Da Villa Necchi Campiglio all’Adele di Klimt: tutta l’arte in The House of Gucci

Oltre alle meravigliose ville Necchi Campiglio, Balbiano, Polissena e Loubenò, compaiono opere come l’Adele Bloch-Bauer I di Klimt e i dipinti di Motherwell, Rothko, Lichtenstein e Rauschenberg.

Là dove ci sono lo stile e le finanze, non deve sorprendere che vi sia anche una cospicua quantità di opere d’arte e meravigliose ville d’epoca. Quale film migliore di House of Gucci, allora, per rifarsi gli occhi? Se siete stati al cinema avrete notato alcune presenze famose, ma altre piccole gemme potrebbero esservi sfuggite, come l’antiquariato acquistato dalla produzione da Robertaebasta (peraltro in queste settimane protagonista di un godibile reality show, La Mercante di Brera, sul canale NOVE), Gallery Ltwid, Michel Leo Milano, Rubelli, Lalique, Daum e altri collezionisti per riempire i set a Cinecittà. Ecco una collezione delle opere più sfavillanti scelte dagli scenografi Letizia Santucci e Arthur Max per l’ultima pellicola targata Ridley Scott.

– Giulia Giaume

1. VILLA NECCHI CAMPIGLIO

Villa Necchi Campiglio

La prima grande residenza che si distingue è Villa Necchi Campiglio, bene FAI nel cuore di Milano. Qui, nella storia, vive Rodolfo Gucci, geniale inventore del foulard della maison e fondatore del brand (interpretato da Jeremy Irons), tra le memorie della moglie scomparsa e quelle dei suoi giorni da attore. Costruita nel 1935 dall’architetto Piero Portaluppi (su richiesta delle sorelle Nedda e Gigina Necchi, con il marito Angelo Campiglio) e successivamente ammodernata da Tomaso Buzzi, la villa razionalista dietro il Duomo era stata già scelta per set cinematografici come Io sono l’amore di Luca Guadagnino.

2. L’ADELE DI KLIMT

Ritratto di Adele Bloch Bauer I, Gustav Klimt

Al centro di una imbarazzante scena sul divario culturale tra la famiglia Reggiani e la famiglia Gucci, c’è il Ritratto di Adele Bloch-Bauer I di Gustav Klimt. L’imponente opera dell’ultimo “periodo dorato” di Klimt troneggia nello studio del padre di Maurizio Gucci (Adam Driver), Rodolfo. Patrizia Reggiani, interpretata da Lady Gaga e qui neo-fidanzata dell’erede della casa, confonde il maestro viennese con Picasso, per poi notare come il quadro debba “valere molti soldi”.

3. LA CA’ GRANDA MILANESE

La Ca’ Granda di Milano, sede dell’Università statale

Da anni scenario del Fuorisalone, i chiostri dell’antica Ca’ Granda – oggi sede dell’Università statale di Milano – ospitano una delle scene di avvicinamento tra i due protagonisti (Maurizio studia per diventare avvocato, Patrizia lo “pedina” nella sede centrale dell’università). Già sede dell’Ospedale Maggiore tra via Francesco Sforza, via Laghetto e via Festa del Perdono, la Ca’ Granda è uno dei primi edifici rinascimentali della città, opera dell’architetto fiorentino Filarete.

4. VILLA BALBIANO A COMO

Villa Balbiano a Como CC Plumbago Capensis

La casa dove Aldo Gucci (interpretato da Al Pacino) celebra il suo compleanno è la splendida Villa Balbiano del tardo XVI secolo a Ossuccio, sulla riva occidentale del lago di Como. Già residenza del cardinale Tolomeo Gallio e del cardinale Angelo Maria Durini, la villa – recentemente restaurata da Jacques Garcia – vanta affreschi del XVII secolo dei fratelli Recchi e di Agostino Silva, un giardino all’italiana (dove i personaggi del film giocano a una partita di calcio fiorentino), una piscina e un molo privato.

5. L’ARTE DELL’APPARTAMENTO DI NEW YORK

L’appartamento newyorchese della coppia è l’epitome dello stile di fine anni Ottanta-inizio Novanta, con lampade da Fontana Arte e riproduzioni di dipinti espressionisti e pop: si intravvedono opere di Robert Motherwell, Mark Rothko, Roy Lichtenstein e Robert Rauschenberg.

6. VILLA LOUBENÒ A GRESSONEY-SAINT-JEAN

Villa Loubenò a Gressoney St. Jean

Nonostante i Gucci avessero diverse residenze nella Svizzera italiana, a St. Moritz, le riprese sono state realizzate in Valle d’Aosta. La residenza invernale dei protagonisti è la villa del barone Beck-Peccoz nel paese walser di Gressoney- Saint-Jean, palazzo art nouveau costruito all’inizio del secolo scorso. Nonostante l’aspetto esterno da “chalet”, l’interno è lussuoso, con un lampadario di Murano, mosaici di vetro e uno scalone d’onore.

7. VILLA POLISSENA A ROMA

Villa Polissena ph Wolfgang Stahr c NERGER M&O

L’elegante villa dai toni aranciati dove i coniugi Gucci iniziano a prendere le distanze è una vera e propria casa reale. Villa Polissena, a Roma, è stata la dimora della principessa Mafalda Savoia sposata a Philip von Hessen (detto in Italia d’Assia), nonché stilista. La casa era un dono del padre di Mafalda e re d’Italia Vittorio Emanuele III alla coppia appena sposata nel 1925, e fa parte del più ampio complesso di Villa Ada Savoia, già residenza della famiglia reale. Il principe Filippo, grazie agli studi di architettura e paesaggismo, ridisegnò il palazzo – che viene prima ampliato e poi sopraelevato tra il 1928 e il 1930 – progettando anche il giardino all’italiana che compare nel film.

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Giulia Giaume
Amante della cultura in ogni sua forma, è divoratrice di libri, spettacoli, mostre e balletti. Laureata in Lettere Moderne, con una tesi sul Furioso, e in Scienze Storiche, indirizzo di Storia Contemporanea, ha frequentato l'VIII edizione del master di giornalismo Walter Tobagi. Collabora con diverse riviste su temi culturali, diritti civili e tutto ciò che è manifestazione della cultura umana, semplicemente perché non può farne a meno.