lutto per la morte del compagno, un poliziotto caduto in servizio. E in parallelo, che si muove nel mondo dell’arte, c’è Mia Keller (Aurora Giovinazzo), giovane e ambiziosa professionista, figlia di un importante mercante d’arte internazionale, che nasconde un sentimento per Cosmo. A legare però le vicende dei due protagonisti è la figura enigmatica di Rufo Speranza (Alessandro Preziosi), stimato professore d’arte e abilissimo falsario, la cui morte, apparentemente un suicidio, cela interrogativi ancora irrisolti. La riapertura delle indagini – intuibile già dal primo episodio – farà riaffiorare segreti familiari, tensioni e verità rimaste a lungo nascoste.

Le riprese a Roma, da Palazzo Barberini al MAXXI
Le riprese della serie si sono svolte nei seguenti luoghi: il Circo Massimo, su cui si affaccia la casa di Cosmo; la Fontana dell’Acqua Paola del Gianicolo; i Fori Imperiali; la Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea; l’Isola Tiberina; l’Istituto Centrale per il Restauro di Roma; i Laboratori del Teatro dell’Opera di Roma; la Lanterna; il MAXXI; il Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia; Palazzo Barberini; il Pantheon; le Terme di Caracalla; Villa Medici; la Chiesa di Dio Padre misericordioso (chiesa del Giubileo); il Parco dei Mostri di Bomarzo.
Margherita Bordino
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