L’American Dream in due serie tv

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Due miniserie disponibili su Netflix approfondiscono luci e ombre del sogno americano. Tra storie a lieto fine e crisi del mito del successo a tutti i costi

Sono su Netflix due miniserie che raccontano la vita di altrettante persone che si sono fatte da sé, nel bene e nel male, con obiettivi totalmente differenti.
La prima è Self Made: la vita di Madame C.J. Walker, la vera storia di Sarah Breedlove, la prima donna afroamericana a diventare milionaria. Madame C.J. Walker (interpretata nella serie da Octavia Spencer) è l’esempio più puro dell’American Dream del quale gli Stati Uniti tornano ad avere bisogno. Ai nastri di partenza è una donna che lavora come lavandaia per famiglie bianche e non solo, con soli tre mesi di istruzione e due matrimoni falliti alle spalle. Ma riesce a diventare – grazie alla sua passione, alla voglia di vivere e al desiderio di incidere sulla società, nonostante tutte le difficoltà, i contrasti, i limiti imposti da una società bianca e paternalista – protagonista del mondo imprenditoriale americano del primo Novecento, con l’omonimo brand di prodotti per capelli dedicati a donne afroamericane, intercettando i bisogni di una fetta di pubblico allora ignorata dal mercato. Inoltre, insieme alla figlia A’Lelia, mecenate e grande filantropa, è fondamentale nella rinascita culturale di Harlem.

LA SERIE TRUE STORY SU NETFLIX

Se Madame C.J. Walker è una storia positiva di affermazione, di quelle al termine della quale scatta un sicuro applauso, True Story invece fa molto ridere (anche grazie alla coppia Kevin Hart e Wesley Snipes), ma alla fine lascia l’amaro in bocca, mettendo totalmente in crisi il mito del successo nel mondo contemporaneo. Tra colpi di scena, equivoci, relazioni familiari complesse, ambizioni, sentimenti e delusioni, la serie creata da Eric Newman ci pone di fronte a un bivio. Il fine giustifica sempre i mezzi? Cosa è giusto e cosa è sbagliato? E soprattutto ci chiede di amare i protagonisti e allo stesso tempo di condannarli. Così Kid, l’attore comico main character della serie, al centro di un dramma personale e familiare che coincide però anche con il punto più alto della sua carriera e dei profitti che ne conseguono, diventa l’ago della bilancia della nostra morale. Noi da che parte stiamo?

Santa Nastro

Self Made
USA, 2020
GENERE: drammatico, biografico
CAST: Octavia Spencer, Tiffany Haddish, Carmen Ejogo, Garrett Morris
EPISODI: 4 (45′ ognuno)

True Story
USA, 2021
GENERE: drammatico, commedia
CAST: Kevin Hart, Wesley Snipes, Tawny Newsome, Paul Adelstein
EPISODI: 7 (da 58′ a 35′ ognuno)

Articolo pubblicato su Artribune Magazine #64

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Santa Nastro
Santa Nastro è nata a Napoli nel 1981. Laureata in Storia dell'Arte presso l'Università di Bologna con una tesi su Francesco Arcangeli, è critico d'arte, giornalista e comunicatore. Attualmente è caporedattore di Artribune. È Responsabile della Comunicazione di FMAV Fondazione Modena Arti Visive e della Fondazione Pino Pascali. Collabora con Fondazione Pianoterra Onlus a Roma. È stata inoltre autore per il progetto arTVision – a live art channel, ufficio stampa per l’American Academy in Rome. Dal 2011 collabora con Demanio Marittimo.KM-278 diretto da Pippo Ciorra e Cristiana Colli. Dal 2006 al 2011 è stata Segreteria Scientifica del Festival dell'Arte Contemporanea di Faenza, diretto da Angela Vettese, Carlos Basualdo e Pier Luigi Sacco. Dal 2005 al 2011 ha collaborato con Exibart nelle sue versioni online e onpaper. Ha pubblicato per Maxim e Fashion Trend, mentre dal 2005 ad oggi ha pubblicato su Il Corriere della Sera, Arte, Alfabeta2, Il Giornale dell'Arte, minima et moralia e saggi testi critici su numerosi cataloghi e pubblicazioni.