La serie tv Moon Knight alla scoperta dell’Egitto e di una nuova identità su Disney+

Strepitoso Oscar Isaac, incantevole il suo Steven Grant. In attesa del debutto della serie Moon Knight su Disney+, sono i protagonisti a rivelarci gli aspetti più interessanti del progetto

Oscar Isaac as Moon Knight in Marvel Studios' MOON KNIGHT. Photo courtesy of Marvel Studios. ©Marvel Studios 2022. All Rights Reserved
Oscar Isaac as Moon Knight in Marvel Studios' MOON KNIGHT. Photo courtesy of Marvel Studios. ©Marvel Studios 2022. All Rights Reserved

La nuova serie di Disney+ che ci riporta all’interno del Marvel Cinematic Universe si intitola Moon Knight ed è disponibile dal 30 marzo. Il supereroe in questione, Steven Grant, è ben diverso dai canoni a cui siamo abituati, ha una personalità maggiormente definita e più di tutti gli altri è immerso in atmosfere dark (senza mai rinunciare all’umorismo!). A prestare il volto a Steven Grant è Oscar Isaac e questa serie è il suo show! Accanto a lui però ci sono altri grandissimi attori, quali Ethan Hawke e May Calamawy. La storia di Moon Knight segue Steven Grant, un uomo mite che vive lontano dagli eccessi, lavora in un negozio di souvenir ed è afflitto da blackout e disturbi del sonno che presto lo conducono in luoghi a lui sconosciuti lasciandogli addosso misteriosi ricordi. La sua psiche è in realtà condivisa con un’altra personalità, quella di Marc Spector, e questa coperta lo condurrà a conoscere un universo altro, fatto e dominato da dei e magie, da giochi di potere e vendetta.

Oscar Isaac as Steven Grant in Marvel Studios' MOON KNIGHT. Photo by Gabor Kotschy. ©Marvel Studios 2022. All Rights Reserved
Oscar Isaac as Steven Grant in Marvel Studios’ MOON KNIGHT. Photo by Gabor Kotschy. ©Marvel Studios 2022. All Rights Reserved

L’EGITTO NELLA SERIE MOON KNIGHT

A firmare la regia della serie è Mohamed Diab. Lo stesso regista ha affermato di essere stato attratto dalla mente del protagonista, dalla sua patologia e quindi dal suo comportamento. E come dargli torto? Chi non resterebbe affascinato da un personaggio presentato come una persona normale che scopre improvvisamente di avere un’altra identità e personalità? Il vero motivo però che ha convinto Diab ad accettare il progetto è stata la sua ambientazione, molto familiare: “come egiziani, ci vediamo sempre raffigurati in un modo che chiamiamo orientalismo, ossia quando veniamo visti come esotici e quindi disumanizzati. In Moon Knight veniamo raffigurati semplicemente come normali esseri umani attraverso il carattere di Layla. Inoltre, vediamo persino l’Egitto come è esattamente, e non come il 90 percento delle volte in cui l’Egitto non è l’Egitto. Immagina Parigi e vedi il Big Ben sullo sfondo. È così che vediamo il nostro paese nei film o nelle serie televisive: diverso. È divertente, ma fa male”.

Oscar Isaac as Steven Grant and Ethan Hawke as Arthur Harrow in Marvel Studios' MOON KNIGHT, exclusively on Disney+. Photo by Csaba Aknay. ©Marvel Studios 2022. All Rights Reserved
Oscar Isaac as Steven Grant and Ethan Hawke as Arthur Harrow in Marvel Studios’ MOON KNIGHT, exclusively on Disney+. Photo by Csaba Aknay. ©Marvel Studios 2022. All Rights Reserved

IL PANTHEON DELLA MARVEL CINEMATIC UNIVERSE

È la prima volta che la Marvel Cinematic Universe mostra al pubblico il mondo delle divinità e in particolare quelle egizie. Già questa è stata una notevole novità e curiosità per il suo attore protagonista, Oscar Isaac, nella sua primissima valutazione. “Mi sembrava che ci fosse una reale opportunità per fare qualcosa di completamente diverso, in particolare nel MCU, e di concentrarsi davvero sulla lotta interna di questo personaggio, di usare l’iconografia egiziana insieme al mondo dei supereroi”. Un personaggio ben diverso dagli altri che conosciamo. Nato nel 1975 nelle pagine di Werewolf by Night – ideato da Doug Moench e disegnato da Don Perlin – per poi essere definitivamente caratterizzato e ben inserito nell’universo Marvel nel 1980. “La particolarità del personaggio risiede nell’immedesimazione da parte del pubblico, che lo osserva dal suo punto di vista: entri nella sua pelle, vedi ciò che vede lui”, continuando Oscar Isaac. “C’è qualcosa di terrificante in questo. Steven ha un senso dell’umorismo totalmente diverso da ciò che abbiamo visto nel MCU. Steven non sa di essere divertente, lo è nella sua goffaggine. La sua personalità viene contrapposta allo stereotipo del vigilante oscuro e tormentato, Marc”.

OSCAR ISAAC E ETHAN HAWKE

Oscar Isaac divide la scena, o meglio il piccolo schermo, con quel grandissimo attore che è Ethan Hawke. Un attore che forse non avremmo mai immaginato in un progetto del genere – un progetto più cupo e violento per la Marvel ma che non mette assolutamente da parte la comicità. La serie ha diversi momenti intensi, utilizzati con grande talento e incisività per trattare un tema delicato come quello della sanità mentale, centrale nella vita del personaggio. Di questo aspetto ne ha parlato Ethan Hawk, che indossa i panni della nemesi dell’eroe, Arthur Arrow: “Il cinema è lastricato di storie in viene raccontata la l’instabilità mentale attraverso il cattivo, l’antagonista. Nello stesso modo vengono rappresentati anche molti eroi. Con Moon Knight abbiamo invertito il paradigma, perché qui ad essere “pazzo” è l’eroe. Nel caso di Harrow la sua è una follia controllata. Mohamed ha abbracciato la malattia mentale del protagonista in modo da dare forma ad un narratore inaffidabile. Una volta che il prisma viene rotto, tutto ciò che il pubblico vede è da un punto di vista distorto. Nella mente del mio personaggio egli è un santo, colui che sta compiendo una missione giusta”. Moon Knight è una serie che ha tutte le carte in regola per avere la stessa accoglienza e riscuotere lo stesso successo che lo scorso anno ha avuto WandaVision e il motivo è molto semplice: la costruzione narrativa è molto focalizzata sullo studio dei personaggi e del contesto circostante al punto da accompagnare per mano lo spettatore negli sviluppi della trama passo dopo passo con momenti di novità, sorpresa, risate e adrenalina.

Margherita Bordino

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Margherita Bordino
Classe 1989. Calabrese trapiantata a Roma, prima per il giornalismo d’inchiesta e poi per la settima arte. Vive per scrivere e scrive per vivere, se possibile di cinema o politica. Con la valigia in mano tutto l’anno, quasi sempre in giro per il Belpaese tra festival, rassegne cinematografiche o letterarie. Laureata in Letteratura, musica e spettacolo, e Produzione culturale, giornalismo e multimedialità, è giornalista pubblicista e content creator. Coordina il video magazine di Cinecittà, collabora tra gli altri con le Rivista 8 1/2 e Mediterraneo e dintorni, ed è autrice del programma tv Luce Social Club (Sky Arte).