Che cosa è il cinema oggi? Il programma della Settimana della Critica 2021

La Settimana della Critica 2021 prevede un concorso di sette titoli provenienti da tutto il mondo. Una selezione complessiva che cerca risposta ai quesiti più attuali e legati alla dimensione surreale e anche distopica che abbiamo vissuto nei mesi scorsi

Annunciata la selezione della Settimana della critica 2021 (1-11 settembre, Lido di Venezia), la prima guidata da Beatrice Fiorentino come direttore generale. La stessa che si domanda: “Cos’è il cinema oggi? Cosa cerchiamo nelle immagini dopo un’intera stagione trascorsa a distanza, privati del contatto fisico, costretti a comunicare attraverso il filtro di piattaforme e devices? Dopo un anno di call, di DAD e di streaming. Di relazioni interrotte, di corpi negati, di festival trasmessi in modalità digitale, dovendo subire la diaspora della comunità cinefila (e non) sotto la minaccia implacabile del virus, ma compiendo anche ogni possibile sforzo per mantenere intatto lo spirito di chi – come noi – è sempre affamato di condivisione e confronto. È stata soprattutto questa la grande sfida: riappropriarci dell’atto della visione in termini teorici e interrogarci. Cos’è il cinema dopo la pandemia? Cosa è cambiato nel nostro sguardo? Come guardiamo oggi?”. Quella della Settimana della Critica è una selezione fatta e condivisa con la commissione di selezione composta da Enrico Azzano, Paola Casella, Simone Emiliani e Roberto Manassero, cercando di rispondere a tutta questa serie interrogativi legati al periodo, alla dimensione che stiamo vivendo e ai sentimenti del cinema più recente. La Settimana della critica, fondata nel 1984, come al solito, vede sette titoli in concorso più una sezione di altrettanti film cortometraggi, chiamata [email protected] Ad aprire la Settimana della Critica 2021 è Karmalink di Jake Wachtel, film sulla memoria, sulla coscienza collettiva e sull’avidità del pensiero occidentale, mentre in chiusura è previsto The Last Chapter di Gianluca Matarrese, confessione intima e audace, la conversazione a due tra il regista e il suo amante, un gioco di dominio e sottomissione che passa attraverso l’universo del bondage, i traumi dell’AIDS e anche la teoria delle immagini. Dalla Settimana della Critica, negli anni, sono passati alcuni dei registi contemporanei più stimati e ricercati, tra tutti Kevin Reynolds, Bryan Singer e Olivier Assayas. Ecco le sinossi dei film in concorso.

– Margherita Bordino

1. CONCORSO ELES TRANSPORTAN A MORTE | THEY CARRY DEATH DI HELENA GIRÓN E SAMUEL M. DELGADO

Tra l’equipaggio capitanato da Cristoforo Colombo viaggiano tre uomini che a quest’ora avrebbero dovuto essere morti. Sono riusciti a evitare il loro triste destino partecipando a questo viaggio incerto: raggiunte le Isole Canarie, fuggono portando con sé una delle vele della nave. Nel frattempo, nel Vecchio Mondo, una donna cerca di salvare la sorella morente portandola da un guaritore. Entrambi questi viaggi tentano di prendersi gioco della morte. Entrambi questi viaggi sono in balìa della storia.

2. ELTÖRÖLNI FRANKOT | ERASING FRANK DI GÁBOR FABRICIUS

ELTÖRÖLNI FRANKOT_Erasing Frank – Gábor Fabricius

È il 1983: dietro, la cortina di ferro dell’Europa orientale a Budapest. Frank è il carismatico cantante di un gruppo punk bandito che dà voce alla sua generazione contro un regime totalitario. Rinchiuso dalla polizia in un ospedale psichiatrico nel tentativo di farlo tacere, Frank sacrificherà tutto per resistere. 

