Morto Lando Buzzanca, era l’icona della commedia sexy all’italiana

L’attore siciliano si spegne all’età di 87 anni, prostrato da una malattia degenerativa. Nel suo passato, gli inizi con Pietro Germi, l’exploit degli Anni Settanta con le commedie sexy e la tv, il declino e la rivincita con il teatro e il cinema d’autore

Interpretando la bellezza virile nelle commedie sexy all’italiana degli Anni Settanta, Lando Buzzanca ottenne il successo presso il grande pubblico, che finì per identificarlo – lui, con la mascella volitiva e il fisico prestante – con i personaggi che interpretava sul grande schermo: il “merlo maschio” della pellicola di Festa Campanile, l’Homo Eroticus di Vicario e gli innumerevoli seduttori cui prestò il volto all’apice della sua popolarità, accanto a partner femminili che facevano sognare gli italiani, da Claudia Cardinale a Catherine Spaak, Laura Antonelli e Joan Collins. 

LANDO BUZZANCA E GLI INIZI CON PIETRO GERMI

La prima apparizione al cinema dell’attore siciliano, nato a Palermo nel 1935, è un ricordo sfumato, nella memoria dei più: cresciuto in una famiglia di attori, Buzzanca era arrivato a Roma negli Anni Cinquanta, per studiare recitazione presso l’Accademia Sharoff, prima scuola italiana d’arte drammatica a praticare il metodo Stanivslaskji; nel 1959, già complice la prestanza fisica, fu scelto come comparsa per il kolossal Ben Hur, nel ruolo di uno schiavo rematore. Solo due anni dopo, il salto di qualità sarebbe arrivato con Divorzio all’Italiana: nel film di Pietro Germi, miglior commedia al Festival di Cannes del ’62 e Oscar alla miglior sceneggiatura originale, Buzzanca interpretò Rosario Mulè, giovane fidanzato di Agnese (Angela Cardile). La collaborazione con il regista genovese non resterà un unicum: nel ’64, Buzzanca figura nuovamente tra gli attori di una pellicola di Germi, Sedotta e abbandonata, scelto per interpretare l’esecutore di un delitto d’onore. Fino alla metà degli Anni Sessanta, il cinema d’autore arriderà al ragazzone siciliano – incarnazione sullo schermo dell’italiano medio, con i suoi vizi, le furberie, le miserie, le aspirazioni – coinvolto nel frattempo anche in ruoli comici accanto a Totò (Totò di notte n 1; Totò sexy) e in film a episodi come I mostri di Dino Risi, passato alla storia del cinema italiano per le interpretazioni di Ugo Tognazzi e Vittorio Gassmann.

Il gatto mammone, 1975, Gloria Guida e Lando Buzzanca, via Wikipedia. Di Archivio RCS - Gloria Guida, 60 anni e non sentirli!

Il gatto mammone, 1975, Gloria Guida e Lando Buzzanca, via Wikipedia. Di Archivio RCS – Gloria Guida, 60 anni e non sentirli!

IL SUCCESSO DELLA COMMEDIA SEXY ALL’ITALIANA

Alla battuta di arresto degli anni a seguire, che lo vedranno relegato a ruoli di genere caricaturale e a pellicole accolte tiepidamente, seguirà l’exploit delle commedie sexy, tanto totalizzante da segnarne il profilo attoriale anche sul fronte internazionale, mentre in parallelo si concretizza l’ascesa televisiva (iniziata accanto a Delia Scala, in un show di grande successo), che farà di lui un idolo nazionalpopolare. Sono gli anni di film come All’onorevole piacciono le donne (’72), Il sindacalista (’72), L’arbitro (’74)… Di pellicole più o meno apprezzate, dello stesso filone, ne girerà oltre cento.

GLI ULTIMI ANNI DI LANDO BUZZANCA. IL GOLDEN GLOBE

Fino alla decisione di riacquistare un profilo più defilato, frutto in prima battuta del tramonto del genere della commedia sexy, ma soprattutto per la volontà di tornare a dedicarsi al teatro, che negli Anni Novanta lo vede sul palcoscenico con pieces come La cena delle beffe e Liolà. Gli Anni Duemila segnano invece il ritorno in tv: a restituirgli una dimensione da attore drammatico è la miniserie Mio figlio, dove interpreta la parte di un padre che scopre l’omosessualità del figlio. La rivincita di Buzzanca su quanti l’avevano relegato al cinema di serie B, però, arriva nel 2007, con il ruolo del principe Giacomo nel film I Vicerè di Roberto Faenza, che gli procura una candidatura al David di Donatello 2008 come miglior attore e la conquista di un Golden Globe. È l’ultimo acuto sul grande schermo dell’attore siciliano, scomparso dalle scene negli ultimi anni e prostrato negli ultimi mesi da precarie condizioni di salute, che l’avevano costretto alla degenza in una casa di riposo. Le cronache delle ultime settimane, segnate da un poco edificante rimpallo di rivendicazioni tra i suoi familiari, hanno preceduto l’annuncio della sua scomparsa, all’età di 87 anni, nella clinica romana dov’era ricoverato per l’aggravarsi della sua malattia.

Livia Montagnoli

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