Nuova musica per il film “Cenere” con Eleonora Duse a 100 anni dalla morte

Nel 2024 ricorrono i 100 anni dalla scomparsa di Eleonora Duse, attrice tra le più acclamate nel mondo. Ad anticipare le celebrazioni è stato il lavoro per le musiche del film "Cenere" che la vede protagonista

Attrice fra le più note e amate del suo tempo, la critica ha visto e continua a vedere in Eleonora Duse la donna non convenzionale – nella vita e nel lavoro – che rivoluzionò il teatro e la recitazione per il suo studio sul personaggio e per il ruolo di prima attrice e prima donna capocomica in una compagnia di cui era padrona assoluta.

Eleonora Duse attrice teatrale

La Duse era figlia d’arte e aveva iniziato a calcare il palcoscenico all’età di quattro anni. Come accadeva allora nel teatro ottocentesco visse a lungo nomade, ma grazie alla forte volontà, le collaborazioni con bravi attori e le indiscusse capacità espressive divenne l’attrice italiana più famosa nel mondo e per molti anni prima donna nei testi dei maggiori autori teatrali del suo tempo.

Eleonora Duse porta al cinema “Cenere” di Grazia Deledda

Eppure nel 1909, improvvisamente, all’età di cinquant’anni e senza annunciarlo pubblicamente la Duse si ritira dalle scene. Nel decennio che segue farà molte cose: legge, scrive, viaggia, si occupa di questioni femminili, coltiva amicizie importanti, etc. E si avvicina al cinema anche per la richiesta del regista americano David Griffith che le propose di scritturarla per alcuni mesi a Los Angeles. Rimane però in Italia e realizza con Febo Mari, co-protagonista e regista, il film Cenere tratto dal romanzo della scrittrice sarda e premio Nobel Grazia Deledda.

Eleonora Duse in Cenere 1916
Eleonora Duse in Cenere 1916


Furono necessari ben cinque anni di intenso Lavoro (scritto sempre dalla Duse con la L maiuscola), ma come in teatro è lei a decidere il regista, gli attori e la casa di produzione, la prestigiosa Ambrosio di Torino.

Vede molti film, studia le tecniche cinematografiche (soprattutto i contrasti luci/ombre), riduce il testo e cambia la narrazione: non la storia di Anania (il figlio abbandonato da Rosalia/Duse), ma piuttosto il rapporto fra madre e figlio (“rotta una maglia i fili non si annodano più“ recita una didascalia del film).

E difatti la Deledda in una lettera all’attrice scriverà della pellicola – non giudicandola negativamente – “Lei ha fatto di Cenere una cosa bella e viva, il lavoro è suo ormai, noi più mio“.

Il film, terminato nel settembre del 1916, esce nelle sale nel marzo del 1917, ma non ha successo, vuoi per la mancanza di distribuzione o per un pubblico ancora non abituato a opere di questo tipo (forse di nicchia?) e soprattutto per la guerra in corso. Rimase, benché la Duse avesse ben inteso le notevoli possibilità artistiche del mezzo, l’unico progetto cinematografico dell’attrice
che chiuse definitivamente con il cinema per ritornare acclamatissima a guerra finita sui palcoscenici di tutto il mondo. Muore a Pittsburgh il 21 aprile 1924 durante una lunga e importante tournée negli Stati Uniti.

Intervista ai compositori che hanno realizzato la musica per il film Cenere

Cenere resta al centro degli studi di chi si occupa di teatro e di cinema e diverse le sonorizzazioni che ne sono state fatte negli anni. Ne parliamo con Marcello Allulli (sax tenore) e Giovanni Ceccarelli (pianoforte) compositori e esecutori della musica che ha accompagnato a Modica e Gela la visione del film in occasione della XV edizione del Festival di Cinemapoesia Versi di Luce.

Perché avete scelto di comporre la musica di un film muto e di Cenere in particolare?
G.C. Io e Marcello Allulli collaboriamo insieme in diversi progetti musicali da molti anni. L’idea di sonorizzare un film muto ci piaceva, volevamo scrivere la musica di oggi e quella che noi di solito facciamo, ma per un film prodotto oltre un secolo fa! Un’amica comune ce lo ha segnalato e appena lo abbiamo visto ci è piaciuto moltissimo, sia per la tematica senza tempo, sia per i molteplici importanti profili culturali: Deledda premio Nobel italiano per la letteratura e le uniche immagini in cui si vede la Duse recitare e apparire in tutta la sua bellezza e maestria.

Come si scrive la musica per un film muto? Da dove siete partiti?
M.A. Abbiamo innanzitutto individuato quelle che per noi erano le tematiche del film e su queste ci siamo concentrati dividendoci il lavoro: Rosalia/Duse la mamma; Amuleto/Anania il figlio; Frantoio/il padre e quello finale di Cenere, forse il tema più importante perché esprime il sofferto rapporto fra madre e figlio. Io ho composto il tema di Anania e quello finale di Cenere,
Giovanni gli altri due.

C’è anche un ulteriore tema, quello rappresentato da Margherita/Amore ed è una vecchia melodia irlandese riarrangiata da me. Questi sono appuntamenti musicali ben definiti, prefissati, ma abbiamo lasciato delle finestre aperte, momenti in cui scegliamo di interagire in modo libero. Mentre scorrono le immagini del film noi connettiamo le parti scritte a quelle improvvisate in modo sempre nuovo e la musica ogni volta è diversa.

Alessandra Bertini

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