Annette, l’apertura di Cannes74 è in musica rock

Il Festival di Cannes riparte nel 2021 e lo fa con un film di grande arte. Di musica, parola, pittura e molto altro. Uno show nello show non semplicissimo e che si rivolge direttamente al pubblico stuzzicandolo anche nell’immaginazione. Firmano la colonna sonora i mitici fratelli Sparks.

Annette
Estremo, ipnotico, forse un po’ assurdo. A metà tra un testo di Edgar Allan Poe e un quadro di Magritte. Con Annette il regista Leos Carax torna dietro la macchina da presa per un musical. Un film rock con al centro una coppia appartenente al mondo dello spettacolo. Un film attesissimo che arriverà nelle sale cinematografiche italiane in collaborazione con Koch Media e I Wonder Pictures. Annette è il film d’apertura della 74esima edizione del Festival di Cannes, l’edizione della ripartenza dopo un anno di stop. “Un evento, come ogni film di Leos Carax, il regalo che gli amanti del cinema e della musica stavano aspettando”. Con queste parole il Presidente del Festival di Cannes ne aveva dato l’annuncio tempo fa, ed effettivamente Annette è un grande film, una scatola magica di emozioni che si rivolge direttamente agli spettatori pur destando anche diverse perplessità. Ogni parola, ogni nota, è ben calibrata con ogni inquadratura, con ogni movimento di macchina e con ogni intenzione di stile del regista. L’affresco di una famiglia che si forma, che vive dei momenti di gioia e di dolore, che deve fare i conti con i riflettori sempre accessi e puntati sulla propria vita, ed in particolare con la nascita di una bambina che stravolgerà l’esistenza dei due amanti.

LA STORIA DI ANNETTE

Henry è uno stand-up comedian con un grande senso dell’umorismo, un umorismo forte, nero e a tratti brutale. Ann è una cantate di fama internazionale dotata di una grandissima eleganza nei gesti e nella voce. I due sono famosi e felice. Conducono una vita libera e affascinante a Los Angeles. La loro vita così perfetta cambia con la nascita di Annette, loro figlia, che ha un dono unico ed eccezionale, a tratti disturbante e forse pericoloso. Henry è interpretato da Adam Driver che dopo avere toccato le corde del dramma con Storia di un matrimonio può veramente fare ogni cosa; mentre Ann è Marion Cotillard, anche se arriva all’ultimo nel progetto. Annette di Leos Carax è stato annunciato infatti nel 2016 e doveva avere nel cast accanto Driver, secondo quanto riportato da alcuni giornali, Rooney Mara e Rihanna con inizio riprese nella primavera del 2017, le due però alla fine lasciano il progetto e il posto della Mara doveva essere preso da Michelle Williams ma quando la produzione entra in stallo per consentire a Driver di portare a termine il suo lavoro con Star Wars le riprese vengono spostate nell’estate del 2019 e quindi un nuovo e definitivo cambio con l’inclusione dell’attrice francese. Driver e Cotillard funzionano benissimo insieme. Credibili, perfettamente nella parte e in piena empatia con i loro personaggi e con il racconto. La prima parte del film, quella forse più ritmata e coinvolgente, più felice e viva, li trova in piena sintonia. Qualcosa viene a cambiare nella seconda parte dopo accade qualcosa, che non riveliamo per non fare spoiler…

LA MUSICA DEGLI SPARKS

Ron e Russell Male, ovvero gli Sparks, firmano la colonna sonora di Annette (ma anche la sceneggiatura insieme a Carax). Le loro musiche e canzoni scrivono musicalmente un musical calzante ed eccellente. Forse dopo Lalaland ci troviamo difronte a un vero grande musical. Un film che vive di contrasti, di luce e di ombre, che riprodotte in musica hanno quel quid in più che altrimenti non avrebbero avuto o retto per oltre due ore di film. Gli Sparks sono una band rock che vive una dimensione assai bizzarra. Oscilla momenti di vero successo ad altri in cui, accantonata, viene del tutto trascurata o sottovalutata. Sono una leggenda della musica con un percorso non drittissimo e di cui Edgar Wright ha raccolto la storia e l’art-pop in un documentario, The Sparks Brothers. Per più di 50 anni, Ron e Russell Mael hanno costantemente pubblicato dischi innovativi. Chi è veramente appassionato di musica in più di una occasione si sarà scontrato o incontrato con le loro creazioni. La loro musica è intrinsecamente e in parte anche dichiaratamente cinematografica. i Maels hanno iniziato a fare musica mentre studiavano cinema alla UCLA sotto l’influenza di Bergman e della Nouvelle Vague. Le loro canzoni, come detto e scritto da molti, si presentano come sistemi perfetta di tre minuti filmici tra un dramma romantico o una black Comedy. Bravissimi nel rompere la quarta parete tra musica e ascoltatore proprio come i grandi registi riescono a fare nel cinema. Ai loro noni sono spesso accostati quelli di autori come, oltre allo stesso Writght, Jacques Tati e Tim Burton.

LEOS CARAX, GIOCOLIERE ANTICONFORMISTA

Leos Carax è un nome d’arte. È lo pseudonimo di Alex Christophe Dupont, anagramma del suo vero nome di battesimo (Alex) e della parola “Oscar”. Prima di Annette, Carax ha realizzato altri film come Boy Meets Girl, Rosso Sangue, Gli amanti del Pont-Neuf, Pola X e Holy Motors. Non è un semplice regista. È un giocoliere e lo fa benissimo e con le parole e con le immagini. È stravagante, poliedrico, sta sempre sopra le righe e cerca un confronto diretto con il pubblico coinvolgendolo in una visione inevitabilmente attiva delle sue storie. È un anticonformista e per questo motivo o lo si ama o lo si odia, difficile avere con lui e verso il suo cinema una via di mezzo. Cresciuto nella venerazione dell’immagine di Marilyn Monroe e della musica di David Bowie, ha debuttato al Festival di Cannes a soli 24 anni conquistando tutti, anche se il suo destino è forse quello di essere amato solo dalle nicchie, un po’ come avvenuto con la storia visionaria che racconta due amanti del Pont-Neuf! Con il suo nuovo film Leos Carax chiama il pubblico a giocare, ma soprattuto oggi sono tutti disposti a farlo e non con le risate di una commedia? A poche ore dall’inizio del Festival di Cannes il regista ha dichiarato a Le Monde “Je crois toujours que le cinéma existe pour nous changer”, che vuol dire letteralmente “continuo a credere che il cinema esista per cambiarci”. Noi siamo d’accordo con lui e concludendo citando Annette e le parole degli Sparks: “So Close all the Doors and let’s begin the show”.

Margherita Bordino
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Margherita Bordino
Classe 1989. Calabrese trapiantata a Roma, prima per il giornalismo d’inchiesta e poi per la settima arte. Vive per scrivere e scrive per vivere, se possibile di cinema o politica. Con la valigia in mano tutto l’anno, quasi sempre in giro per il Belpaese tra festival e rassegne cinematografiche o letterarie. Laureata in Letteratura, musica e spettacolo, e Produzione culturale, giornalismo e multimedialità. È giornalista pubblicista e lavora come freelance. Collabora tra gli altri con Cinematographe.it, la Rivista 8 1/2, fa parte della redazione del programma tv Splendor e coordina Cinecittà Luce Video Magazine.