Veronica Gentili: una conduttrice televisiva innamorata dell’arte

Attrice, giornalista, scrittrice e conduttrice televisiva, Veronica Gentili ha un curriculum assai ben nutrito. Ma la sua storia familiare la lega strettamente anche al mondo dell'arte. A partire dalla madre pittrice, Netta Vespignani

La giornalista (Il Fatto Quotidiano), scrittrice (Gli Immutabili, diario pandemico uscito per i tipi de La nave di Teseo) e conduttrice in fervente ascesa – unica a ricoprire due fasce orarie nella medesima sera – Veronica Gentili (Roma, 1982), in forza al gruppo Mediaset (Stasera Italia, Controcorrente e Buoni o Cattivi) è indissolubilmente legata al mondo dell’arte.

CHI ERA NETTA VESPIGNANI

La madre Netta Vespignani, morta il 31 marzo di quest’anno, è stata una pittrice nonché mercante e curatrice, sposata a Renzo Vespignani, illustratore, incisore e scenografo che ha raffigurato il dramma dello sfollamento romano e dell’occupazione nazista nel secondo conflitto mondiale, e che fondò il gruppo “Il pro e il contro” assieme ad Attardi, Guccione e Farulli.
Netta la si ricorda quale figura cardine dei salotti culturali capitolini, come afferma la figlia: “Una personalità vivace, una protagonista, un’artista straordinaria”. Attivissima alla galleria Il fante di spade, fu una precorritrice nel valorizzare la Scuola Romana tra le due guerre con eventi, presentazioni, ricerche storiografiche e mostre quali Roma tra Espressionismo barocco e Pittura tonale 1929-1943, Scipione 1904-1933 e Mario Mafai 1902-1965. Una calma febbre. Nel suo studio in via del Babuino aveva appunto sede l’Archivio della Scuola Romana, animato e vissuto da pensatori e artisti di grande spessore, da Moravia a Pasolini, da Moreni a Tornabuoni, da Penna e Calabria.

Un ritratto di Netta Vespignani

Un ritratto di Netta Vespignani

DUCCIO TROMBADORI RICORDA NETTA VESPIGNANI

In questo periodo così cupo e difficile avremmo voluto ricordarla con una cerimonia fatta anche di allegria, quella che ha regalato a tante persone. Ma lo faremo appena si potrà”, ha dichiarato la famiglia.
Nel cordoglio, a spiccare sono state le parole dell’amico di sempre, il giornalista, pittore e critico d’arte Duccio Trombadori: “Donna prestigiosa, tessitrice di relazioni pubbliche, appassionata testimone della vita culturale e civile. Fu quello un periodo di creatività e assidua collaborazione tra artisti, poeti e scrittori (Moravia, Penna, Pasolini, Alberti, Moreni, Calabria, Vespignani, Guerreschi, Ferroni, Tornabuoni e tanti altri). Netta era la ninfa egeria di questo clima culturale che non esaurì le sue risorse nella contestazione del 1968 ma condusse alla proficua esigenza di un ‘ritorno alla pittura’ dopo la crisi delle neoavanguardie all’inizio degli anni ’80. Netta Vespignani sostenne questo versante del gusto postmoderno (Piruca, Ligas, Bulzatti, Frongia) in accordo con la veggente opera di Plinio De Martiis, dedicandosi al tempo stesso nella rivalutazione dei tesori nascosti dell’arte romana del ‘900, scoprendo con Maurizio Fagiolo Dell’Arco e Antonello Trombadori le linee di contiguità poetica tra la generazione vicina ai Valori Plastici (Francalancia,Trombadori, Donghi) e le nuove correnti espressive degli anni ’30 (Ziveri, Mafai, Pirandello)”. Continua Trombadori: “Nella sua nuova galleria aperta in Via del Babuino ci fu negli anni Ottanta un susseguirsi di mostre di grande rilievo culturale che hanno ricostruito importanti biografie e percorsi artistici rimasti in ombra. E questo lavoro di scavo Netta lo fece per la passione che la animava nel profondo. ‘Ho sempre cercato verità umana nel fatto artistico’, ebbe a dire, ‘qualcosa che andasse al di là della maniera. Qualcosa che avesse a che fare con la realtà. Dopo il diluvio delle mode avanguardistiche, sento il bisogno di una ripresa figurativa alla sorgente dei sentimenti’. A questo modo di sentire, Netta conformò tutto il significato della sua opera di gallerista e animatrice del mondo dell’arte, cui va anche riconosciuto il merito per l’apertura negli spazi di Villa Torlonia di una importante collezione permanente di maestri della Scuola Romana”.

Veronica Gentili agli Studi PalatinoVERONICA DALL’ARTE AI TALK SHOW

In questo contesto, è inevitabile che la figlia Veronica Gentili abbia respirato, sin dalla tenera età, particolari situazioni di incanto visivo e turbinio creativo. Concetto riaffermato dalla stessa Gentili in una lunga e appassionata intervista uscita sulle pagine di affaritaliani.it: “Indubbiamente sono cresciuta nel mondo dell’arte, tra quadri, sculture, mostre, inaugurazioni, cataloghi. Il mio pane quotidiano. Con mamma, grande mercante d’arte, passavo intere giornate tra la galleria e l’archivio. Cose che non si dimenticano. Un vero e proprio alfabeto sin da quando si è bimbi. Costellano il mio immaginario anche da un punto di vista meno razionale”.
Veronica Gentili ha tuttavia deciso di percorrere un’altra strada, dapprima verso la recitazione (si è diplomata all’Accademia d’Arte Drammatica), che l’ha vista presente in serie, fiction, lungometraggi e produzioni internazionali dalle firme illustri (Muccino, Sollima, Proietti, Lucarelli, Haggis, Morelli e Giannini Jr.) per poi dirigersi sul terreno sabbioso del giornalismo “istituzionale”. Da qualche settimana ha inaugurato il suo Controcorrente, che sostituisce Stasera Italia weekend; è andata in scena tutti i martedì sera con la news stagionale Buoni o Cattivi, docu–reality (del quale è anche ideatrice) che ha affrontato il disagio giovanile e il lato oscura di una società sempre più alla ricerca di se stessa.
A Sulmona, unitamente ad Andrea Vianello (direttore di Rai News 24) e Federico Palmaroli (visionario disegnatore satirico di Osho), la premiano per “il linguaggio e lo stile che sa avvicinare le nuove generazioni alla politica”, mentre l’edizione italiana di Forbes la inserisce nelle top 100 donne di successo del 2020.
In definitiva, una rapida carriera giornalistica, senza però mai dimenticare le origini ben piantate nel mondo dell’arte.

– Mirko Crocoli

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