3. MONDOCANE | DOGWORLD DI ALESSANDRO CELLI

MONDOCANE_di Alessandro [email protected]

In un futuro non molto lontano, Taranto è una città fantasma cinta dal filo spinato in cui nessuno, nemmeno la Polizia, si azzarda a entrare. Sono rimasti i più poveri che lottano per la sopravvivenza, mentre una gang criminale, le Formiche, capeggiate dal carismatico Testacalda (Alessandro Borghi), si contende il territorio con un’altra gang. Due orfani tredicenni, cresciuti insieme, sognano di entrare in quella banda. Pietro, detto Mondocane per aver superato la prova d’accettazione nella gang, impone Christian al gruppo che lo deride chiamandolo Pisciasotto. Ma qualcosa si incrina nel loro equilibrio mettendo a rischio tutto quello in cui credono.

4. MOTHER LODE DI MATTEO TORTONE

MOTHER LODE di Matteo Tortone

Jorge lascia la sua casa e la sua famiglia alla periferia di Lima per tentare la fortuna nelle miniere d’oro delle Ande. Inizia così un viaggio fatto di presagi, dove realtà e pensiero magico si fondono, scoprendo man mano che il mito della ricchezza si costruisce su basi che diventano sempre più tangibili – mentre i confini tra vittime e oppressori si fanno sempre più vaghi e sfumati. Mother Lode è una favola sulla banalità della discesa agli inferi in epoca neoliberista; un paradigma di un mondo implacabile in cui tutto può essere sacrificato in nome del profitto.

5. OBKHODNIYE PUTI | DETOURS DI EKATERINA SELENKINA

Un’ampia riflessione sulla coreografia dei corpi nel paesaggio urbano di Mosca: Detours descrive un nuovo modo di trafficare droga attraverso il Darknet, la stratificazione di realtà fisiche e virtuali, così come una poetica e una politica dello spazio. Ambientato in quartieri silenziosi, tra i muri di cemento dei grattacieli, dietro i garage e tra i binari abbandonati, il film segue e perde di continuo le tracce di Denis, il “tesoriere” che nasconde pacchetti di droga in tutta la città.

6. A SALAMANDRA | THE SALAMANDER DI ALEX CARVALHO

A SALAMANDRA Alex Carvalho

Dopo anni passati a prendersi cura del padre, Catherine si sente soffocata dalla distanza tra i suoi sentimenti e la vita reale. Fugge in Brasile, sperando di ricongiungersi con sua sorella. Finalmente libera, ma ancora incapace di superare la sua ansia, si imbatte in un’improbabile relazione con un attraente giovane. Gil le offre una seconda possibilità di vivere ciò che avrebbe potuto vivere se le cose fossero andate diversamente. Determinata a ricominciare, Catherine deve decidere se portare la sua rinascita fino alla sua violenta e inevitabile conclusione.

7. ZALAVA DI ARSALAN AMIRI IRAN

ZALAVA di Arsalan Amiri

1978: gli abitanti di un piccolo villaggio chiamato Zalava sono convinti che un demone sia tra loro. Un giovane sergente che indaga sul caso decide di arrestare l’esorcista che tenta di scacciare il demone dal villaggio. Ma improvvisamente si ritroverà bloccato in una casa maledetta con la sua amante e gli abitanti del villaggio, credendoli entrambi posseduti, cercheranno di dare fuoco alla casa. 

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Margherita Bordino
Classe 1989. Calabrese trapiantata a Roma, prima per il giornalismo d’inchiesta e poi per la settima arte. Vive per scrivere e scrive per vivere, se possibile di cinema o politica. Con la valigia in mano tutto l’anno, quasi sempre in giro per il Belpaese tra festival e rassegne cinematografiche o letterarie. Laureata in Letteratura, musica e spettacolo, e Produzione culturale, giornalismo e multimedialità. È giornalista pubblicista e lavora come freelance. Collabora tra gli altri con Cinematographe.it, la Rivista 8 1/2, fa parte della redazione del programma tv Splendor e coordina Cinecittà Luce Video Magazine.