Il Signore degli Anelli: Gli Anelli del Potere. Ecco il trailer della nuova serie tv

In uscita il 2 settembre 2022 su Amazon Prime Video, la serie racconterà gli eventi accaduti migliaia di anni prima della straordinaria trilogia di J. R. R. Tolkien

Immagine tratta dal trailer de Il Signore degli Anelli: Gli Anelli del Potere - Amazon Prime
Immagine tratta dal trailer de Il Signore degli Anelli: Gli Anelli del Potere - Amazon Prime

Presentato durante il Super Bowl 2022, il trailer de Il Signore degli Anelli: Gli Anelli del Potere in poche ore ha già raggiunto più di 7 milioni di vews su YouTube, scatenando l’entusiasmo dei fan che attendevano l’annuncio di una serie che si preannuncia rivoluzionaria. Con un budget oltre il miliardo di dollari — non confermato da Amazon — diventerebbe la serie televisiva più costosa di sempre. Un record che surclasserebbe Il Trono di Spade, considerato da molti proprio come il successore spirituale della storica saga di Peter Jackson.

GLI ANELLI DEL POTERE: LA TRAMA E I PERSONAGGI

La serie sarà composta da 5 stagioni che mostreranno le vicende di almeno 22 personaggi le cui storie si intrecceranno fra loro. Il tutto sempre ruotando attorno al fulcro principale della trama, ovvero la forgiatura dei mitici anelli: “Anelli per gli elfi, per i nani, per gli uomini e l’anello che Sauron usava per ingannarli tutti. È la storia della creazione di tutti quei poteri, da dove provengono e del loro impatto su ciascuna di quelle razze”, spiega Patrick McKay, co-autore della serie. Si tratta, dunque, di uno sguardo approfondito sulla Seconda Era, periodo apparentemente pacifico che anticipa di migliaia di anni il viaggio di Frodo, Sam e della Compagnia. In seguito alla sconfitta dell’oscuro dio Morgoth e alla misteriosa scomparsa del suo apprendista Sauron, ritroviamo una giovane e rabbiosa Galadriel (Morfydd Clark) dare la caccia agli ultimi seguaci del Signore Oscuro, mossa dalla sete di vendetta per la morte di suo fratello. Una versione della Dama dei Boschi molto differente rispetto a quella mostrata da Peter Jackson — il quale, per altro, non fa parte del progetto — che insieme a una manciata di altri personaggi risulteranno familiari agli appassionati della saga, contrapposti invece a svariati volti nuovi tanto sconosciuti quanto da scoprire. Tutte le vicende messe in scena dalla serie sono tratte da Il Silmarillion, corpus mitologico mai finito sull’universo ideato da Tolkien, base che l’autore ha utilizzato per la realizzazione de Il Signore degli Anelli e Lo Hobbit. Le annotazioni e i dettagli contenuti, come dichiarato dall’autore stesso, svolgono un ruolo fondamentale nel produrre “l’effetto della totalità, suscitando così il senso convincente della realtà storica”.

GLI ANELLI DEL POTERE. L’AZZARDO DI JEFF BEZOS E LA SCELTA DEGLI AUTORI

“A livello personale, è un grande fan di Tolkien e un vero entusiasta di tutto ciò che ha fatto, oltre che un esperto”, afferma il capo degli Amazon Studios Jennifer Salke, rivelando così la passione di Bezos per il mondo fantasy immaginato dallo scrittore britannico. E sarebbe proprio questo amore, unito alla forte ambizione di dare vita a una serie televisiva dalle dimensioni colossali, ad aver spinto l’imprenditore statunitense a intraprendere un progetto così rischioso. La rielaborazione dell’opera di un autore così amato in un adattamento di 50 ore non può, dunque, che essere un azzardo. Un rischio del quale sono ben consapevoli anche Patrick McKay e JD Payne, i creatori della serie: amici del liceo, lavorano insieme da tredici anni a Hollywood e recentemente si sono occupati della sceneggiatura di Star Trek 4. “Eravamo un po’ una scommessa al buio”, ha detto McKay ricordando il momento in cui fra tanti candidati Amazon ha scelto proprio loro. “Ci sentivamo degli hobbit. Ci siamo sentiti come due persone molto piccole in un mondo enorme a cui era appena stato affidato qualcosa che significava così tanto per così tante persone di ogni ceto sociale”, gli fa eco Payne.

GLI ANELLI DEL POTERE, TRA ATTESA E CRITICHE

Nonostante le lecite preoccupazioni, entrambi gli autori confidano che, alla sua presentazione, l’opera parlerà da sola mettendo a tacere ogni dubbio sulla sua riuscita, specialmente in questo momento in cui, a seguito del rilascio delle prime notizie fino a ora tenute accuratamente segrete, sono emerse anche le prime critiche da parte della community. La scelta di inserire nella trama il primo elfo silvano nero in un film, Arondir (Ismael Cruz Córdova), e la prima donna nera ad interpretare la principessa dei nani Disa (Sophia Nomvete), non è passata inosservata destando diverse critiche e perplessità. Ma, come ricorda Lindsey Weber, produttore esecutivo della serie, Tolkien è per tutti e la forza delle sue storie risiede proprio nella capacità dei personaggi di uscire dall’isolamento delle proprie culture, unendosi per sconfiggere un male comune.

– Altea Novari

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Altea Novari
Vive a Roma dove si è laureata in Cinema e televisione presso il DAMS di Roma Tre. Spesso si trova a Milano per trasformare la passione per la fotografia, il cinema e i nuovi media in un lavoro appagante.